19 Luglio 2026
IL Festival degli antichi suoni a Novi Velia sul pentagramma della politica a ritmo di pace . Ombre e luci dello PSNAI ( 2021- 2027)

IL Festival degli antichi suoni a Novi Velia sul pentagramma della politica a ritmo di pace. Ombre e luci dello PSNAI (2021 – 2027)

di Laura Cuozzo

E’ in corso a Novi Velia dal 29 al 31 agosto la XXIV edizione del Festival Degli Antichi Suoni per i cultori della musica popolare tradizionale locale e di tutta l’area mediterranea italiana, perchè no, in un futuro prossimo, anche di quella area mediterranea afro- orientale, visto i flussi migratori che stanno lentamente ripopolando l’Europa. Durante la serata d’ inaugurazione del Festival, il 28 agosto, nello scenario glabro e suggestivo del Chiostro dell’ex Convento dei Celestini si sono riuniti attorno ad una tavolo molti attori politici locali per la nota conferenza stampa, sotto la guida del giornalista mediatore RAI Ettore De Lorenzo e la direzione artistica dell’ assessore alla cultura Pina Speranza (co-ideatrice del festival ed ispiratrice di un modello di attivismo femminile cilentano basato sull’ esempio pragmatico ed ascolto di ogni istanza proveniente dal singolo cittadino) che ha incantato, quest’ultima, i presenti con il consueto canto introduttivo devozionale alla Madonna del Sacro Monte di Novi Velia, a cura delle donne di paese “portatrici sane della tradizione mariana locale”; presente anche Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Vincenzo Calvosa , amante della musica tout court, necessaria chiave salvifica per gettare un dialogo e ponte tra le varie culture nel mondo e importante strumento di pace.

Tra i numerosi interventi, i sindaci di Novi Velia, Vallo della Lucania e Cannalonga, rispettivamente Adriano De Vita, Antonio Sansone e Carmine Laurito espressisi sulla necessaria coordinazione e coesione d’intenti tra i comuni del Centro Cilento nel guardare al Santuario come dono collettivo di potenziali progetti a salvaguardia din un territorio sofferente, ma a forte vocazione turistica, tra l’ altro il festival, manifestazione a carattere identitaria tra le più importanti che mai ha beneficiato di contributi regionali. A seguire gli interventi del vicepresidente del Parco Nazionale Cilento-Vallo di Diano- Alburni Carmelo Stanziola che si è dilungato sul dovere del Parco di tutelare , valorizzare e promuovere il Cilento attraverso la messa in unione di tutte le sentieristiche che collegherebbero gli 80 comuni del Parco (definizione quest’ ultima “80 comuni” usata per la prima volta dall’attivista volontaria Agenda Onu 2030 e funzionaria statale Laura Cuozzo, promotrice di un ampio e valido progetto di turismo prossimale infantile- 80 voglia di conoscerti – nato a Novi Velia e collegato alla teoria dell’ appopolamento più volte proposto ai vari protagonisti della scena rigenerativa sociale cilentana), del vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola che ha inneggiato alle esperienze di comunita’ introducendo sport e cultura come vere chiavi di lettura del benessere, abbozzando ad una presa di coscienza meridionale circa la frase infelice dell’ attuale governo Meloni e male interpretata sullo spopolamento quale fenomeno irreversibile (laddove invece con questa frase infelice il governo vuole sottolineare l’ accompagnamento al declino come constatazione da dati Instat di 4 modelli in cui i comuni devono inquadrarsi 1) dell’ inversione di tendenza alla popolazione, 2) dell’ inversione alle nascite, 3) del contenimento della riduzione delle nascite, 4) dell’ accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile, laddove il punto 4 nella sua nuda e cruda realta’ rimarca la volontà del governo di di non voler abbandonare dette aree interne punto 4, piuttosto allarmare sul loro bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato di declino e invecchiamento di modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita – Alessandro Rosina PSNAI 2021- 2027 aggiornato a luglio 2025) mettendo in campo un modello di sviluppo opposto fino a quello oggi immaginati, potendo partire insieme dalla constatazione che un territorio non va rispettato perché foriero di voti, ma perché esprime un’ identità ed una storia uniche che soltanto unite creano un sistema attrattivo; del vicepresidente della Provincia Giovanni Guzzo che ha ipotizzato una defiscalizzazione per l’area Parco e per le imprese che assumono lavoratori, oltre che il sogno di realizzare una funivia sul Monte Gelbison, infrastruttura locale in cantiere da anni. Per ultimi ad esprimersi, il presidente della società “Sistema Cilento” Marco Sansone sulla necessaria volontà di ogni singolo cittadino a farsi Robin e non Batman nel costruire insieme una vera e collaborativa cittadinanza cilentana, contro ogni forma di malsano protagonismo e narcisismo politico e l’intervento dell’ europarlamentare Raffaele Topo che ha rimarcato quanto lo spopolamento non sia un problema del Cilento, ma di tutte le aree del Sud senza circolarità economica e come il richiamo all’Europa nel 2025 non rappresenta più una scelta, ma una necessità. Se i problemi dello spopolamento fino ad oggi non sono stati risolti dalla politica che ha abbandonato le periferie si deve sperare al massimo negli Stati Uniti d’Europa che dettino leggi generali di coesione sovranazionale ripartendosi risorse e problemi in maniera equitativa .

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