11 Luglio 2026

Don Aniello Panzariello, il parroco piu amico che c’è, coccolato dalla cittadinanza di Novi Velia in una grande festa

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Don Aniello Panzariello, il parroco piu amico che c'è, coccolato dalla cittadinanza di Novi Velia in una grande festa

di Laura Cuozzo

Il 21 settembre , ad epilogo di un’ estate cilentana sospesa tra cieli tersi di montagna ed acque cristalline di mare, e’ stata organizzata una festa bellissima di saluti e ringraziamenti da parte della cittadinanza di Novi Velia che si è riunita con calore genuino attorno ad un sacerdote con la “S” maiuscola, don Aniello Panzariello, accompagnato dal suo neo collaboratore Don Gennaro Russo. Indubbiamente una missione espletata in maniera stra- eccellente da parte di questo sacerdote, oriundo di San Mauro La Bruca , Don Aniello, che ora continuerà a servire Dio e la nuova comunità di fedeli sulla linea di un daimon spirituale di empatia. Si trasferira’ infatti presso la comunità di Agropoli. Don Aniello Panzariello e’ stato parroco per ben 18 anni a Novi Velia e a San Biase, mentre il più giovane e serafico don Gennaro Russo è stato in paese soltanto due anni per sostituire don Aniello durante il periodo estivo di sua curatela sul santuario mariano del Monte Gelbison.

La messa celebrata alle 18 e 30 nella chiesa di Santa Maria dei Longobardi si è conclusa con la lettura di due lettere emozionanti, l’una da parte della professoressa Rosanna Marrocco, attiva da sempre con opera di catechismo tematico per adulti e lezioni di ripetizione per ragazzini, l’altra a cura dell’attivista Agenda Onu 2030, Laura Cuozzo, funzionaria statale che da cinque anni presta la sua opera di volontariato in seno all’ associazione Passo dopo Passo di Don Aniello Panzariello per il festival “Noi siamo la montagna” attraverso ben 46 laboratori ad oggi di turismo prossimale infantile, readings teatrali, laboratori fitoterapici, cultura, gastronomia e tradizioni locali in un’ ottica di valorizzazione delle aree interne come comunità di resilienza “don Aniello il mio non è un addio, ma un arrivederci, i 46 laboratori multidisciplinari, i 46 passi eseguiti insieme in questi cinque anni sono, oltre che orme e segni tangibili dell’ opera benedetta da Gesù, un ponte che ora più che mai unisce la montagna al mare”, queste alcune delle parole di speranza di Laura Cuozzo che sanciscono un patto amicale non interrotto , anzi foriero di nuove opportunità per i due amici e collaboratori. Successivamente il calore esplosivo e genuino dei parrocchiani si e’ spostato in piazza tra canti, suoni , buon vino e cibo offerto dalla pro loco diretta da Maurizio Musto, coadiuvato da tutto uno staff al femminile .

Si sono esibiti tutti i gruppi di canto popolare novesi, noti in tutto il Cilento per portare alto l’ onore del festival degli antichi suoni; musicanti allo sbaraglio guidati dall’ assessore alla cultura Pina Speranza, a buon diritto rappresentante delle donne di Novi, così forti e capaci di fare rete e dominare la scena. Anche i bambini di Novi, diretti da Angela Bruno hanno intonato delle canzoni di affetto verso i due parroci che nel frattempo venivano investiti di affetto, riempiti di baci, abbracci e lacrime spontanee da parte di tutti i presenti. Le autorità locali, tra le quali il sindaco Adriano De Vita e Giovanni Guzzo , vicepresidente della Provincia, hanno onorato don Aniello e Don Gennaro con due solenni targhe ricordo per la loro abnegazione verso la cura del paese, non solo spirituale, ma progettuale e paritetica quasi a quella politica amministrativa. Oltre alle targhe sono stati poi donati pensieri collettivi e simboli ben auguranti per il prosieguo della missione sacerdotale dei due ministranti . Intanto in piazza venivano riempiti dei tavoli di piattoni ricolmi di rustici, panini, primi, secondi, contorni, babà, torte,crostate, dolci, biscotti, il tutto annaffiato da bibite dissetanti, buon vinello e spumante.

Anche la fontana del paese gorgogliova di felicità, prestandosi come frigorifero per le varie bibite, grazie al gelo naturale della sua fonte di vetta. Il tema portante della serata, a partire dall’ omelia della funzione , su san Matteo , esattore di tasse, che convertitosi, amministrò bene come voleva il Signore l’ opera affidatagli, è stato quello dell’ amicizia. Don Aniello per la comunità di Novi Velia è stato un tesoro come solo un amico di qualità puo’ essere ; dappertutto egli ha lasciato orme di opere ben fatte come amministratore non solo di anime, ma di progetti a carattere socio- imprenditoriale, dall’ adozione delle capre, alla sagre di dolci e pane, dalla cultura del cinema locale, ai musical, dal turismo, ad ogni sorta di laboratorio in seno ad esempio al festival – Noi siamo la montagna – della volontaria Laura Cuozzo, per aiutare proprio tutti a credere nei loro sogni e sviluppare idee, dal giovane disoccupato alla mamna single, dalle spose umili e fedeli che vogliono essere qualcosa in più servendo il Signore, fino agli uomini , agli anziani, agli ultimi da includere. Don Aniello non ha mai giudicato nessuno, ha sempre accolto tutti , gentile, signorile, non ha instradato i fedeli in un solipsismo orante sterile , ma ha allargato la porta di casa comune che è la chiesa, pronto ad essere per primo esempio per tutti e strumento da sfruttare fino all’ ultima goccia d’ amore. Alla sua comunità ha insegnato a pescare in una rete di collaborazione e altruismo, perché così si centuplicano i doni, i carismi di ogni cristiano . Don Aniello è stato oltre che uno straordinario amministratore di anime, un missionario pratico, un contadino spirituale, un lievito attivo che ha insegnato ad ogni novese a farsi” criscito “nel dono di sé al prossimo, con il coraggio dell’ autodeterminazione e fiducia in se stessi. Grazie don Aniello, amico nostro! Le feste passano, gli amici no. Grazie don Gennaro, seme giovane, appena gettato nella buona terra che vi attende al di la’ della montagna. Buon viaggio di speranza. Passo dopo passo …la missione prosegue sul solco dell’ amicizia e della Provvidenza…abbondante e proficua

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