11 Luglio 2026
La strada della longevità di Pasquale MARTUCCI

La longevità della popolazione è una caratteristica delle aree più interne del nostro Paese

di Pasquale Martucci

Un Report Istat conferma la tendenza, ormai consolidata, dell’aumento degli ultracentenari. In riferimento al 1° gennaio 2025 le persone che superano la soglia dei 100 anni, residenti in Italia, sono 23.548: l’82,6% è rappresentato da donne; i supercentenari (105 anni e più) sono 724 (la quota di donne sale al 90,7%). Coloro che hanno superato i 110 anni sono 19, di cui soltanto uno di sesso maschile. La donna più anziana dell’intero Paese, di 115 anni è dell’avellinese: la terza in Europa e la quarta a livello mondiale.

La prima osservazione che si può fare è che incide sulla longevità la qualità della vita: oltre l’89% dei centenari in Italia vive in famiglia. È centrale il supporto di reti familiari solide che permettono di gestire tutte le fragilità, riducendo il rischio di isolamento e favorendo la continuità delle abitudini personali.

Altro fattore rilevante è il contesto territoriale: i piccoli centri e le comunità coese permettono di vivere più a lungo. Incidono: l’alimentazione (ricca di verdure, legumi, pesce, povera di grassi); lo stile di vita (forte senso di comunità, integrazione sociale, vita rurale); ambiente (aria pulita, ritmi di vita più tranquilli); fattori psicologici (resilienza, ottimismo e legami forti).

Gli esempi territoriali in cui si sviluppa la longevità e la vita sana sono stati rilevati attraverso lo studio delle cosiddette blue zone, aree del mondo dove la speranza di vita è più alta rispetto alla media mondiale. Nonostante una diversità geografica e culturale, in queste aree convivono alcuni tratti comuni che sono stati messi in rilievo dal documentario: “Blue Zones: i segreti della longevità”, realizzato da Dan Buettner, il ricercatore che ha dedicato la sua vita a studiare le variabili connesse alla longevità.

Nel documento prodotto, è stato rilevato come essenziale lo stile di vita diffuso in alcune comunità del mondo. Le cinque zone blu individuate sono: Okinawa, Giappone (dieta a base di verdure e relazioni comunitarie strette); Ogliastra, Sardegna-Italia (alimentazione mediterranea e una vita attiva); Nicoya, Costa Rica (attenzione alla vita sana e una dieta ricca di mais e fagioli); Ikaria, Grecia (ritmi lenti e dieta mediterranea); Loma Linda, California (comunità di Avventisti del “Settimo Giorno”, che segue diete vegetariane e uno stile salutare).

Nel dettaglio, il documentario rileva i nove fattori che consentono lo sviluppo di una vita più lunga: 1) il movimento naturale – esiste un contesto che induce le persone a muoversi senza sforzo (coltivano giardini, camminano molto e svolgono lavori manuali); 2) lo scopo di vita – è importante avere una ragione chiara e definita per alzarsi ogni mattina;  3) rilassarsi – vivere senza stress, o meglio affrontarlo e gestirlo attraverso i ricordi, le preghiere, il riposo); 4) mangiare fino all’80% – fermarsi per non sovra-alimentarsi, e ciò permette di prevenire l’obesità; 5) dieta a base vegetale – legumi, come fagioli, fave, soia e lenticchie, sono fondamentali; la carne viene consumata in occasioni speciali e in piccole quantità;  6) un bicchiere di vino – con moderazione e preferibilmente tra amici, rafforza anche i legami; 7) la spiritualità – la maggior parte dei centenari appartiene a una comunità religiosa; 8) la famiglia – tenere i genitori e i nonni anziani nelle vicinanze o in casa, prendendosene cura; 9) vivere la tribù – le reti sociali comunitarie permettono di vivere più a lungo.

Oggi sono diverse le ricerche che hanno posto in primo piano il Cilento, per indagare la presenza dei centenari, rilevando che i principali tratti riguardano soprattutto le zone rurali e interne, caratterizzate da un forte legame con la famiglia, la comunità, la pratica religiosa, le tradizioni locali. Tutto ciò è poi connesso con l’ambiente, l’alimentazione e lo stile di vita. Quest’ultimo può essere definito diaita, che non è solo legato al cibo, ma è anche vivere i luoghi dove la natura è meno inquinata, dove ci sono i silenzi e l’ascolto di suoni lievi e tranquilli, dove le acque limpide di corsi d’acqua passano frettolosi e sembrano avvolgere in un’atmosfera di tranquilla beatitudine. È il ritmo lento delle comunità piccole, poco abitate, dove le persone hanno un modo di pensare, di vivere e di custodire i segreti della memoria.

Volendo fare un parallelismo con le “zone blu”, troviamo nel nostro territorio: 1) uno stile di vita che si manifesta per ritmo lento, rilassato e senza stress; 2) un’alimentazione che si riferisce alla dieta mediterranea, ai prodotti locali; 3) la natura, il clima, il paesaggio, costituiti da montagne, grotte, costa, borghi, che permettono di passeggiare, vivere nella contemplazione; 4) la cultura (storia, tradizioni, ma anche, in senso esteso, ad attività umane legate ad artigianato e prodotti tipici).

In generale, la longevità è determinata dall’interazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali che sono presenti nella storia, nel vissuto e nel contesto di vita di ogni individuo. Le indicazioni per permettere di vivere una vita più sana e più lunga sono: abitare in un ambiente meno caotico e inquinato; appartenere a un nucleo familiare stabile e unito; rispettare le normali regole dell’educazione alla salute; cercare di prevenire malattie e stress; vivere una vita soddisfacente, positiva e relazionale.

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