7 Giugno 2026
Benservito al direttore del quotidiano La Città, Tommaso Siani. Solidarietà della stampa libera

Benservito al direttore del quotidiano La Città, Tommaso Siani. Solidarietà della stampa libera

Cari lettori, da ieri mattina non sono più il direttore de’ La Città di Salerno. Il licenziamento è scattato da quando ho aperto la mia Pec, come scritto nella lettera ufficiale inviatami dall’editore. Potenza dei nuovi mezzi di comunicazione: clicchi e si apre o si chiude un mondo…

Lascio il mio giornale, la mia seconda casa e famiglia, dopo 30 anni.

E il destino ha voluto che ciò accadesse proprio in questi giorni: nel 1996, trent’anni fa, infatti, La Città faceva il suo debutto nelle edicole, entrando per la prima volta nelle case dei salernitani. E con orgoglio posso dire: io c’ero.

Iniziava allora la lunga e a tratti tormentata storia di un grande e autorevole giornale di provincia.

Una storia – umana e professionale mia e di tanti altri che contribuirono alla nascita di quel giornale – che non si può cancellare, nemmeno con un click.

Trent’anni, strane coincidenze della vita, direte. Una vita, la mia vita, condivisa con eccellenti colleghi e soprattutto con i lettori – i veri “padroni” di un giornale – a cui resto profondamente grato e fedele, certo come sono di aver sempre reso onore ai principi di una professione, quella del giornalista, dove non sono ammessi compromessi con la verità, anche quando scomoda.

In trent’anni posso aver sbagliato, certo, chissà quante volte e di questo vi chiedo scusa; ma non sono abituato a farlo per conto terzi o, peggio, a comando. La mia formazione culturale e politica, la mia etica professionale, la mia integrità morale, la mia storia impediscono di farlo. La dignità non è negoziabile.

Un saluto a tutti voi cari lettori e a presto.


Apprendo con sgomento e profondo disappunto dell’ ignobile gesto perpetrato nei confronti del direttore del quotidiano La Città, Tommaso Siani.
Un atto che, definire di autentico killeraggio, non è né azzardato, tantomeno eccessivo.

Piuttosto la prova certificata dello strabismo che accomuna molti sedicenti editori, incapaci di essere imprenditori di una società di comunicazione slegata da interessi di parte e attenta esclusivamente al piccolo cabotaggio e a smodati interessi di infima e gelatinosa raccolta pubblicitaria.

Sappiamo da tempo che si è ormai estinta la figura lungimirante dell’editore puro, ma chi ha architettato un esecrabile licenziamento via PEC, non ha solo peccato di vile atto arbitrario, ma si è macchiato di un perverso autoritarismo, che avrà ipso facto effetto boomerang. Sotterrando definitivamente una visionaria e vincente pagina di giornalismo – non solo salernitano – che nel 1996 vide in prima linea anche Tommaso Siani, nella genesi di una testata libera e indipendente in grado di sfidare gruppi forti e articolati, altresì espugnare i santuari dei poteri contigui, grazie a un team di giornalisti di razza. Ora definitivamente azzerati!

PaScal✍️

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