27 Ottobre 2026

PUNTO NASCITA DI SAPRI, CRISCUOLO, ORSATTI E AURIEMMA: «LA SICUREZZA DELLE MADRI E DEI NEONATI È UN DIRITTO, NON UN NUMERO. IL GOLFO DI POLICASTRO NON PUÒ ESSERE PRIVATO DEL SUO PUNTO NASCITA»

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PUNTO NASCITA DI SAPRI, CRISCUOLO, ORSATTI E AURIEMMA «LA SICUREZZA DELLE MADRI E DEI NEONATI È UN DIRITTO, NON UN NUMERO. IL GOLFO DI POLICASTRO NON PUÒ ESSERE PRIVATO DEL SUO PUNTO NASCITA»

Chiusura del Punto Nascita prevista per il 16 novembre 2026. Italia Domani – Marco Rizzo e AILA ETS APS insieme per difendere l’Ospedale dell’Immacolata. Criscuolo, Orsatti e Auriemma: «Chiediamo un confronto immediato con le istituzioni, ma la nostra posizione è chiara: il Punto Nascita deve restare aperto. La sicurezza, la distanza dai presidi alternativi e le caratteristiche del territorio impongono risposte concrete, non decisioni calate dall’alto».

Sapri, 25 ottobre 2026 – «Ascolto, confronto e responsabilità istituzionale sono indispensabili, ma devono avere un obiettivo preciso: tutelare la salute delle donne, garantire la sicurezza dei neonati e difendere il diritto del Golfo di Policastro a un’assistenza sanitaria realmente accessibile. Per noi, la prospettiva deve essere chiara: il Punto Nascita dell’Ospedale dell’Immacolata di Sapri deve restare aperto».

È questa la posizione congiunta di Antonio Criscuolo, coordinatore regionale di Italia Domani – Marco Rizzo, Ada Orsatti, Presidente di AILA ETS APS, e Amedeo Auriemma, responsabile del Dipartimento Sanità Pubblica e Privata di Italia Domani – Marco Rizzo per la provincia di Salerno.

I tre annunciano la presentazione, lunedì 26 ottobre 2026, di una richiesta ufficiale di incontro al Prefetto per sottoporre alle istituzioni le criticità legate alla chiusura del Punto Nascita, prevista per il 16 novembre 2026, e chiedere che vengano esaminate tutte le soluzioni concretamente percorribili per scongiurarla.

La questione non può essere ridotta a un confronto tra numeri, soglie e parametri amministrativi. Riguarda la sicurezza delle partorienti, la tempestività dei soccorsi, le condizioni geografiche di un territorio periferico e il diritto dei cittadini a non subire svantaggi nell’accesso alle cure a causa del luogo in cui risiedono.

Il rispetto delle decisioni giudiziarie è un principio fondamentale. Altrettanto fondamentale è che le istituzioni continuino ad assumersi la responsabilità di tutelare la salute pubblica, verificando gli strumenti previsti dalla legge e le possibilità di intervento compatibili con le decisioni assunte.

«Non intendiamo limitarci a chiedere spiegazioni su una chiusura annunciata: vogliamo che venga fatto tutto ciò che è legittimamente possibile per evitarla. Siamo disponibili all’ascolto e al confronto con tutte le istituzioni, ma il confronto deve servire a individuare una soluzione che consenta al Punto Nascita di continuare a operare in condizioni di sicurezza. Non può trasformarsi in una semplice presa d’atto di una decisione già assunta», dichiarano congiuntamente Criscuolo, Orsatti e Auriemma.

LA DICHIARAZIONE DI ADA ORSATTI, PRESIDENTE AILA ETS APS

Ada Orsatti, Presidente AILA ETS APS, dichiara:

«Come AILA non difendiamo un numero, difendiamo persone. Dietro ogni parto c’è una donna, spesso sola, spaventata, a volte con una disabilità, con una gravidanza difficile, con una storia di fragilità.

Io sono madre prima che Presidente, so cosa vuol dire la paura di non arrivare in tempo in ospedale. Dire a una donna del Golfo di Policastro di mettersi in macchina per 80 chilometri per partorire non è sicurezza, è abbandono.

E penso soprattutto alle donne con disabilità. Per una donna in carrozzina, per una donna non vedente, per una donna con una malattia cronica, per una donna con disturbi d’ansia, dover affrontare un’ora e mezza di curve, di cantieri, di sensi unici alternati e di ambulanza non è un disagio, è un rischio in più, è una paura in più, è una discriminazione in più. Chiudere Sapri significa dire a una donna con disabilità: la tua sicurezza vale di meno perché vivi in periferia. Noi diciamo no.

La sicurezza non si garantisce chiudendo, ma investendo. Il Golfo di Policastro non chiede privilegi, chiede equità. Chiede che ogni donna, anche la più fragile, possa partorire vicino a casa, in sicurezza, senza che il suo CAP la condanni a essere cittadina di serie B.

Per questo la nostra posizione è chiara e non negoziabile: il Punto Nascita dell’Ospedale dell’Immacolata di Sapri deve restare aperto, perché la sicurezza delle madri e dei neonati, di tutte le madri e di tutti i neonati, è un diritto, non un numero».

NON SOLO NUMERI: LA SICUREZZA DEVE CONSIDERARE LA REALTÀ DEL TERRITORIO

Il numero delle nascite rappresenta un elemento importante nella programmazione sanitaria, ma la valutazione di un servizio tanto delicato deve comprendere anche le caratteristiche geografiche, orografiche e infrastrutturali dell’area interessata.

Sapri costituisce un riferimento sanitario essenziale per il Golfo di Policastro e per i comuni circostanti. La sua posizione, al confine meridionale della provincia di Salerno, rende particolarmente delicata qualsiasi decisione che comporti l’allontanamento di un servizio dedicato alla nascita.

Il trasferimento delle partorienti verso altri presidi, tra cui quello di Vallo della Lucania, impone una valutazione concreta dei tempi di percorrenza e delle condizioni necessarie per raggiungere tempestivamente l’assistenza ospedaliera.

Lavori stradali, restringimenti, sensi unici alternati, traffico, condizioni meteorologiche e difficoltà della viabilità possono incidere sui tempi di trasferimento. A questi elementi si aggiungono i tempi di attivazione dei soccorsi, di raggiungimento della paziente e di presa in carico presso la struttura di destinazione.

Per questo chiediamo che le valutazioni non si fermino alle distanze chilometriche o ai tempi medi teorici, ma considerino dati effettivi e differenti scenari di emergenza.

«Non sosteniamo che la distanza, da sola, determini automaticamente il diritto a mantenere aperto un Punto Nascita. Sosteniamo che, quando si decide di privare un territorio di un servizio essenziale, le conseguenze sulla sicurezza e sull’accessibilità delle cure debbano essere valutate fino in fondo. Il Golfo di Policastro ha caratteristiche che non possono essere ignorate», sottolineano Criscuolo, Orsatti e Auriemma.

NEL RISPETTO DELLA PRONUNCIA DEL TAR, VERIFICARE LE SOLUZIONI PERCORRIBILI

La decisione del TAR deve essere rispettata e analizzata sulla base delle sue effettive motivazioni. Tuttavia, il confronto sul futuro della sanità nel Golfo di Policastro non può considerarsi esaurito.

È necessario distinguere il contenuto della pronuncia giudiziaria dalle responsabilità che continuano a competere agli enti chiamati a programmare e organizzare i servizi sanitari.

Chiediamo pertanto che siano approfonditi i presupposti della decisione, le disposizioni applicabili, le eventuali deroghe previste dalla normativa e tutti i margini di intervento compatibili con il quadro giuridico vigente.

La richiesta è quella di verificare ogni strada concretamente percorribile per evitare la chiusura, senza presupporre che la perifericità territoriale costituisca, da sola, una deroga automatica ai requisiti sanitari.

La tutela della salute richiede una programmazione responsabile, capace di coniugare la sicurezza clinica con l’accessibilità delle prestazioni. Non può ridursi a una scelta tra il rispetto delle regole e la difesa del territorio: deve individuare, nel rispetto della legge, le soluzioni che garantiscano entrambe.

MANTENERE APERTO IL PUNTO NASCITA SIGNIFICA GARANTIRE SICUREZZA E CONTINUITÀ ASSISTENZIALE

La permanenza del Punto Nascita deve essere accompagnata dalle condizioni organizzative e professionali necessarie a garantire un’assistenza appropriata e sicura.

Per questo chiediamo che vengano valutati gli interventi eventualmente necessari sul personale, sulle dotazioni, sui protocolli clinici e sull’integrazione con i servizi di emergenza-urgenza.

Occorre inoltre chiarire quali risorse siano disponibili, quali interventi possano essere programmati e quali soluzioni organizzative possano consentire al presidio di rispondere ai requisiti previsti.

La sicurezza non può essere invocata soltanto per motivare una chiusura: deve orientare anche la ricerca di soluzioni che permettano di mantenere il servizio, quando giuridicamente e clinicamente praticabili.

Un eventuale servizio ostetrico attivo 24 ore su 24 non può essere presentato come automaticamente equivalente a un Punto Nascita pienamente operativo. Occorre conoscere quali prestazioni saranno effettivamente garantite, quale personale sarà presente, quali emergenze potranno essere affrontate e quali trasferimenti si renderanno necessari.

DIFENDERE IL PUNTO NASCITA SIGNIFICA DIFENDERE ANCHE IL FUTURO DELL’OSPEDALE

La chiusura del servizio prevista per il 16 novembre 2026 solleva interrogativi che riguardano l’intero Ospedale dell’Immacolata.

La perdita di una funzione strategica può incidere sull’attrattività del presidio, sull’organizzazione dei reparti e sulla capacità di trattenere professionisti. Non si tratta di affermare che il ridimensionamento di altri servizi sia inevitabile, ma di chiedere garanzie documentate sul futuro della struttura.

Vogliamo conoscere quali reparti resteranno pienamente operativi, quali risorse verranno assegnate, quali prestazioni saranno assicurate e quali interventi siano previsti per rafforzare l’offerta sanitaria.

Il mantenimento del Punto Nascita si inserisce dunque in una battaglia più ampia per una sanità territoriale che non concentri progressivamente i servizi a danno delle comunità periferiche.

La salute delle persone anziane, dei pazienti cronici, delle donne in gravidanza, delle persone con disabilità e delle famiglie deve essere tutelata attraverso una rete sanitaria accessibile e organizzata.

LUNEDÌ 26 OTTOBRE 2026 LA RICHIESTA UFFICIALE AL PREFETTO: UN CONFRONTO PER EVITARE LA CHIUSURA

Antonio Criscuolo, Ada Orsatti e Amedeo Auriemma annunciano che lunedì 26 ottobre 2026 sarà inoltrata una richiesta ufficiale di incontro al Prefetto, affinché venga promosso un confronto con gli enti competenti sul futuro del Punto Nascita di Sapri.

L’iniziativa sarà finalizzata a ottenere risposte documentate e a sollecitare una verifica concreta delle possibilità di mantenere operativo il servizio.

In particolare, verranno richiesti chiarimenti:

  • sulle motivazioni della decisione del TAR e sui margini di intervento amministrativo compatibili con la pronuncia;
  • sull’applicabilità di eventuali deroghe e sulle disposizioni che disciplinano i Punti Nascita;
  • sui tempi reali di trasferimento verso gli ospedali alternativi e sui rischi legati alle condizioni della viabilità;
  • sulle garanzie per la gestione delle emergenze ostetriche e neonatali;
  • sulle risorse umane, professionali e tecnologiche necessarie per mantenere il servizio;
  • sulle soluzioni organizzative alternative che possano consentire la permanenza del Punto Nascita nel rispetto dei requisiti di sicurezza;
  • sulle conseguenze della riorganizzazione per gli altri reparti dell’Ospedale dell’Immacolata;
  • sulle misure necessarie a garantire l’accessibilità alle cure alle donne con disabilità e alle famiglie più fragili;
  • sulla pubblicazione delle valutazioni sanitarie, organizzative e territoriali alla base delle decisioni;
  • sull’individuazione di impegni verificabili e tempi certi per la valutazione delle alternative.

«NON CHIEDIAMO PRIVILEGI: CHIEDIAMO CHE IL PUNTO NASCITA RESTI APERTO»

«La nostra posizione è chiara: il Punto Nascita di Sapri deve restare aperto. Lo affermiamo nel rispetto delle istituzioni, delle competenze degli enti coinvolti e delle decisioni giudiziarie, ma con la determinazione di chi ritiene che la tutela della salute non possa essere affrontata ignorando le esigenze concrete delle comunità periferiche.

Non chiediamo di derogare alla sicurezza. Chiediamo di costruirla, mettendo a disposizione le risorse necessarie, verificando le soluzioni praticabili e considerando tutti gli elementi che incidono sull’assistenza alle madri e ai neonati.

La sicurezza non comincia soltanto dentro una sala parto. Comincia anche dalla possibilità concreta di raggiungere in tempo un luogo in cui ricevere assistenza adeguata. E la dignità di un territorio si misura anche dalla capacità delle istituzioni di garantire servizi essenziali a chi vive lontano dai grandi centri.

Il Golfo di Policastro non chiede privilegi e non pretende scorciatoie. Chiede attenzione, equità e garanzie. Chiede che la propria realtà territoriale venga valutata con serietà e che nessuna alternativa sia considerata sufficiente senza averne verificato l’effettiva capacità di proteggere le persone.

Il nostro impegno comune è difendere il Punto Nascita di Sapri, tutelare le donne e i neonati e impedire che la distanza dai grandi centri si trasformi in una disuguaglianza nell’accesso alle cure.

Il confronto con le istituzioni è il mezzo; la tutela del servizio e della salute dei cittadini è l’obiettivo», concludono Criscuolo, Orsatti e Auriemma.

Antonio Criscuolo
Coordinatore regionale – Italia Domani – Marco Rizzo

Ada Orsatti
Presidente – AILA ETS APS

Amedeo Auriemma
Responsabile del Dipartimento Sanità Pubblica e Privata – Provincia di Salerno
Italia Domani – Marco Rizzo

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