19 Luglio 2026

Ha compiuto 400 anni il convento dei cappuccini a Centola, icona monumentale e fattore identitario di una comunità

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Ha compiuto 400 anni il convento dei cappuccini a Centola, icona monumentale e fattore identitario di una comunità

di Laura Cuozzo

La piccola campana di vecchia fattura a sinistra dell’ altare della chiesa del Convento dei frati cappuccini in Centola pare voglia battere essa per prima e per diritto ancestrale i 400 rintocchi del sacro anniversario della costruzione del complesso che la contiene. Nel 1625, quattrocento anni fa, a Centola, in località detta “Serrone”, fu completato e inaugurato il Convento di San Francesco. Era parte di una rete di monasteri, eretti dai Frati Cappuccini, afferente alla “Provincia Monastica Cappuccina di Basilicata . La serata è stata un crescendo d’ interventi , un fluire opulento di contributi resi con il cuore , una testimonianza corale di scrittori, artisti , fotografi chiamati a dipanare la matassa di ricordi sbiaditi legati ad un’infanzia e adolescenza tra banchi di scuola e catechismo tenuti da preti vecchio stampo e frati di genuina vocazione nelle sale conventuali. Autori che hanno rappresentato l’ ultima stagione di una vita esperita da un’ intera comunita’ di paese guidata dall’ ordine dei fraticelli e preti avvicendatisi . Tutto questo memorial letterario curato nei minimi particolari come sempre dal cultore del turismo della radici e della rimembranza identitaria cilentana Ezio Martuscelli , presidente dell’ Associazione “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo,Lambro, Cultura”, in collaborazione con la “Proloco di Palinuro” e con l’Associazione “Anni Lucenti”, con il Patrocinio Morale del Comune di Centola, ha preso vita nella serata del 20 agosto nel Piazzale antistante al Convento. Dopo i

saluti Istituzionali di Don Stefano Bazzoli, Parroco di Centola,Rosario Pirrone, Sindaco del Comune di Centola Lucia Marrazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Centola, Silvano Cerullo, Presidente Proloco di Palinuro la platea si è lasciata condurre in un viaggio proustiano all’ indietro. Il libro collettaneo “I 400 anni del Convento dei Frati Cappuccini di Centola (1625-2025) è stato tessuto dal lirismo , realismo, prosa buffa e verista d’ interpreti locali e non, quali: Maria Luisa Amendola, Antonella Casaburi, Antonio Ciccarino, Salvatore (Mauro) Iorio, Vincenzo Lamanna, Sara Lamassa, Maria Rosaria Lo Schiavo, Andrea Luise, Gerardo Luise, Giuseppe Lupo, Carmelo Marrazzo, Ezio Martuscelli, Vincenzo Martuscelli, Maria Mollo, Angela Natale, Baldovino Natale, Donata Natale, Raffaele Riccio, Michael Shano.

La sonorita’ dei fattarelli riportati tra le pagine intervallate da vecchie foto , la veridicita’ delle cronache locali , la romantica visione di educande , donzelle impregnate di verecondia, lige alle lezioni di pianoforte per la messa e buone maniere atte a certificarle come perfette spose cristiane hanno donato tanta voglia di antiche e buone abitudini nei presenti.In ogni paese esiste un luogo di tutti dove trovare il senso della vita e la propria missione.

La serata e’ stata occasione d’ incontro, confronto e promozione della cultura del Cilento soprattutto attraverso il monumento religioso seicentesco del convento insieme alle sue ricchezze storiche, artistiche e apporti personali religiosi di ogni rettore . I cittadini di Centola che hanno ripercorso i giorni trascorsi nel convento hanno rinforzato il legame con la loro identità . Nella serata e’ stata svelata la targa in ricordo dei 400 anni del Convento e per finire alcune signore volontarie hanno allestitito un ricco buffet con piatti della tradizione culinaria locale come le melanzane ripiene, l’ insalata panzanella , gli struffoli , i biscotti secchi, le crostate ed una torta celebrativa con brindisi finale di tutti i partecipanti. Alla fine della serata un gruppo di ragazzetti che aspettavano al lato del convento di poter riprendere a giocare a pallone hanno chiesto ad uno spettatore presente alla serata quando finisse il tutto per potersi riappropriare della loro piazzola . La dichiarazione ha fatto sorridere di cuore chi ha raccolto la loro ingenua confessione , confermando quanto il convento dei Cappuccini vecchio di 400 anni sia ricco di vitalita’ essendo non solo un monumento di memoria, ma uno una spazio sacro di speranza per le nuove generazioni che nel gioco e nell’ ascolto dei loro bisogni da parte dei più grandi, quali educatori e professori trovano linfa per crescere all’ ombra di abitudini eterne e sane quali lo sport ed il catechismo. La frase conclusiva dell’ organizzatore , conduttore e guida del libro collettivo Ezio Martuscelli ha riportato alla responsabilità di questi incontri di umana e reciproca crescita : mantenere in vita i ricordi e la memoria del passato e tramandarli alle generazioni che verranno.

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