La libertà di espressione e la libertà della cultura sono un bene intoccabile, principio fondamentale di ogni democrazia

Pietro CUSATI detto Pierino
La Seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, l’ho chiamata signora Michela Ponzani, perché se la chiamavo Professoressa dovevo dire Professoressa a contratto”.
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, secondo la prassi istituzionale consolidata, dovrebbe evitare di muoversi con lo stile delle querele. La libertà di espressione e la libertà della cultura sono un bene intoccabile .Cittadini e non sudditi,la vicenda è grave perché non riguarda solo la Prof.ssa Michela Ponzani,storica e giornalista, ma anche la difesa del principio della libertà di ricerca e della libera discussione pubblica dei suoi risultati e non solo,principio fondamentale di ogni democrazia .La libertà di opinione e la ricerca storica. “La professoressa Ponzani non ha nessuna intenzione di scusarsi con il signor Presidente del Senato. E ho già sentito il mio avvocato per tutelare le mie ragioni, la mia onorabilità e la mia professionalità. Anzi, vorrei ricordare al Presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come titoli nobiliari: costano tanta fatica, e per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette. Quindi io pretendo che mi si riconosca almeno il titolo di professoressa universitaria! Se l’onorevole La Russa vuole querelare me semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare anche tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelare l’archivio centrale che conserva ancora la documentazione della questura di Milano, deve querelare i giornali dell’epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde. Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione .Se si vuol negare la Storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo. Questo è il nostro mestiere e io continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione”. Il Presidente del Senato sulla diatriba con la professoressa Michela Ponzani e le sue affermazioni sulla partecipazione di La Russa a un corteo non organizzato in cui morì un poliziotto. E sul ritiro della querela prende tempo: “Ci penserò.” Precisa La Russa che :’’ Non è mai successo che ci sia stata da parte mia il minimo accenno di violenza o di non rispetto dell’autorità. Le manifestazioni della destra, anche in un momento in un periodo in cui semmai c’era chi sperava che sfociassero in disordine, quando sono state organizzate dal Movimento Sociale e poi da Alleanza nazionale, non hanno prodotto disordini finché erano regolarmente autorizzate”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite della convention di Sud chiama Nord. Sull’eventuale ritiro della querela: “Ci penso, ma se la ritiro nei suoi confronti devo farlo nei confronti di altri, ma altri non li considero, lei è professoressa, per la verità professoressa a contratto, per quello l’ho chiamata signora perché se la chiamavo professoressa dovevo dire professoressa a contratto”. “Ci penserò”.
