Oltre il campo: quando la prevenzione vale più di qualsiasi trofeo

L’Editoriale di Francesco SAMPOGNA
C’è un momento, prima che l’arbitro fischi l’inizio della partita o che il giovane atleta scenda in campo, in cui si consuma l’atto più importante di tutta la stagione sportiva: la visita medica. Eppure, troppo spesso, questo passaggio rischia di diventare una mera formalità burocratica, un timbro da apporre in fretta e furia per iniziare ad allenarsi.

A scuotere le coscienze, ricordandoci che in gioco non ci sono i tre punti ma la vita dei nostri figli, ci pensa una voce autorevole del nostro calcio: Fabrizio Ravanelli. Con un appello che va dritto al cuore del problema, l’ex campione è netto: le visite per il rilascio del certificato medico sportivo vanno fatte con attenzione e scrupolo, mai in modo superficiale.

Nel suo intervento, Ravanelli ha sottolineato come i controlli per il rilascio del certificato di idoneità sportiva debbano essere svolti con il massimo del rigore, rifiutando categoricamente qualsiasi approccio superficiale:
«Le visite per il rilascio del certificato medico sportivo devono essere effettuate con attenzione e scrupolo, mai in modo frettoloso», ha dichiarato Ravanelli. «Non possono ridursi a una semplice formalità, perché dietro ogni certificato c’è la salute e soprattutto la vita di un ragazzo.»
Un sollecito diretto che ribadisce un principio fondamentale: l’attività agonistica e amatoriale deve essere sempre supportata da un’analisi clinica accurata e professionale.
Dietro ogni pettorale, dietro ogni sogno di gloria e ogni promessa di campione, c’è la vita di un ragazzo. E nessuna partita, nessun campionato e nessuna vittoria varranno mai il prezzo di una tragedia che si sarebbe potuta evitare.
A dare ulteriore spessore a questo grido d’allarme è l’impegno concreto della Fondazione Polito attraverso il Passaporto Ematico, un progetto che trasforma la cultura della prevenzione in un’arma di protezione quotidiana. Parole che trovano eco profonda nella dichiarazione di Davide Polito, presidente della Fondazione:
«Il Passaporto Ematico nasce da una convinzione profonda: nessun ragazzo deve rischiare la vita per inseguire un sogno sportivo. Una visita accurata può salvare una vita. Un controllo superficiale può spezzarla. Perché la vittoria più importante è tornare a casa sani e salvi.»

È tempo che famiglie, società sportive e istituzioni sanitarie facciano quadrato. La fretta è cattiva consigliera, ma sulla salute dei giovani non è ammessa alcuna deroga. La prevenzione non è un costo, non è una perdita di tempo: la prevenzione è vita.
👇 Guarda qui sotto il video messaggio completo di Fabrizio Ravanelli:
