Chiusura del Punto Nascita di Sapri: AILA avvia un’istruttoria e chiede gli atti ai Comuni di Sapri, San Giovanni a Piro e Vibonati

Francesco SAMPOGNA
L’Associazione AILA ETS–APS interviene sul delicato tema della tutela della salute materno-neonatale nel Golfo di Policastro all’indomani della sentenza del TAR Campania. Invita i Sindaci alla collaborazione per verificare la sicurezza dei trasporti, l’organizzazione dell’emergenza e l’impatto sulle donne con disabilità, senza escludere il ricorso agli organismi europei per i diritti umani.
Ai Comuni di Sapri, San Giovanni a Piro e Vibonati
Alla cortese attenzione dei Sindaci e degli Uffici competenti
Spett.li Amministrazioni,
AILA ETS–APS, nell’ambito della propria attività di tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle persone in condizioni di fragilità, intende approfondire le conseguenze della chiusura del punto nascita dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri sull’accesso effettivo e tempestivo all’assistenza materno-neonatale.
L’Associazione ha acquisito ed esaminato la sentenza del TAR Campania, Napoli, Prima Sezione, n. 5279/2026, pubblicata il 21 settembre 2026.
Per costruire un quadro documentale completo e valutare le iniziative istituzionali di propria competenza, AILA chiede la collaborazione delle Amministrazioni destinatarie e la trasmissione, per quanto già in loro possesso e ostensibile, della seguente documentazione:
- Deliberazioni regionali, provvedimenti dell’ASL Salerno e successive comunicazioni relativi alla cessazione dell’attività del punto nascita, compresi gli atti che ne stabiliscono la decorrenza e l’organizzazione dei servizi sostitutivi.
- Istanze di mantenimento in deroga, documentazione tecnica allegata, pareri e riscontri dei Ministeri e degli organismi competenti, inclusi gli eventuali aggiornamenti successivi alla sentenza.
- Relazioni, studi e altri documenti acquisiti o prodotti nel contenzioso riguardanti il bacino di utenza, la viabilità, i tempi di percorrenza, i rischi dei trasferimenti e la sicurezza dell’assistenza. Si chiede inoltre, ove condivisibile, copia dei ricorsi e delle memorie utili alla ricostruzione della vicenda.
- Documenti disponibili sull’effettiva organizzazione della guardia ginecologica e ostetrica H24, sui protocolli di gestione delle emergenze e sui servizi di trasporto assistito materno e neonatale, con indicazione delle strutture di destinazione.
- Eventuali valutazioni dedicate alle esigenze delle donne con disabilità, alle gravidanze a rischio e alle persone residenti nei Comuni più distanti dai presidi alternativi.
- Richieste di riesame, verbali di incontri istituzionali e ulteriori determinazioni adottate dopo la pubblicazione della sentenza, con indicazione dello stato attuale delle interlocuzioni con Regione, ASL e Ministero della Salute.
La raccolta è finalizzata anche a valutare eventuali interlocuzioni con gli organismi europei di tutela dei diritti umani, previa verifica dei rispettivi presupposti e competenze.
Si richiede l’invio in formato digitale alla PEC mittente, con oscuramento dei dati personali non necessari. È possibile trasmettere inizialmente la documentazione già disponibile, integrandola successivamente.
Qualora alcuni atti non siano detenuti dalle Amministrazioni destinatarie, sarebbe utile conoscere l’ente o l’ufficio presso cui richiederli.
AILA resta disponibile per un incontro di coordinamento con i Comuni interessati.
Considerata l’attualità della questione, si chiede cortesemente un primo riscontro, ove possibile, entro dieci giorni dal ricevimento, indicando un referente per i successivi contatti.
Ringraziando per la collaborazione, si porgono cordiali saluti.
Ada Orsatti
Presidente AILA ETS–APS

