28 Febbraio 2024

di Stefano Cazzato

Tra i tanti libri, più che altro instant book rituali, pubblicati nel corso della pandemia, questo pamphlet della filosofa francese Barbara Stiegler si distingue per la serietà degli argomenti e la radicalità del punto di vista che non risparmia da critiche né la linea ufficiale adottata dalla maggior parte dei governi né le posizioni complottiste e populiste.

In primo luogo, il Covid per Stiegler non è stato una fatalità, la prima di una serie di fatalità con cui dovremmo imparare a convivere, come ci viene detto, in cambio del progresso e della modernità capitalistica.

L’abbattimento delle “frontiere di specie”, “i danni ambientali”, l’accelerazione delle economie e dei mercati hanno sicuramente influito sulla genesi e la diffusione così rapida del virus. Che da virus per l’uomo si è trasformato in un virus per la democrazia nel momento in cui è passata l’idea che la salute fosse in conflitto con la libertà, delegando unicamente agli esperti la questione delle soluzioni invece di farne un tema di dibattito politico. Che è stato così svuotato, impoverito, silenziato, esso stesso chiuso, confinato per Pandemia.

In secondo luogo – si chiede Stiegler – le preoccupazioni dei governi sono davvero quelle sanitarie? Se fosse stato così, prima del Covid, molti governi occidentali, tra cui la Francia e l’Italia, non avrebbero smantellato la sanità pubblica (chiusure di ospedali, scarsi investimenti, lasciapassare alle strutture private etc.) e dopo avrebbero fatto qualcosa per rilanciarla, anche per venire incontro a quei soggetti che la pandemia ha reso ancora pù vulnerabili. La sfida lanciata nei tristi giorni delle morti e dei ricoveri che la pandemia ci avrebbe reso migliori, fatto riflettere sugli errori, ridato fiato e risorse al principio e di uguaglianza e di tutela si è rivelata semplice retorica.

Populismo? Proprio no, visto che anche l’editore di Lancet, Richard Horton, con cui si apre questo j’accuse, ha parlato di una sindemia, cioè “di una malattia causata dalle disuguaglianze sociali e dalla crisi ecologica intesa nel senso più ampio”.

Lancet, tanto per non essere sospettati di indisciplina scientifica e di novaxismo (formule sbrigative e generalizzanti per mettere a tacere chi aveva idee differenti) “è una delle più prestigiose riviste mediche al mondo”.

B. Stiegler, La democrazia in Pandemia, Carbonioeditore, 2021, pp. 78, euro 9.00

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