14 Luglio 2024

di Mario Fortunato da Cronista di Strada – Festa della mamma 2022

“La Festa della Mamma, in Italia si festeggia la seconda domenica di maggio. È stata celebrata, per la prima volta (nel 1908 in America), su iniziativa di Anna Jarvis, per ricordare sua madre, ed ufficializzata, nel 1914, dal presidente Thomas Woodrow Wilson; il garofano bianco (fiore preferito da mamma Reeves) è diventato il simbolo della giornata. La chiesa di Grafton, nel West Virginia, dove fu celebrata la prima messa, è diventata, dal 5 ottobre 1962, Santuario della Festa della Mamma internazionale, in omaggio a tutte le mamme. In Italia, si celebra, per la prima volta, nel 1956, per volontà del senatore e sindaco di Bordighera Raul Zaccari” (pag. 36 e 37 – Il Secolo della Luna).

I Luoghi

West Virginia (America) – Il luogo in cui Anna Jarvis, il 10 maggio 1908, tre anni dopo la morte di sua madre, Ann Reeves Jarvis, organizza la prima cerimonia per ricordare tutte le madri. La chiesa è considerata, dal 1992, un punto di riferimento storico nazionale. Si trova lungo Main Street nel centro di Grafton, contea di Taylor, West Virginia. Meta di turisti, è molto richiesta per la celebrazioni di matrimoni.

Anna Marie Jarvis, nata nel 1864 in Virginia. Nona di undici bambini, di cui sette morti prematuramente. Il suo luogo di nascita, noto come Anna Jarvis House, dal 1979 è stato inserito nel Registro Nazionale dei luoghi storici. Donna di successo presso la Fidelity Mutual Life Insurance Company, come primo editor di letteratura e pubblicità femminile dell’agenzia.

Ann Reeves Jarvis (1832-1905), promotrice di campagne di sensibilizzazione sulla mortalità infantile, organizza incontri e picnic per creare amicizie tra le mamme dei Nordisti e dei Sudisti.

Julia Ward Howe, nel 1870, pubblica il manifesto pe riportare la pace tra gli Stati americani.

Storia

Greci e latini festeggiavano, in primavera, la maternità e la fertilità delle divinità femminili. I festeggiamenti erano finalizzati ad esaltare la fecondità della terra dopo il letargo invernale.

In Italia, la prima celebrazione della Festa della Mamma risale al 1956, grazie al senatore e sindaco di Bordighera Raul Zaccari. Ma, come evidenziato in un’intervista da Claudia Mattalucci, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi Milano-Bicocca di Milano, già nell’epoca fascista veniva dedicata una giornata alla maternità ‘ufficiale’. Denominata la ‘Giornata della madre e del fanciullo’, ebbe luogo la prima volta il 24 dicembre 1933. Nata per accrescere la natalità, premiava le mamme più prolifiche d’Italia.

Don Otello Migliosi, parroco a Tordibetto di Assisi, il 12 maggio del 1957, celebra ufficialmente la prima funzione religiosa in onore delle madri. Il sacerdote è ricordato con il ‘Premio don Otello Migliosi’ indetto dalle scuole sul tema della maternità e dell’accoglienza della vita. Era rimasto orfano della mamma quando non aveva ancora cinque anni.

Curiosità sulla Festa della Mamma

In Italia è istituzionalizzata, in Senato, nel 1958.

Il presidente Franklin Delano Roosevelt, nel 1934, le dedica un francobollo ufficiale con annullo; le Poste Italiane numerosi annulli filatelici e una speciale cartolina da collezione.

I fiori sono al primo posto tra i regali, seguiti dai gioielli e dai cioccolatini.

Una ricorrenza che fa registrare il maggior numero di telefonate: circa 22 milioni di chiamate!

Sarebbero i figli maschi a spendere di più (il 35%) per acquistare il regalo per la mamma.

Nella quasi totalità delle lingue parlate in tutto il mondo, la parola madre inizia con la lettera ‘M’.

La data della festa moderna è ballerina: in Italia si festeggia la seconda domenica di maggio, in Egitto il 21 marzo, in Thailandia il 12 agosto, in Norvegia la seconda domenica di febbraio e in Argentina la seconda domenica di ottobre.

L’ostetrica Maria Pollacci di Pedavena, ai piedi delle Dolomiti bellunesi, non ha avuto figli, ma ha aiutato a venire al mondo quasi 8.000 bambini. Il suo primo parto nel 1945. Nel corso della sua lunghissima attività come ‘mammana’ ha fatto nascere tantissimi neonati in giro per mezza Italia del Nord, tra Emilia e Friuli, Veneto e Trentino. Notti insonne, apprensioni e viaggi avventurosi affrontati anche a piedi per brindare al miracolo di una nuova vita.

La mamma con più figli vive in Uganda, si chiama Mariam Nabatanzi, ha 38 figli e ha poco più di 40 anni. Avrebbe messo al mondo il primo figlio all’età di 13 anni. Ha partorito per 5 volte due gemelli, in 4 occasioni tre gemelli e 5 volte quattro gemelli.

Il primato della donna più prolifica appartiene a Valentina Vassilyeva. Avrebbe partorito 69 figli. Vissuta tra il 1707 e il 1765, in Russia, la donna avrebbe avuto plurimi parti gemellari: 16 gravidanze gemellari, 7 gravidanze trigemine e 4 gravidanze quadrigemine, per un totale di 27 travagli.

La mamma con più figli in Italia vive in Piemonte. Anna Caruso risiede nel piccolo paesino di Gifflenga, comune di 112 abitanti. Vedova del suo marito Rocco Piscopo continua ad abitare nella vecchia casa vicino alla chiesa. Ultraottantenne ha avuto 22 figli su 25 parti portati a termine. Solo 16 di essi sono ancora in vita.

Gita fuori porta

Per chi non può permettersi di volare al Santuario nel West Virginia, proponiamo alcuni itinerari tra romanticismo e culto religioso.

  • Il Giardino di Ninfa, a Sermoneta, in provincia di Latina. Passeggiando fra antiche rovine medievali e la natura incontaminata si ha la sensazione di trovarsi in un posto incantato: il Giardino più bello del mondo, lo ha definito il New York Times. Meritano una visita il borgo di Sermoneta e la Città di Latina: la vecchia Littoria, edificata nel 1932.
  • Isola Madre, a Stresa, in Piemonte. La più grande dell’arcipelago delle Borromee sul Lago Maggiore. Offre una vista di giardini ricchi di rose e di altre specie rare. Accanto alla loggia del Kashimir, nel Palazzo cinquecentesco sono custoditi gli arredi di Casa Borromeo.
  • Parco Villa Trecci, Montepulciano (SI). Tra i magnifici giardini è possibile ammirare anche le rose dedicate a Mariangela Melato e a Rita Levi di Montalcini (rosa floribunde), premiata con la Rosa D’oro al Concorso di Ginevra.
  • Il Roseto della Pace, a Induno Olona (VA). Il roseto realizzato all’interno del Poliparco “Le Rivette” ospita quasi 6500 piante: circa 612 varietà di rose diverse e gli ibridi di Tè.
  • Giardino della Rosa di Ronzone (TN). Una tavolozza di colori a mille metri d’altezza, in Alta Val di Non. Il roseto con più di 500 varietà di fiori, rappresenta una buona occasione per conoscere le numerose specie perenni distribuite in 33 diverse aiuole.
  • La Rocca di Angera, in provincia di Varese. Sul Lago Maggiore è possibile ammirare il Giardino dei Principi con le rose più antiche (la rosa gallica, alba, centifolia, damascena) e i fiori medievali per eccellenza, come il gladiolo e l’iris.
  • Il Museo della Rosa Nascente, nel Castello di Gropparello in provincia di Piacenza. Un posto magico nel meraviglioso mondo delle rose e delle orchidee selvatiche. Il maniero fu donato nell’anno 808 da Carlo Magno al vescovo Giuliano II. Nella suggestiva tenuta si trovano anche il Parco delle Fiabe e la Locanda del Castello.
  • Castello di San Pelagio Due Carrare, in Veneto. Un percorso misterioso lungo i labirinti del “Minotauro” e del “Forse che sì forse che no”; tra il profumo denso delle rose e delle erbe aromatiche e i luoghi più segreti del Castello di San Pelagio.
  • Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago, in provincia di Lecco. Prezioso monumento ottagonale del barocco lombardo, sorge sulla Valle dell’Adda, dove tre pastorelli il 9 maggio 1617 videro la Grande Signora “tra luci e splendori celestiali e armoniose melodie”. Il tempio domina la Scala Santa di 349 gradini. In cima alla scalinata, sorge la maestosa statua in bronzo di Papa Giovanni XXIII. Tra i più noti luoghi di culto in Lombardia, deve la sua fama al ‘Papa Buono’ che lo elevò a Basilica. “Tutti i Santuari di Maria mi sono cari, tanti ne visitai… Ma ricordo con particolare affetto il Santuario della Madonna del Bosco, perché fu il sorriso della mia infanzia, la custodia e l’incoraggiamento della mia vocazione sacerdotale…”
  • Terminata la visita al Santuario, si potrà scegliere di continuare l’escursione a bordo del traghetto leonardesco sull’Adda. Una fedele riproduzione dell’imbarcazione progettata da Leonardo, che, assicurata a un cavo teso tra le due sponde, permette di attraversare il fiume e giungere alla riva opposta, a Villa d’Adda.
  • Luogo ricco di suggestioni religiose è Tordibetto di Assisi dove è nata, in Italia, la festa liturgica dedicata alle mammea. Non possono mancare una visita alla Basilica – considerata uno dei più importanti luoghi di culto nel mondo – una passeggiata tra i suggestivi vicoli della Città di San Francesco, una preghiera nella chiesa di Santa Chiara e una sosta nell’unico Parco della Mamma in Italia, in cui si trova la statua della maternità.

Cucina

Rigatoni con la pajata, bucatini alla carbonara, coratella ecoda alla vaccinara nel Lazio; risotto al barolo, pollo ripieno di verdure e Margheritine di Stresa in Piemonte; pici alle briciole, pollo alla cacciatore, filetto al vino nobile di Montepulciano, coniglio alla Valdichiana in porchetta, funghi locali e vino locale a Montepulciano; pisarei e fasò, tortelli con la coda ricotta e spinaci, stracotto di manzo, polenta e cavall in provincia di Piacenza; la polenta cumedada, risotto con filetto di persico,ravioli al ripieno di trota, casseuola, brasato di manzo e polenta e gorgonzola in Lombardia; canederli trentini, strangolapreti alla trentina, spatzle o gnocchetti tirolesi in Trentino; Brout Brusat, gnocchi di polenta col formaggio salato, fegato alla moda dei Franceschina, muset e brovada, verza con la costata di maiale in Veneto; pici alla norcina, stringozzi al tartufo nero, anguilla del Trasimeno, friccò, gallina ‘mbriaca, bruschetta con l’olio in Umbria.

Due cose al mondo non ti abbandonano mai, l’occhio di Dio che sempre ti vede e il cuore della mamma che sempre ti segue. Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare” (Madre Teresa).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *