Novità
La terra di mezzo del linguaggio

Francesco SAMPOGNA
Esce il 5 giugno “Portala tu, la bellezza” (Isolario edizioni, 2026, pp. 72, euro 13), silloge poetica di Stefano Cazzato che ci dice: “esiste un’assoluta continuità tra i miei saggi filosofici, le mie raccolte di aforismi e le mie poesie”.
“Una continuità da ricercare – continua Cazzato – nella terra di mezzo del linguaggio, una terra sempre incognita dove diversi registri stilistici si incontrano per dare vita a forme sempre nuove”.
Che Cazzato abbia a cuore il ritmo, il sound, l’andamento sonoro, quasi musicale, del verso, è evidente, ma questa cura non è finalizzata alla sperimentazione fine a se stessa, sottoposta alle prescrizioni di un canone o di un controcanone, ma messa al servizio di un’espressione che, come si legge nella quarta di copertina, “interroga il presente e ne restituisce le fragilità, le attese e le contraddizioni”.
Poesia contemporanea, postmoderna, è quella di Cazzato, dove leggerezza e riflessione esistenziale, ironia ed elegia, straniamento e quotidianità, immaginazione e realismo, si alternano per raccontare “amori incompiuti, memorie familiari, desideri, nostalgie e microepifanie”. Eccone un esempio!
Le estasi di una volta
Me ne stavo tra me e me
nella contemplazione assoluta
del mare
senza un vero perché
pensavo al mistero dell’essere
con una matita tra le mani
mi dicevo beato te
che hai sempre seguito
la legge interiore
questa è vita sì questa è vita
ecco così erano le estasi di una volta
anche il rumore delle onde
incoraggiava questo stato
questo iato tra l’io e il mondo
in cui ogni cosa mi sembrava vana
e stavo per raggiungere il nirvana
poi per fortuna comparvero
le bionde.

