29 Febbraio 2024

Sapri: “a Cantina i Mustazzo”, 120 anni di sinfonia culinaria

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di Pasquale Scaldaferri
Da più di un secolo punto di riferimento per ghiottoni e baluardo della buona cucina, condita di sapienza, allegria e competenza.
Nel golfo di Policastro, “a Cantina i Mustazzo” detta legge con i piatti tradizionali del Cilento, il gusto antico della gastronomia e l’arte culinaria, fatta di studio, ricerca e aggiornamento.
Da 120 anni un suggestivo cocktail di cultura -simposio di odori e sapori- rappresenta il menù prelibato dell’antica trattoria immersa nel cuore del centro storico di Sapri.
Luogo di incontro per artisti, poeti e cantautori, i piatti e le invenzioni dello chef, Saverio Cetrangolo, sono un richiamo per palati fini a caccia di pietanze autentiche, forti e succulente.
Ogni creazione ha il sapore della genuinità contadina:
“a Cantina i Mustazzo” ha oltre un secolo di vita, ma non lo dimostra.
Neppure il tempo, che scorre inesorabile, è riuscito a scalfire questo antico tempio della golosità.

Le magiche atmosfere di piazza Plebiscito risultano ancora più radiose grazie all’abile pigmalione Saverio, che non ha mai snaturato “a Cantina i Mustazzo”, ancorata sempre più alla tradizione che solca la storia dal lontano 1903, con il lungimirante Eugenio Crivella, poeta del gusto -in principio fondatore di un piccolo e accorsato chioschetto di gelati sul lungomare di Sapri, per spaziare nel variegato arcipelago del bello e dei sapori- divenuto poi, agli albori del Novecento, autentico pioniere dell’arte a tavola.
Oggi come allora, “a Cantina i Mustazzo” cattura i visitatori con frese al pomodoro e basilico, formaggi e caciocavalli locali, affettati vari: prosciutto, soppressata, salsiccia paesana e tra gli antipasti doc, anche insalata di polpo (pescato nel mare del golfo di Policastro) e teste di chiodi, polpo arrosto con finocchio selvatico cilentano, dalle infinite proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Primi piatti rigorosamente con pasta fatta in casa: ottimi i ravioli con ricotta di capra, cavatelli affumicati, fusilli al sugo, paccheri alla pescatora, spaghetti con vongole, scialatello con tonno e menta, cavatiello con broccoli, scarola e fagioli.
Da segnalare come secondi piatti: pollo ruspante, capretto paesano, arrosto di maiale, braciole di vitello o agnellone, tonno alla “saverio”, alici fritte, ripiene o “ammollicate”, calamari fritti, con contorni da scegliere tra verdure grigliate, scarola, zucchine alla scapece e la mitica “ciauredda” – sposalizio agreste di peperoni, melanzane, patate e pomodori- aromatizzata con aglio, cipolla, origano, basilico, prezzemolo. Da queste parti, fragranze insuperabili.


Gustosi i dolci della casa, un’estasi per il corpo e lo spirito. Si parte dalle crostate arricchite con frutta locale, alle torte di mele e di noci, passando dal dolce al fico bianco cilentano, approdando nel porto delle delizie con i profiteroles made in Cilento, dalla ricetta eccitante e misteriosa.

Per i 120 anni “a Cantina i Mustazzo” prepara l’abito a festa.
Le ghiottonerie di Saverio saranno esportate a Cuba, grazie alla discreta e luminosa moglie Dennis, che con la figlia Amalia è il grande tesoro prezioso e inestimabile dell’anfitrione di piazza Plebiscito a Sapri.

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