Via Appia e cultura mediterranea: il 12 novembre al Senato l’evento conclusivo e la premiazione di Vincenzo Guarracino

Francesco SAMPOGNA
Dalle tre direttrici della ricerca UNESCO al conferimento della V edizione del Premio Braudel a una delle voci più autorevoli della saggistica italiana.
ROMA – Un importante appuntamento dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale italiano si terrà il 12 novembre 2026, alle ore 11:00, a Roma presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. L’associazione ambientale, scientifica e culturale «Ambiente e Cultura Mediterranea» illustrerà ufficialmente i risultati del prestigioso progetto scientifico e culturale denominato «L’Appia Antica. Una via per l’impero».
L’iniziativa nasce con l’obiettivo prioritario di custodiere, diffondere e valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della celebre Regina Viarum, in piena sintonia con la sua recente iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Il Progetto: tre direttrici per la Regina Viarum
Il progetto scientifico sviluppato dall’associazione si articola attorno a tre direttrici concettuali e di ricerca fondamentali:
- Testimonianza della civiltà romana: l’analisi delle evidenze archeologiche e monumentali lungo il tracciato;
- Modello di sviluppo urbano: lo studio della strada come infrastruttura portante dell’organizzazione territoriale antica;
- Vettore culturale e ideale dell’Appia Antica: la lettura della Via Appia come canale di circolazione di idee, filosofie e visioni del mondo.
L’evento al Senato si fregia della partecipazione del Senatore Domenico Matera, il cui contributo istituzionale conferisce egida e solennità all’iniziativa.
I lavori saranno coordinati dal giornalista Pasquale Marro e vedranno l’intervento di un autorevole parterre di esperti, docenti e studiosi del settore: Maria Grotta, Jolanda Capriglione, Carlo Di Lieto, Pasqualina Luciano, Maria Pirozzi, Rosaria Picozzi, Lorenza Ilia Manfredi, Giampiero Galasso, Fabia Baldi, Mariarosaria Piccirillo, Pasquale Pisaniello, Antonio Mesisca e Mariano Goglia.
Il Premio “Fernand Braudel” e il profilo di Vincenzo Guarracino
Momento centrale e altamente simbolico dell’evento sarà la consegna della V Edizione del Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel”. Il riconoscimento è intitolato al grande storico francese che ha rivoluzionato la storiografia moderna con l’opera “Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II”.
Il Presidente di Ambiente e Cultura Mediterranea, Italo Abate, conferirà solennemente il premio a Vincenzo Guarracino.
Chi è Vincenzo Guarracino
Nato a Ceraso (Salerno) nel 1948 e comasco d’adozione, Vincenzo Guarracino è una figura di primissimo piano nel panorama intellettuale contemporaneo. Poeta, critico letterario, critico d’arte, saggista e traduttore, ha legato il proprio percorso a una profonda ed eclettica ricerca sulle matrici della cultura europea.
Nel corso della sua cinquantennale attività:
- Come poeta, ha dato vita a una ricca produzione lirica fin dall’esordio con Gli gnomi del verso (1979), proseguendo con raccolte quali Dieci inverni (1989), Grilli e spilli (1998), Una visione elementare (2005) e Ballate di attese e di nulla (2010).
- Come grecista e latinista, si è distinto per raffinate traduzioni ed edizioni commentate di classici, tra cui i Carmi di Catullo, oltre che per importanti saggi dedicati alla letteratura italiana e a figure centrali della nostra storia poetica come Giacomo Leopardi e Giovanni Verga.
- Come saggista e critico d’arte, ha saputo unire il rigore filologico alla passione per il dialogo tra la parola scritta e le arti visive, facendosi interprete del pensiero mediterraneo come ponte continuo tra culture.
La Motivazione del Premio
Il Premio “Fernand Braudel” 2026 viene assegnato a Vincenzo Guarracino con la seguente motivazione ufficiale:
«Per l’eminente contributo alla Cultura Mediterranea, consegnato attraverso una vita di poesia, ricerca, critica e traduzione; per aver custodito e rinnovato, nella sua opera, il dialogo fra le grandi matrici greche, latine e cristiane della civiltà europea; e per aver restituito, nel progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero”, alla Via Appia il suo autentico valore di grande strada mediterranea, luogo di incontro fra popoli, culture, storia e memoria. Per avere fatto della parola poetica e della cultura uno strumento di conoscenza, di dialogo e di civiltà, nel segno del Mediterraneo».

