«Il Comune boccia sé stesso»: l’intervista-fiume al consigliere Avella sullo stato dello sport salernitano

Francesco SAMPOGNA
1. Consigliere Avella, che opinione si è fatto riguardo alla scelta del Circolo Nautico Salerno di ritirare la propria adesione al torneo di Serie A2 di pallanuoto?
Rivolgo immediatamente il mio pensiero agli atleti, al club e alla nutrita comunità di sostenitori della pallanuoto, una disciplina che in città vanta una storia di grande rilievo. Purtroppo, quanto accaduto è l’emblema di un fallimento gestionale. Negli anni passati Salerno ha raggiunto standard di livello in diversi ambiti della pubblica amministrazione, ma lo sport non è mai stato ritenuto centrale; al contrario, è sempre stato considerato secondario e trascurato. Attualmente stiamo scontando i risultati di un preciso orientamento politico e amministrativo: l’assenza totale di visione strategica, pianificazione e prospettiva per quanto concerne l’impiantistica sportiva e le attività agonistiche e amatoriali ad essa collegate.
2. Immaginava una svolta radicale rispetto alle problematiche emerse durante il precedente mandato?
Lo speravo, ma la gravità del quadro generale non mi ha mai fatto illudere. Chi credeva che un avvicendamento al vertice bastasse a cambiare registro non aveva compreso quanto la situazione fosse compromessa. Auspicavo quanto meno un’inversione di rotta sul piano del metodo: con il ripristino dell’Assessorato allo Sport, dopo un lungo e ingiustificato periodo di assenza, pensavo si potesse creare un punto di riferimento chiaro per le associazioni, per le scadenze e per le emergenze. Ci credevo a tal punto che il mio primo atto ispettivo, a seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio, è stata un’interrogazione presentata l’8 luglio al neo Assessore per chiedere chiarimenti sui tempi dei cantieri, sulle strutture destinate alle gare e sui debiti pendenti delle società usufruitrici dei complessi comunali. Tuttavia, violando la prassi e il rispetto istituzionale garantito dal TUEL, non ho mai ottenuto una risposta.
3. Nella scorsa consiliatura ha guidato la Commissione Sport: quali proposte intende avanzare per affrontare un contesto così complesso?
L’attività svolta nel periodo in cui ho presieduto la IV Commissione è stata estremamente intensa. In quel momento appariva complesso persino sostituire una caldaia o rifare la pittura in un locale pubblico. La Commissione non è un organo esecutivo e non possiede autonomia di spesa come un assessorato. Ciononostante, eravamo costantemente in prima linea, senza sottrarci al dibattito istituzionale e mediatico. Eravamo un punto di riferimento e abbiamo avuto il pregio di rimettere lo sport al centro della discussione, portando queste istanze all’attenzione del Consiglio Comunale. Oggi esiste una delega specifica dotata di poteri decisionali e risorse, eppure il silenzio dell’amministrazione sulle vicissitudini sportive cittadine è incomprensibilmente profondo.
4. Considerata anche la rinuncia del Circolo Nautico Salerno, che tipo di prospettive prevede?
Bisogna chiarire due aspetti fondamentali: poiché è indispensabile definire una programmazione di lungo termine, occorre mettere in conto una fase iniziale — un vero e proprio “anno zero” — volta al reperimento dei fondi necessari, alla gestione dei cantieri e al superamento degli imprevisti, mantenendo un dialogo costante con tutte le realtà sportive locali. Il secondo elemento riguarda la consapevolezza diffusa che il Comune, viste le evidenti difficoltà finanziarie, non ha la capacità di sostenere da solo tutti gli oneri. Sarà imprescindibile intercettare risorse da enti sovracomunali.
5. Considera questo fatto l’ulteriore riprova di un giudizio negativo sull’operato della giunta?
Non serviva questo episodio per confermare la mia contrarietà all’operato di questo “nuovo-vecchio” corso politico. La gestione amministrativa ruota attorno a due pilastri principali: il bilancio e il Piano Urbanistico Comunale. Sul primo punto, è stato il Sindaco stesso ad ammettere che il Comune si trova in gravi difficoltà finanziarie; di fatto, è chi guida l’ente ad evidenziare il fallimento della precedente gestione, di cui peraltro è stato diretto artefice coprendo ruoli di primo piano. Sul fronte urbanistico, durante la discussione sulla variante, abbiamo assistito a un vero e proprio cambio di narrazione: lo stesso Sindaco si è definito in aula “dieci volte più critico” rispetto ai banchi dell’opposizione. In sostanza, è la stessa guida dell’amministrazione a bocciare il proprio operato. Vorrei inoltre far notare un dettaglio sul modo di comunicare: quando si rivendica un risultato si tende a personalizzare il merito, mentre di fronte a un evidente insuccesso si preferisce parlare in modo impersonale, affermando che “il Comune è nei guai”.
6. Qual è il suo auspicio per il futuro dello sport a Salerno?
Molto semplicemente, chiedo che si cominci a pianificare con criterio anziché procedere per tentativi. Mi sia consentito evidenziare una coincidenza significativa: proprio nel giorno in cui la squadra di pallanuoto rinunciava alla Serie A2, un atleta salernitano, Ciccio De Rosa, si laureava campione europeo nella categoria pesi supergallo. Merito a lui, al suo impegno e alla grande tradizione pugilistica della nostra città, con l’auspicio che questo suo grande successo possa rappresentare un segnale di ripartenza per tutto il movimento sportivo locale.
