Un 13enne, non imputabile,in una scuola media, nel quartiere Centocelle a Roma, accoltella la docente di lettere e ha tentato di filmare

Pietro Cusati detto Pierino
Uno dei compiti primari della scuola deve essere l’educazione al rispetto, un fatto molto grave che impone alle istituzioni una riflessione per capire come sostenere la scuola e, in questo caso, anche capire come riuscire a intercettare precocemente i segnali di disagio di un alunno.Il 13enne silenzioso,non imputabile, ha sfilato dallo zaino due coltelli con lame da 20 cm e ha acceso la diretta social con una telecamera su un casco ed ha aggredito l’insegnante di lettere ,aveva ricevuto un debito, spruzzandole in faccia dello spray urticante e colpendola con tre fendenti al costato. Un compagno, di origine congolese, è intervenuto per fermarlo ed evitare che sferrasse ulteriori colpi.La docente, Isabella Marsilio, 66 anni,una lunga carriera, al suo ultimo anno di insegnamento, prima della pensione, è stata trasportata in codice giallo all’ospedale , in stato di shock, fortunatamente non in pericolo di vita.Appresa la notizia del ferimento, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sentito la dirigente scolastica dell’istituto, esprimendo vicinanza e solidarietà. “Oltre all’educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete , occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso a social e canali pericolosi.In un mondo dove prevale la disumanità e l’indifferenza,una lodevole lettera che la prof.ssa Chiara Mocchi ha scritto dal letto d’ospedale! «A tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori… sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, ma con il cuore colmo di gratitudine. Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande. Eppure eccomi qui, ancora viva. In un attimo, un gesto incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare. Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità. Oggi sono ancora debole, ma il mio spirito è vivo. E questa vita è un DONO che non sprecherò. So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura ma con CORAGGIO.Questa ferita non deve diventare un muro, ma un PONTE: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Tornerò a insegnare, a CREDERE nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia GIOIA più grande. A tutti voi, dal profondo del cuore: GRAZIE. Grazie per darmi la forza di guardare avanti e al sogno di potercela fare ancora. Con commossa gratitudine‘’.
