Battipaglia: la compagnia “Ire-Attori2010” porterà in Scena “La fortuna con L’effe maiuscola”
Al Teatro Sociale Aldo Giuffrè, la compagnia teatrale “Ire-Attori2010” di Carlo Delle Donne porterà in Scena “La fortuna con L’effe maiuscola” Commedia in tre atti Di Eduardo De Filippo e Armando Curcio

di Carmine RINALDI
Per tutte quelle persone che sono amanti, sia del Teatro Classico Napoletano e sia del Teatro del Maestro Eduardo De Filippo, c’ è un grande Evento Teatrale che non si può perdere assolutamente. Per non dimenticarvi del Mega Evento Teatrale, annotate le date ho sull’Agenda ho sul Calendario:
Sabato 07 Marzo 2026, alle ore 20:30
Domenica 08 Marzo 2026, alle ore 18:30
Sabato 14 Marzo 2026, alle ore 20:30
Domenica 15 Marzo 2026, alle ore 18:30

A calcare le tavole del palcoscenico del Teatro Sociale Aldo Giuffrè, ubicato in Via Francesco Guicciardini, Numero 35, Battipaglia (Salerno), sarà la Compagnia Teatrale “IRE-ATTORI2010”, nata nel 2010, con Presidente, Carlo Delle Donne, che metteranno in scena, uno dei Capolavori del Teatro Classico Napoletano dal titolo “La Fortuna con l’ effe maiuscola”, Commedia in Tre Atti scritta nel 1942 da Eduardo De Filippo, in collaborazione con Armando Curcio.
Armando Curcio (Napoli 25 Maggio 1900 – Roma 25 Novembre 1957, è stato Editore, Commediografo, Giornalista, Umorista, Direttore di Periodici, Autore di Narrativa, Regista, Sceneggiatore, Verseggiatore Italiano. E’ stato anche Collaboratore di Eduardo De Filippo.
Adattamento e Regia del Maestro Vito Cesaro.
“La Fortuna con l’ effe maiuscola” è stata inserita da Eduardo De Filippo nella Raccolta dal titolo “Cantata dei Giorni Pari”, dove è rimasta fino al 1962. Nel 1962 fu sostituita con la Commedia in Due Atti “Ditegli sempre di si”, scritta nel 1927, sempre dal Maestro Eduardo De Filippo. L’Opera Teatrale, appunto, “La Fortuna con l’ effe maiuscola” è una Commedia divertentissima e popolare del Teatro Classico Napoletano.
Trama
Chiuse le Luci della Sala, il pubblico in silenzio, le Luci dei Riflettori accese, si apre il Sipario.
Primo Atto:
La scena si apre con un appartamento di due stanze, al Primo Piano di un Palazzo, misero e gelido, vivono nella più completa indigenza la Famiglia Ruoppolo. Giovanni Ruoppolo, scrivano, che si batte tra difficoltà per sbarcare il lunario e sua moglie Cristina che bada alle faccende di casa. Insieme a loro, fin dalla nascita, vive, Erricuccio, il nipote di Cristina, Orfano, che è il figlio della sorella di Cristina, che è morta di parto. Erricuccio è anche di padre ignoto, ha ventisei anni è sempliciotto ed è anche sofferente di nervi “Nun po’ sta applicato…”, causa contrasti in famiglia, fa dispetti a Concetta, la Portinaia e agli altri condomini e analfabeta e scioperato. Ha anche un comportamento infantile. Erricuccio, per guadagnare qualche soldo “P’ ‘a cannarutizia ‘e s’ abbuscà quccosa…”, non disdegna di fare il ruffiano con Donna Amalia, la moglie di Don Vincenzo, marito cornuto, recapitando messaggi e lettere all’ amante di lei, il giovane Pietruccio. Don Vincenzo è un uomo di temperamento, mette in scena una finta partenza per Salerno, allo scopo di cogliere in flagrante gli amanti. Donna Amalia, appena sola, convoca Pietruccio, servendosi di Erricuccio per consegnargli un biglietto. L’ Avvocato Roberto Manzillo, per il quale Giovanni Ruoppolo lavora occasionalmente, propone un affare: Un suo cliente, il giovane Barone Sandrino di Torrepadula, anche lui di padre ignoto è pronto a pagare Diecimila Lire, purchè Giovanni Ruoppolo lo riconosca come figlio. Gli permette di presentarsi con le carte in regola alla nobile famiglia della sua fidanzata e anche di ottenere il consenso per il matrimonio. Giovanni Ruoppolo, spinto, sia dalla fame e sia dalla necessità, accetta l’ affare e intasca l’ anticipo dei soldi, esce subito per andare a comprare da mangiare. Mentre Cristina e Giovanni Ruoppolo sono via, si presenta a casa il Notaio Giuseppe Bagnulo un vecchio amico di famiglia, negli anni in cui la famiglia Ruoppolo viveva molto più agiatamente. Il Notaio Giuseppe Bagnulo, in partenza per Roma, da un’ incredibile notizia. Federico Ruoppolo, emigrato in America parecchio tempo fa è morto e ha lasciato quale erede il fratello Giovanni. La fortuna di Federico Ruoppolo supera ogni immaginazione, Un Milione e Mezzo in contanti, Gioielli, Monete Antiche, Brillanti e una Villa a Capri. Alla notizia che Giovanni Ruoppolo è in procinto di leggittimarsi un figlio, non suo, il Notaio Giuseppe Bagnulo è preoccupato. Si deve avvisare Giovanni, perchè non faccia sciocchezze, l’ Atto gli farebbe perdere il diritto sull’ eredità a favore del Barone Sandrino di Torrepadula. Il Testamento, impone una condizione, nel caso che Giovanni Ruoppolo avesse un figlio legittimo, l’eredità passerebbe a lui. Il Notaio Giuseppe Bagnulo deve andare a Roma e non può aspettare che Giovanni Ruoppolo faccia ritorno. E’ costretto ad affidare “l’ imbasciata” ad Erricuccio. Gli dà anche il suo Biglietto da Visita. Dopo tante raccomandazioni lo lascia andare, con l’ impegno di presentarsi dopo due giorni per portare a termine tutte le formalità. Il Notaio Giuseppe Bagnulo, dopo essere uscito, grazie alla complicità di Erricuccio che gli dà il via libera dalla finestra delle scale, Pietruccio, si presenta al convegno amoroso con Donna Amalia. Mentre i due amanti, ovvero, Pietruccio e Donna Amalia, sono al Piano di sopra, del Palazzo, arriva Don Vincenzo, il marito di Amalia, armato di una pistola. Pietruccio va via, inseguito da Don Vincenzo, urla disperate di Donna Amalia, spari e minacce, fanno mettere paura Erricuccio che perde la parola.
Secondo Atto:
La scena si apre con la visita delle donne che abitano nel Palazzo, Assunta, Carmela, Teresa, che sono buone amiche della Famiglia Ruoppolo, si accertano delle condizioni del ragazzo, Erricuccio, che è muto, riferiscono anche che il litigio tra Don Vincenzo e Donna Amalia si è ricomposta. Erricuccio viene visitato dal Dottor Gervasi che diagnostica un Trauma di origine nervosa. Erricuccio si è “Infantilito”, solo un nuovo choc repentino e violento potrebbe restituirgli la parola. I tempi per la pratica di legittimazione, si abbreviano. L’Avvocato Roberto Manzillo accompagnato dal Barone Sandrino di Torrepadula , si presentano in Casa Ruoppolo per andare dal Notaio Giuseppe Bagnulo a concludere l’ operazione. Erricuccio, a causa del mutismo, non ha potuto riferire a Giovanni Ruoppolo dell’ eredità, si oppone dimenticando di mostrare il Biglietto da Visita del Notaio Giuseppe Bagnulo, strappando “La Carta” dalle mani dell’ Avvocato Roberto Manzillo. Giovanni Ruoppolo, attribuisce la reazione spropositata ad una segreta gelosia di Erricuccio nei confronti del nuovo “Figlio”, promettendo al ragazzo, ovvero, Erricuccio che non avrebbe firmato nessuna Carta. Giovanni Ruoppolo, va dal Notaio Giuseppe Bagnulo, insieme al Barone Sandrino di Torrepadula e all’ Avvocato Roberto Manzillo per perfezionare la procedura, riconoscendo quale suo figlio legittimo il Barone Sandrino di Torrepadula. Erricuccio, rimasto solo, riceve la visita di Don Vincenzo, marito di Donna Amalia. Erricuccio, preoccupato per le indagini avviate nel Palazzo, il cornuto, Don Vincenzo, marito di Donna Amalia lo minaccia con la pistola, dicendogli di tacere su l’ accaduto, che lui ha perdonato la moglie, Donna Amalia e che lo spiacevole episodio può dirsi definitivamente chiuso. Nell’ agitare la pistola, Don Vincenzo fa partire un colpo, subito va via, per paura delle conseguenze. Erricuccio, dopo lo spavento, riacquista subito la parola. Durante la festa, Giovanni Ruoppolo racconta a tutte le persone presenti del piccolo “Affare”, concluso con il Barone Sandrino di Torrepadula, Erricuccio, improvvisamente si ricorda dell’ eredità e quindi, racconta tutto a Giovanni Ruoppolo. Sottolinea la condizione testamentaria voluta dal defunto Federico Ruoppolo, l’ inosservanza della quale avrebbe fatto perdere ogni diritto all’ eredità a favore di un eventuale figlio legittimo, ritenendo che Giovanni Ruoppolo non abbia legittimato il Barone Sandrino di Torrepadula. Giovanni Ruoppolo ha un malore e perde la parola anche se solo temporaneamente.
Terzo Atto:
La scena si apre con il Notaio Giuseppe Bagnulo, che si presenta a Giovanni Ruoppolo, disperato e stralunato, snocciolando la magnifica entità del lascito del compianto Federico Ruoppolo, ravvisa la gravità della situazione, essendo il diritto all’eredità ormai compromesso, spiega tutto al Barone Sandrino di Torrepadula, fidando nella nobiltà dell’ uomo, con la speranza di convincerlo a rinunciare alla ricchezza. Il Barone Sandrino di Torrepadula, non si lascia ingannare, fiutata l’ enorme fortuna, impone al Notaio Giuseppe Bagnulo di procedere molto rapidamente per espletare la volontà del defunto Federico Ruoppolo, annunciando che non si sposerà. Il Barone Sandrino di Torrepadula, esce, Giovanni Ruoppolo si arrabbia e maledice il Barone Sandrino. Giovanni Ruoppolo è condannato è distrutto a vivere per sempre una vita di miseria. In un momento di lucidità comprende che può impedire che il Barone Sandrino di Torrepadula si impossessi dell’eredità. Giovanni Ruoppolo, decide di denunciarsi alle Autorità per Falso in Atto Pubblico, accettando di andare in galera per cinque anni, causa in questo modo l’ annullamento dell’ Atto di Legittimazione, lasciando così il Barone Sandrino di Torrepadula “Senza soldi e senza pate”. Fa chiamare il Brigadiere per confessare il reato davanti a tutte le persone presenti. Richiamato dal Brigadiere, circa la durezza della pena che lo attende, termina con un monologo, nel quale riassume tutta la sua disperazione per la sfortuna. Conclude: “Brigadie’, ‘o vero carcere è ‘a miseria”, intendendo, che andare in galera non può essere peggio. La scena del Terzo Atto, si chiude con Giovanni Ruoppolo che va verso la prigione, accompagnato da tutte le persone presenti, con applausi e felicitazioni.
Fine
Non mancate.
Spettacolo Teatrale Solidale a favore dell’ Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (A.N.D.O.S.) Comitato di Bellizzi. Per la prima volta lo Spettacolo Teatrale sarà Tradotto nella Lingua dei Segni (L.I.S.) per le persone Sorde
Costo del biglietto: 12,00 Euro
Info Ticket – Produzioni Teatrali – Carlo 338/29.06.043
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