19 Agosto 2026
Il piacere del testo Lettere dalla madre

di Alfredo Imbellone

Rubrica “Il piacere del testo” a cura di Stefano CAZZATO

La prima cosa che Mackenzie Casper pensa leggendo il giornale che annuncia la morte della madre non è il dolore, ma rabbia. Elizabeth Casper, celebre autrice di thriller conosciuta dal pubblico come E. V. Renge, è morta durante una passeggiata nel bosco. Un incidente, dicono. Attorno alla sua scomparsa si è subito messa in moto una gigantesca macchina mediatica fatta di fotografi, influencer, fan e addetti alle pubbliche relazioni. Nel grande centro commemorativo dove si celebra il funerale, Mackenzie osserva da lontano una folla che sembra piangere più la scrittrice famosa che la donna reale. Lei invece non riesce a versare una lacrima. Vede l’agente letteraria, gli editor, il rettore dell’università, gli assistenti, gli amici di lavoro. Vede soprattutto un padre inquieto che litiga di nascosto con uno sconosciuto e nega poi tutto con un’evidenza quasi imbarazzante. Quando decide di andarsene, trova nella propria automobile una busta comparsa misteriosamente sul sedile. Sopra c’è scritto: “Dalla tua fan numero 1”. All’interno, poche parole vergate con una grafia che sembra proprio quella della madre: “Vuoi sapere un segreto? Con amore, Mamma”. Da quel momento qualcosa si incrina. Mackenzie torna nella villa di famiglia, si introduce nello studio che Elizabeth teneva gelosamente chiuso a chiave e confronta quella scrittura con una pagina manoscritta conservata come una reliquia. Le lettere coincidono. Inizia così una voce che arriva dal passato: la giovane Elizabeth, ancora Lizzy Dunn, racconta il proprio incontro con Ben Casper nella cittadina universitaria di Old Bow, nel Nebraska. Dietro l’innamoramento, dietro il fascino di quel ragazzo brillante e superficiale, affiorano però ombre che promettono di trasformare un ricordo sentimentale in qualcosa di molto più inquietante.

Nella seconda metà del libro emerge con chiarezza la natura dell’operazione costruita da Iliana Xander. L’autrice – o l’autore – si nasconde dietro uno pseudonimo e lascia che sia il testo a occupare interamente la scena. Una scelta che si accorda perfettamente con una storia in cui identità, nomi e versioni dei fatti vengono continuamente messi in discussione. La struttura epistolare non serve soltanto a creare suspense: ogni lettera modifica la percezione dei personaggi e costringe a riconsiderare ciò che sembrava acquisito. Il rapporto tra Mackenzie ed Elizabeth è il vero centro emotivo della vicenda. Non c’è nostalgia, almeno all’inizio; c’è piuttosto il disagio di una figlia cresciuta accanto a una figura pubblica venerata da tutti e percepita privatamente come distante e inaccessibile. Sullo sfondo si riconoscono echi di opere come Misery di Stephen King o Gone Girl di Gillian Flynn, ma il romanzo segue una strada propria, più interessata ai segreti familiari che al puro meccanismo del thriller.

Nata come autopubblicazione digitale, l’opera è diventata rapidamente un caso internazionale, attirando l’interesse degli editori di decine di Paesi. Non è difficile capirne il motivo. La scrittura procede con ritmo rapido, alternando mistero, memoria e tensione psicologica. Più che sugli effetti spettacolari, Xander punta sulla curiosità quasi ossessiva di chi legge: ogni rivelazione sembra chiarire qualcosa e contemporaneamente aprire una nuova crepa. È un romanzo costruito come una lunga domanda, e la sua forza sta proprio nel rendere impossibile smettere di cercare la risposta.

Iliana Xander – Love, mom. Vuoi sapere un segreto? – Longanesi, 2026, pp. 384 – € 20

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