30 Maggio 2024

Storie vissute, storie italiane. Storie di emigrazioni, di dolori e sacrifici.

Storie di italiani che hanno sognato e sognano un futuro migliore per i propri figli.

Sperando sempre nel ritorno alle proprie origini di “assaporare” nuovamente i piccoli piaceri della vita nella sua terra, il bel clima, il buon cibo, sorseggiare un buon caffè con delle amiche.

Ma quello che le è mancato di più in assoluto è poter contare sulla vicinanza, la familiarità e il calore della gente.

Da oggi una nuova rubrica arricchisce gli spazi di “La Voce del Meridione” – Storie italiane … – racconteremo di storie vissute direttamente o riprese da altri


Fa domanda per diventare bidella nel 1985, assunta 37 anni dopo: “L’avevo quasi dimenticata”

www.fanpage.it

Marcella Primiceri, una 58enne di Mesagne in provincia di Brindisi, dopo essersi trasferita in Germania 9 anni fa, ha ricevuto la chiamata per prendere ruolo come collaboratrice scolastica. La domanda risale al 1985.


La chiamata che meno ti aspetti può giungere anche dopo 37 anni. Quando ormai il tempo ti ha tolto qualsiasi speranza di successo. Ma il destino questa volta ha riservato una grande sorpresa a Marcella Primiceri, una 58enne di Mesagne in provincia di Brindisi, che ha realizzato il suo sogno di lavorare come collaboratrice scolastica, dopo aver abbandonato la sua terra circa 9 anni fa per cercare fortuna in Germania.Dal settembre di quest’anno lavora presso l’istituto alberghiero Sandro Pertini di Brindisi. Quasi non ricordava di essersi candidata per quel posto nel 1985 al Ministero dell’Istruzione.Quella di Marcella, d’altronde, è una storia piuttosto comune per tanti uomini e donne in particolare del Meridione che si vedono costretti a lasciare gli affetti più cari per cercare nuove e migliori opportunità.Dopo una vita di sacrifici, di lavori duri come quello di bracciante agricola, Marcella si trasferisce nel marzo 2013 a Lippstadt, città di poco più di 65 mila abitanti a 70 chilometri da Dortmund.Volvevo dare un futuro migliore a mio figlio minore. La vita con me non è stata semplice. I problemi sono stati tanti ma non mi sono mai abbattuta riuscendomela sempre a cavare, combattendo per i miei figliUna chiamata ormai inaspettata le rivela che il suo sogno è realtàLa vita di Marcella trascorreva tranquilla a Lippstadt, quando nel marzo di quest’anno alcune amiche di sua sorella l’hanno contattata per dirle che una persona voleva parlare “con urgenza” con lei.Quando mi ha chiamato mi ha riferito che ero nella graduatoria Ata (il personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali – n.d.r.). come collaboratrice scolastica. All’inizio credevo mi stesse prendendo in giro ma poi mi ha messo in contatto con il sindacato Marcella dopo tutti quegli anni, quasi non ricordava di essersi candidata per quel ruolo dato che non aveva mai rinnovato la richiesta. Una volta accertatasi che era tutto vero, ha fatto di corsa i bagagli per ritornare a Mesagne, la sua città natale dalla quale non si sarebbe mai voluta allontanare e dove vivono sua madre, due sorelle e il figlio più giovane.“La Germania ti offre tante opportunità ma la qualità della vita non è la stessa. Mi è mancato soprattutto il calore della gente”, ha confessato la donna a Fanpage.itUna nuova vita nella sua Mesagne”Nonostante sia oltre un mese che ho assunto il nuovo incarico ancora non mi sembra vero. È stata una grande emozione, un sogno che non pensavo che avrei mai potuto realizzare”, ha spiegato Marcella. Il ritorno nella sua città ha permesso di “assaporare” nuovamente i piccoli piaceri della vita nella sua terra, il bel clima, il buon cibo, sorseggiare un buon caffè con delle amiche. Ma quello che le è mancato di più in assoluto è poter contare sulla vicinanza, la familiarità e il calore della gente.“Questo in Germania è qualcosa che non c’è”, ha ammesso Marcella. Per questo desiderava così ardentemente fare ritorno a casa. Non tutti ci riescono, purtroppo e molti devono pazientare anni e anni: anche 37, come lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *