Rapporto SVIMEZ 2025, occupazione al Sud, continua l’esodo del capitale umano, 175 mila giovani in fuga

Pietro CUSATI detto Pierino
La “trappola del capitale umano” si rinnova, la metà di chi parte è laureato, le migrazioni dei laureati comportano per il Mezzogiorno una perdita secca di quasi 8 miliardi di euro l’anno. Secondo il Rapporto Svimez 2025,centomila giovani occupati, ma 175mila in fuga. L’investimento perso in formazione al Sud per le migrazioni dei laureati è di 8 miliardi all’anno. Dal Rapporto Svimez 2025, emerge un Mezzogiorno che vive una stagione di forti contrasti, continua l’esodo che svuota il Sud di competenze e futuro. Tra il 2021 e il 2024, quasi mezzo milione di posti di lavoro è stato creato nel Mezzogiorno, spinto da PNRR e investimenti pubblici. Ma negli stessi anni 175 mila giovani hanno lasciato il Sud in cerca di opportunità. I giovani che restano, troppo spesso, trovano lavori poco qualificati e mal retribuiti. Con i salari reali che calano aumentano i lavoratori poveri: un milione e duecentomila lavoratori meridionali, la metà dei lavoratori poveri italiani, è sotto la soglia della dignità.Una emergenza sociale nel diritto alla casa. Il PNRR sostiene la crescita e spinge fino al 2026 il Pil del Sud oltre quello del Nord. Il percorso di sviluppo avviato dal PNRR non può interrompersi nel 2026. Il Mezzogiorno sta dimostrando di poter essere protagonista della transizione industriale ed energetica del Paese, ma servono scelte politiche forti per consolidare i risultati raggiunti e dare continuità agli investimenti. Tra i segnali positivi nel Mezzogiorno sui quali costruire il futuro post PNRR: la crescita dei servizi ICT e dell’industria, il miglioramento dell’attrattività delle università meridionali, riguarda anche cambiamenti sociali e istituzionali che devono orientare il complesso delle politiche pubbliche, il miglioramento della capacità amministrativa dei Comuni, i primi segnali di convergenza Sud-Nord nell’offerta pubblica di asili nido e del servizio mensa nelle scuole; la standardizzazione e semplificazione degli iter amministrativi. A partire da questa eredità, la vera sfida è consolidare questi segnali positivi in un percorso di sviluppo duraturo, che renda il diritto a restare pienamente esercitabile e la decisione di partire una scelta, non una necessità. Occorre agire su quattro leve: potenziare le infrastrutture sociali e garantire i servizi oltre il PNRR; rafforzare i settori a domanda di lavoro qualificata; puntare sulla partecipazione femminile nel mercato del lavoro, nel sistema della ricerca e nella sfera politica e decisionale, dove rivestono un peso ancora marginale; investire sul sistema universitario come infrastruttura di innovazione.Crescono le attività finanziarie, immobiliari, professionali e scientifiche che hanno goduto degli effetti di domanda di nuova progettualità pubblica e privata attivata dal PNRR. In controtendenza rispetto al Nord, tra il 2021 e il 2024 il valore aggiunto dell’industria in senso stretto (manifatturiero, estrattivo, utilities) al Mezzogiorno è cresciuta del +5,7% (-2,8% nel Centro-Nord). La discontinuità positiva particolarmente significativa rispetto ai precedenti cicli economici è che il risultato del Sud è stato determinato Rapporto SVIMEZ 2025,occupazione al Sud, continua l’esodo del capitale umano ,175 mila giovani in fuga.dall’espansione della manifattura: +13,6% grazie alla nuova domanda per la componente manifatturiera della filiera dell’edilizia e alla crescita sostenuta di altri settori a specializzazione matura nel Mezzogiorno, in particolare dell’agroalimentare (+13,1%) .
