19 Luglio 2026

Giovani e identità: gli strumenti audiovisivi come espressione culturale

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Giovani e identità gli strumenti audiovisivi come espressione culturale

di Pasquale Martucci

Una sezione del Premio: “L’identità del Cilento”, riguarda la produzione di lavori audiovisivi, oggi strumenti molto utilizzati dai giovani nella loro quotidianità. Di seguito, riporto alcune considerazioni sul rapporto dei ragazzi con il multimediale, la loro modalità di esprimere la storia, il patrimonio materiale e immateriale, l’identità cilentana.

Le risorse culturali materiali e immateriali rendono il senso di una comunità che propone le sue tradizioni, attraverso i ricordi e la memoria. Utilizzando strumenti audio-video, i giovani riescono molto bene ad esprimere la conoscenza del territorio e l’incontro con le forme più autentiche della cultura cilentana: luoghi e centri storici, portali, angoli suggestivi, stradine, palazzi, chiese e monumenti, ma anche tradizioni, costumi, vita quotidiana.

Due sono le questioni da rilevare.

La prima è l’importanza di offrire forme visive e modalità espressive, che sono del resto le caratteristiche dei ragazzi, nativi digitali, che con la tecnologia riescono a produrre in maniera immediata le loro idee ed emozioni.

La seconda è data dalla possibilità di mettere insieme esperienze e lavori in gruppo, per poter offrire modalità interattive e forme di collaborazione per la riuscita di qualsiasi attività. Chiaramente mi riferisco soprattutto a ricerche compiute nelle scuole che vedono impegnati allievi, insegnanti ed altri soggetti che supportano il lavoro.

È interessante l’idea dell’interazione, che si sviluppa nell’incontro/confronto tra i ragazzi, i docenti, il contesto, i testimoni della cultura di un luogo. Il comportamento sociale è il prodotto di relazioni e interazioni che si riferiscono al termine azione, agire, operare, per rendere pratica la vita sociale e per regolare le attività umane, esplorando i legami che contribuiscono alla formazione del noi. Si tratta di uno scambio tra soggetti, che avviene in un preciso momento (interazione), ma può riguardare anche una certa durata nel tempo e si riferisce a interazioni ripetute e significative (relazioni). A tal proposito, i lavori di gruppo realizzati, attraverso la collaborazione e la cooperazione, permettono di sviluppare idee dando luogo ad importanti dinamiche creative.

Occorre poi riflettere su ciò che è l’approccio visuale, in considerazione che il mondo in cui viviamo si fonda sulle immagini, che permettono di avere una percezione più forte del rapporto dell’uomo con l’esterno, quel mondo altro da sé che consente di costruire la propria identità culturale, il senso di appartenenza sociale, la personale soggettività.

Le immagini svolgono una funzione documentaria e di testimonianza mnemonica, attribuendo rilevanza a persone e cose raffigurate, ma permettono anche di analizzare e interpretare le dinamiche sociali, costruendo una realtà o una rappresentazione della stessa attraverso immedesimazione, contestualizzazione, espressione emotiva. Sono anche forme d’arte, in quanto frutto dell’azione dell’uomo che trova, attraverso l’utilizzo di un mezzo tecnico, la possibilità di conoscere meglio il mondo che lo circonda.

Nel caso del Premio: “L’identità del Cilento”, gli strumenti audiovisivi hanno rilevato:

a) per quanto riguarda i contenuti, il patrimonio culturale materiale e immateriale, gli elementi identitari e i significati simbolici;
b) per quanto riguarda gli aspetti tecnici, la creatività e i criteri estetici, le capacità rappresentative ed artistiche.

Dai lavori proposti è emersa l’importanza del linguaggio multimediale che ha consentito di riportare la bellezza, sia espressiva che evocativa,  attraverso una particolare sensibilità nel cogliere ed interpretare i luoghi, percorrendo viaggi nel presente per rievocare il passato e la memoria.

Le riprese, in alcuni casi realizzate con droni, hanno permesso di evidenziare i dettagli degli oggetti rappresentati, integrati con testi narrati, con la finalità di promuovere e valorizzare il territorio e gli elementi della tradizione cilentana.

I lavori di gruppo con la guida di insegnanti hanno realizzato costruzioni articolate, seguendo criteri e forme espressive ed artistiche legate ad una grande consapevolezza nell’utilizzo della tecnica delle immagini.

Le considerazioni seguenti sono scaturite dalla visione delle opere pervenute e dalla partecipazione ad incontri realizzati in occasione della presentazione del Premio.

Il riferimento più interessante riguarda l’incontro dello scorso 5 novembre 2025, con i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Celle di Bulgheria (classi I, II e III C).

La ricerca dell’identità del Cilento

La ricerca realizzata ha riguardato lo studio delle caratteristiche del luogo e il rapporto contesto/abitanti. L’identità del territorio è stata tracciata, spesso attraverso un percorso a tappe che illustra molto bene lo spaccato di vita locale, con un approccio corale e partecipato. Le scene rappresentate, accurate e ricche di dettagli, sono attestazioni di una comunità che trova ancora lo spazio ed il tempo di raccontarsi e di renderci partecipi di un tempo andato, dove la natura e le caratteristiche del territorio predeterminano rituali e costumi che risultano essere testimonianze di un’antica civiltà.

Conoscenza di luoghi e contesti

In generale, si può affermare che la conoscenza dei luoghi e dell’identità è molto presente nei giovani che hanno affermato il sapere territoriale. Si tratta di viaggi della memoria affidata alle leggende, alle tradizioni, alla proposizione dell’identità. A tratti, i paesaggi fanno da sfondo per entrare in contatto con le forme di vita tradizionali e permettere di evidenziare attività che costituiscono la tipicità cilentana.
Interazione tra gli allievi della scuola e la comunità.

I ragazzi, con l’esplicita volontà di proporre la cultura del territorio, attraverso immagini, interviste, momenti esplicativi di una vita dura ma rappresentativa di una realtà da valorizzare, hanno interagito con la comunità. I giovani e gli anziani si sono connessi in un processo condiviso, nonostante l’attuale tendenza all’oblio e alla dimenticanza per una irreversibile globalizzazione. Il lavoro ha permesso di soffermarsi in particolare su alcune forme antiche di lavoro, come la realizzazione delle “libbane”. In una fase successiva, gli allievi hanno ascoltato storie e aneddoti dalle antiche voci testimoniali, riproducendoli in forma narrativa.

Realizzazione di riprese audio/video

La narrazione è intesa come “sperimentazione” multimediale, per connettere anche attraverso espressioni dialettali un vissuto che si confronta con l’identità. Le riprese realizzate hanno evidenziato i dettagli degli oggetti rappresentati, integrati con testi narrati. Di rilievo l’associazione di testo, racconto e immagini per valorizzare gli elementi della tradizione cilentana. L’esempio del documentario offre altresì le basi per una riflessione etica sulla necessità di tutelare, custodire e tramandare, al fine di garantire continuità di vita, tradizioni, riti, canti.
Interazione ragazzi/contesto scolastico.

In occasione della presentazione da parte dei ragazzi della loro ricerca sono emerse alcune dinamiche interattive: i comportamenti degli allievi hanno attivato un incontro/confronto con un contesto di insegnanti, genitori e organizzatori del Premio. Gli studenti si sono alternati per far conoscere il loro lavoro, sottolineando le fasi realizzative, le difficoltà del reperimento delle informazioni e della messa in scena della loro rappresentazione. Alcuni momenti emozionali sono risultati centrali soprattutto durante l’esecuzione di canti rappresentativi della terra ed esecuzione di motivi musicali sotto la guida di maestri esperti.

L’idea del Premio è di guardare a ciò che è la società attuale e come si rapporta alle risorse esistenti, pur considerando la carenza di un’attività politico-istituzionale di valorizzazione di ciò che c’è, legata a ritardi burocratici, a mancanza di iniziative, ad opportunità che tardano ad essere realizzate, per non parlare delle infrastrutture e della mancanza di organizzazione per l’attivazione di una significativa attività progettuale.

Occorre far crescere e formare le nuove generazioni che sono le uniche depositarie di una cultura antica, da conservare, trasmettere e divulgare oltre i confini locali.

https://www.premioidentitacilento.it/0000/art.htm?s=con&a=0003.htm

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