7 Giugno 2026
La terra di mezzo del linguaggio

La terra di mezzo del linguaggio

Francesco SAMPOGNA

Esce il 5 giugno “Portala tu, la bellezza” (Isolario edizioni, 2026, pp. 72, euro 13), silloge poetica di Stefano Cazzato che ci dice: “esiste un’assoluta continuità tra i miei saggi filosofici, le mie raccolte di aforismi e le mie poesie”.

“Una continuità da ricercare – continua Cazzato – nella terra di mezzo del linguaggio, una terra sempre incognita dove diversi registri stilistici si incontrano per dare vita a forme sempre nuove”.

Che Cazzato abbia a cuore il ritmo, il sound, l’andamento sonoro, quasi musicale, del verso, è evidente, ma questa cura non è finalizzata alla sperimentazione fine a se stessa, sottoposta alle prescrizioni di un canone o di un controcanone, ma messa al servizio di un’espressione che, come si legge nella quarta di copertina, “interroga il presente e ne restituisce le fragilità, le attese e le contraddizioni”.

Poesia contemporanea, postmoderna, è quella di Cazzato, dove leggerezza e riflessione esistenziale, ironia ed elegia, straniamento e quotidianità, immaginazione e realismo, si alternano per raccontare “amori incompiuti, memorie familiari, desideri, nostalgie e microepifanie”. Eccone un esempio!

Le estasi di una volta

Me ne stavo tra me e me

nella contemplazione assoluta

del mare

senza un vero perché

pensavo al mistero dell’essere

con una matita tra le mani

mi dicevo beato te

che hai sempre seguito

la legge interiore

questa è vita sì questa è vita

ecco così erano le estasi di una volta

anche il rumore delle onde

incoraggiava questo stato

questo iato tra l’io e il mondo

in cui ogni cosa mi sembrava vana

e stavo per raggiungere il nirvana

poi per fortuna comparvero

le bionde.

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