L’intelligenza artificiale Incide su tutti i livelli della società?

Pietro CUSATI detto pierino
Il Garante della Privacy, a seguito della ricezione di diverse segnalazioni sul fenomeno del cosiddetto deepfake, ha avviato un’attività istruttoria, dalla quale è emersa la presenza sul mercato di numerose piattaforme che consentono di utilizzare la voce e/o le immagini di altre persone, per generare contenuti audio, fotografici e audiovisivi, in apparenza realistici, basati su tali elementi identificativi.L’utilizzo di tali strumenti e la diffusione dei contenuti così generati, tramite social media o altri servizi digitali e applicazioni di messaggistica, possono determinare, oltre a possibili fattispecie di reato, in assenza del consenso degli interessati, gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte, con tutte le conseguenze, anche sanzionatorie, previste dalla normativa in materia di protezione dei dati personali. o della disciplina in materia di protezione dei dati personali.Il Garante della privacy ha affrontato anche il fenomeno dell’immagine di una persona vestita, consentono di generare fotografie o video in cui la stessa appare artificialmente priva di indumenti, nonché di realizzare immagini a contenuto sessualmente esplicito o persino pornografico. L’allarme suscitato dalla crescente diffusione di siti e applicazioni online che offrono tali servizi è stato ulteriormente alimentato dalle numerose denunce riportate dagli organi di informazione, riguardanti persone coinvolte senza il loro consenso, in prevalenza donne, comprese figure del mondo dello spettacolo e della politica, nonché minorenni. In tale contesto l’Autorità ha disposto un provvedimento di limitazione provvisoria del trattamento dei dati personali nei confronti di una società con sede nelle Isole Vergini Britanniche, che gestisce l’applicazione in grado di generare immagini di persone artificialmente prive di indumenti.
