5.500 giorni di vergogna: la favola amara della SP94 nel Cilento

L’Editoriale di Francesco SAMPOGNA
Quindici anni di strade chiuse, promesse elettorali e borghi lasciati morire nell’indifferenza delle istituzioni. Oltre cinquemila giorni di transenne e burocrazia tra Montecorice e Perdifumo. Ora i cittadini dicono basta.
Un territorio non muore quasi mai all’improvviso. Muore lentamente, un metro d’asfalto alla volta, un ponte dimenticato dopo l’altro, tra il silenzio delle istituzioni e la rassegnazione dei residenti. Nel Cilento, la metafora dell’isolamento ha una sigla e un numero di giorni preciso: SP94, chiusa da oltre 5.500 giorni.


Più di quindici anni di sbarramenti, transenne arrugginite e promesse scritte sulla sabbia. Un arco di tempo inconcepibile nel quale si sono avvicendate generazioni, amministrazioni e progetti, mentre il tratto collinare della Strada Provinciale 94 — che collega la frazione Zoppi di Montecorice con Perdifumo e la direttrice per Agropoli — è rimasto lì, lasciando marcire le speranze di un intero territorio.
Come ha ricordato di recente don Pasquale Gargione, parroco ad Agropoli ma originario della frazione Camella di Perdifumo, la chiusura di questa arteria non è un banale disservizio viario: è stata una delle cause primarie della profonda crisi sociale ed economica che sta soffocando i paesi a monte.
La cronistoria di un’agonia: 15 anni tra promesse e degrado
Ripercorrere la storia della SP94 significa sfogliare il catalogo completo del dissesto idrogeologico e dell’immobilismo burocratico italiano:


- 2010-2011 – L’inizio dell’isolamento: A causa del maltempo, della totale assenza di manutenzione ordinaria e dei primi cedimenti strutturali, la Provincia di Salerno dispone la chiusura al transito. Inizia il progressivo isolamento delle frazioni collinari di Montecorice.
- Gli anni del transito abusivo: Senza alternative viarie rapide, residenti, agricoltori e pendolari continuano a percorrere l’arteria “a proprio rischio e pericolo”. Mura di contenimento crollate, buche profonde come voragini e vegetazione incolta. La situazione tocca il punto critico quando una persona precipita da ciò che resta di uno dei ponti, riportando gravi lesioni.
- Autunno 2020 – Il colpo di grazia: Le violenti piogge devestano la carreggiata nei pressi dell’ex discarica comunale. Due ponti ravvicinati tra Zoppi e Perdifumo cedono ulteriormente, diventando il simbolo dell’inaccessibilità.
- Inizio 2024 – L’illusione dei fondi: Inquadrato nel “Decreto Ponti”, un progetto redatto dal Comune di Montecorice spinge la Provincia di Salerno ad accantonare 620.000 euro per la messa in sicurezza e il ripristino dei due ponti critici.
- Settembre 2025 – Il groviglio burocratico: Di fronte al degrado e all’erba alta che inghiotte la strada, la Provincia rassicura sull’iter tecnico. Emergono però le lungaggini legate ai pareri e alle verifiche della Soprintendenza sulla “storicità” delle strutture. I cantieri non partono.
- Ottobre 2026 – La protesta dei 5.500 giorni: Esasperati da costi di carburante raddoppiati, tempi di percorrenza estenuanti e soccorsi rallentati, i cittadini si uniscono nel comitato “Pro Paesi a Monte – La Svolta”. Viene convocata un’assemblea straordinaria: la comunità si rifiuta di attendere passivamente il “traguardo” degli 8.000 giorni.


Non è solo asfalto: il costo umano dello spopolamento
Ridurre la vicenda della SP94 a un problema di viabilità sarebbe un errore prospettico. Una strada provinciale chiusa per 15 anni è tempo sottratto alle famiglie, è benzina pagata due volte, è un freno al commercio locale, è l’impossibilità di offrire ai giovani un motivo valido per restare nei borghi natii.
Mentre a ogni vigilia elettorale si sprecano i proclami sulla valorizzazione del Cilento e sulla lotta allo spopolamento dei borghi interni, la realtà quotidiana racconta di una “cicatrice” aperta che separa le comunità collinari dalle aree costiere e dai servizi essenziali.

Un diritto non più rinviabile: servono date certe
Oggi i cittadini non chiedono più tavoli tecnici, comunicati di circostanza o rimpalli di responsabilità tra Comuni, Provincia e Soprintendenza. Con una cifra già stanziata e un progetto approvato, il tempo delle giustificazioni è scaduto.
La Provincia di Salerno e le amministrazioni coinvolte hanno il dovere morale e politico di rendere pubblico un cronoprogramma vincolante:
- La data di chiusura definitiva dei pareri della Soprintendenza.
- La data d’apertura effettiva del cantiere sui due ponti tra Zoppi e Perdifumo.
- La riasfaltatura e la consegna formale dell’arteria alla cittadinanza.
Dopo oltre 5.500 giorni di attesa, la SP94 deve smettere di essere un monumento all’abbandono per tornare a fare ciò per cui è stata costruita: unire le persone, connettere i territori e garantire il diritto alla mobilità.

