Il Taccuino di Baudelaire del 25 settembre 2025 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati
Il ricordo Rip
Dormono tutti sulla collina
Un anno fa ci lasciava Giuseppe Pastena Peppe di Rutino
…Rutino, è morto Peppe ma quella volta la fece grossa
Non restare a piangere sulla mia tomba, non sono lì, non dormo, sono mille venti che soffiano, sono la luce del sole sul grano maturo, sono le stelle che brillano la notte, non restare a piangere sulla mia tomba, non sono lì, non dormo . Canto Navajo
Quello dei Santini di Rutino; si è spento Peppe; lo salutano le tante strade che ha percorso: il vento, il sole, la pioggia, una vita dura ma lui era contento; un Kerouac del Cilento, on the road dal mattino alla sera; sarebbe stato un tema letterario molto caro al poeta tedesco Georg Heym; la vita di Peppe di Rutino;versi che sembrano scritti apposta per lui…
/Tempo d’estate, autunno, passa tutto e morte bruna ha ghermito ogni frutto. Senza strada è ogni vita ed intricato ogni sentiero/ distribuiva Santini a tutte le persone che incontrava; aggiungeva, molto spesso; un proverbio in dialetto, era piacevole ascoltarlo.
Rip Peppe; che la terra ti sia lieve; ha scritto di lui, un bellissimo articolo: un giornale con sede ad Agropoli, molto letto; tutti hanno saputo della sua morte; un tipo molto particolare; lui, Peppe macinava chilometri su chilometri; a piedi o in autostop; si spingeva anche nel napoletano, prendetevi un Santino; se poi qualciuno gli voleva anche offrire degli spicci, il Peppe di Rutino; faceva I salti di gioia e ringraziava; delle volte era un poco nervoso, e non ci metteva niente a mandare tutti al paese di Pulcinella; qualche marachella l’ha combinata pure lui, come quella volta che fece inbufalire una coppia di sposi e tutti gli invitati, come su suol dire… nessuno è perfetto.
