15 Luglio 2024

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La disavventura di un gruppo di vacanzieri: al rientro sono quasi tutti positivi

OMIGNANO – Qualcuno i primi sintomi li ha cominciati ad accusare quando era ancora a bordo del “gigante del mare”: un leggero fastidio alla gola che, con il passare delle ore, ha preso anche alla testa mentre cresceva pure il raffreddore. Fenomeni classici di un contagio da Covid che, adesso, è stato certificato dai tamponi al rientro a casa. Si è chiuso con una sorta di “focolaio” la vacanza per un nutrito gruppo di cilentani che, negli scorsi giorni, hanno effettuato una crociera nel Mediterraneo: dei circa quaranta partecipanti – tutti residenti fra Omignano, Ascea, Casalvelino e Castelnuovo Cilento molti, adesso, sono in isolamento domiciliare in attesa di un tampone negativo. Una conclusione pessima di un viaggio da sogno. Che, però, è finito nel mirino dei partecipanti che, adesso, puntano il dito contro la compagnia di navigazione, “rea” – a loro avviso – di aver «nascosto qualcosa ».

Come sia nato questo “cluster” a bordo di una nave da crociera resta ancora una giallo. Anche per Raffaele Di Marco, 87enne di Omignano e “decano” del gruppo cilentano che ha intrapreso questo viaggio. Anche lui è stato colpito dal “mostro invisibile” ma sta bene. Tanto da trovare l’energia per raccontare questa disavventura: «Ci siamo imbarcati da Napoli, un paio di settimane fa, per intraprendere questo viaggio attraverso il Mediterraneo », spiega Di Marco entrando nel dettaglio del viaggio. E, soprattutto, del primo rebus: «Poche ore dopo la partenza, siamo stati avvisati dagli altoparlanti che la nave si sarebbe fermata al largo delle coste della Sardegna per consentire alla Capitaneria di porto di “recuperare” uno dei viaggiatori a bordo colpito da gravi problemi di salute», spiega l’87enne di Omignano. Del suo stato di salute e di quale patologia abbia colpito la persona da soccorrere, però, i viaggiatori non hanno avuto alcuna notizia: «Non abbiamo saputo più nulla di cosa sia successo: a questo punto potremmo anche sospettare che i contagi da Covid possano essersi scaturiti da quella persona », evidenzia De Marco. Fatto sta che, nei giorni successivi del viaggio, alcune delle persone a bordo della nave da crociera iniziano ad accusare i sintomi tipici del Covid. E cominciano a “piovere” le positività: «Alcune persone che hanno avuto qualche sintomo sono risultate positive già nel corso del viaggio. Io, invece, mi sono sottoposto al tampone soltanto al rientro a casa: mi ha preso il mal di gola e un lieve ma persistente raffreddore che poi il test ha confermato essere causato dal virus», spiega De Marco che, negli ultimi giorni, si è informato anche di possibili conseguenze dei suoi “compagni di viaggio”: «Anche buona parte delle persone che risiedono qui in Cilento sono risultate positive. Per fortuna nessuno ha sintomi molto particolari ma, comunque, questa situazione è davvero fastidiosa».

E quanto accaduto a bordo della nave da crociera e le conseguenze successive, adesso, finiscono nel mirino dei viaggiatori cilentani: «Purtroppo all’interno di queste navi c’è ormai il “liberi tutti”, servirebbe qualche precauzione in più per evitare episodi come quelli che ci hanno visto inconsapevoli protagonisti», il consiglio dell’87enne cilentano che punta il dito in particolare contro i tanti assembramenti che, a detta di Di Marco, si sono «creati ovunque, in particolare nelle ascensori e nelle altre aree al chiuso».

Ma l’amarezza riguarda soprattutto la mancata chiarezza da parte della compagnia di navigazione su alcune situazioni “particolari” che si sono verificate a bordo: «A tutti i passeggeri era prescritta la necessità di effettuare un tampone con risultato naturalmente negativo entro le quarantott’ore precedenti all’imbarco. Credo, dunque, che tutte le persone a bordo dovessero essere negative: non comprendiamo come ci possa essere stata questa diffusione del contagio e, perciò, il mio consiglio è cercare di mantenere qualche precauzione in più, anche nelle escursioni che vengono effettuate a terra. E, poi, soprattutto resta il rebus su quella persona prelevata dalla capitaneria a poche ore dalla partenza: non ci hanno detto nulla – conclude Di Marco – e sarebbe bene capire se i contagi si possano essere diffusi da quel poverino».

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