2 Dicembre 2022

Persino nel disperato e tardivo tentativo di aprirsi, il Partito Democratico si dimostra goffo.

di Lia Amato

Persino nel disperato e tardivo tentativo di aprirsi, il Partito Democratico si dimostra goffo.

Con una recente lettera, il Segretario Enrico Letta ha dichiarato aperta la nuova fase costituente, ri-fondativa del PD, invitando “le tante energie e risorse fuori” a fornire il proprio contributo.

Ma chi, oggi, può avere interesse realmente a contribuire ad una rinascita del PD? Probabilmente nessuno. Almeno non coloro che la sinistra dovrebbe riuscire ad intercettare, che quasi mai si identificano né si sentono rappresentati da nessun partito. In questo senso un riferimento importante per la popolazione è costituito da sindacati, associazioni e altre realtà civiche e sociali, che devono essere incluse attivamente nella discussione. Tuttavia, rimangono ancora in troppi gli emarginati, gli esclusi, gli inascoltati.

Riteniamo che la ricostruzione, per essere credibile, non possa che muovere dall’azzeramento della classe dirigente, e l’apertura di una lunga fase di gestione transitoria, guidata da personalità di rilievo e del tutto disinteressate a svolgere incarichi dirigenziali futuri.

Essenza di questa fase, dovra essere l’apertura di una grande campagna di iscrizioni, per la quale attivare tutti i circoli e i livelli territoriali, con l’organizzazione di presidi e banchetti davanti ai luoghi di lavoro, ai centri per l’impiego, ai mercati e nelle piazze, per intercettare il più possibile l’elettorato deluso e radunarlo attivamente, nella convinzione che l’unico modo per bucare la bolla in cui la politica si è rinchiusa sia la partecipazione attiva di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, specialmente di coloro che la sinistra dovrebbe incaricarsi di rappresentare, e che inesorabilmente coincidono quasi perfettamente con chi ha perso del tutto la fiducia nella politica e nelle istituzioni.

Siffatta campagna di iscrizioni, dovrà aver la funzione di determinare attivamente il ruolo che nella storia vuole svolgere il Partito che intende candidarsi ad essere l’asse portante della sinistra in Italia, attorno a 5 pilastri:

  1. Per un Europa realmente autonoma, dal volto più solidale al proprio interno e autonomo rispetto alle altre potenze;
  2. Per la piena giustizia sociale e lavorativa, da raggiungere attraverso un ruolo diretto dello Stato nella produzione di energia e (quanto meno) dei beni e dei servizi essenziali: constatata la non limitabile disparità socio-econimica generata dal mercato, è questo l’unico mezzo per assicurare a tutti e a tutte un’esistenza dignitosa, un’occupazione in linea con le proprie attitudini, il pieno ed indiscriminato accesso al welfare, questo l’unico strumento per il contrasto alla continua e onnipresente colpevolizzazione della povertà;
  3. Per la sostenibilità ecologica in senso stretto, il cui raggiungimento non sia mai subordinato ai profitti privati né alle esigenze di crescita economica, ma improntato al recupero di un rapporto alla pari con la Natura;
  4. Per la ricongiunzione con una generazione abbandonata e isolata, vittima di un modello economico poco-umano, che la costringe ad una competizione forzata con i propri simili, facendole dimenticare l’alto valore della cooperazione e della collaborazione tra simili-diversi;
  5. Per una legge sui partiti politici, che ne garantisca la democrazia interna e l’autonomia dalle lobby private tramite la previsione di un finanziamento pubblico che renda la politica, finalmente, realmente democratica.

Siano queste le parole d’ordine per costituire DAL BASSO A SINISTRA una nuova classe politica, popolare e non populista.

1 thought on “Persino nel disperato e tardivo tentativo di aprirsi, il Partito Democratico si dimostra goffo.

  1. Quanto sopra non è opera mia ma il manifesto di ” In basso a sinistra” che raccoglie un folto gruppo di giovani dem in forte disaccordo sulla deriva piddina che ha perso e stravolto ogni valore di quella che fu la sinistra

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