28 Febbraio 2024

Le notti in un quartire della Napoli “bella”.

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Le notti in un quartire della Napoli “bella”. Lettera alla rubrica: “LaVoceallaGente” di La Voce del Meridione

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di Pasquale Scaldaferri

Dal 2009 vivo nel quartiere Fuorigrotta, nei pressi di viale Augusto – pochi passi dalla facoltà di Ingegneria – insomma un quartiere non tra i peggiori. Anzi.
Eppure quando, soprattutto le fine settimana, termino il mio lavoro a mezzanotte l’area di fronte allo stadio “Maradona” si trasforma in un circuito di motociclismo, con ragazzacci e ragazzacce che scorrazzano, rigorosamente senza casco.
Basterebbe la presenza di agenti di forze dell’ordine, come antidoto alla sequela di comportamenti poco ortodossi, anticamera delle nefandezze che sconfinano nella criminalità. Anche se in molti casi, sprovveduti operatori dell’informazione, derubricano i reati di ragazzacci e ragazzazze in “microcriminalità”, come se l’illegalità avesse un peso specifico.
Nel caso di Fuorigrotta, c’è un commissariato a via Marino, presso cui mi sono diretto per ben 2 volte, per sollecitare l’intervento degli agenti di polizia, anche per i reiterati fuochi pirotecnici allo scoccare delle ore 24 – quasi tutte le notti – probabili segnali non meglio identificati.
Al di là dello stato di sconcerto misto a rassegnazione, rilevato nei miei incontri informali con i poliziotti, occorre che anche la Napoli perbene, sia reattiva e non si giri dall’altra parte quando scorge fenomeni di illiceità, sovente banalizzati a episodi folkloristici. Però sarebbe opportuno, necessario, fondamentale, imprescindibile, che il questore, Maurizio Agricola, attento alle tragedie delle periferie, sguinzagliasse i suoi agenti anche nei quartieri meno critici, per evitare che tra qualche mese si possa essere tutti inghiottiti nel verminaio della criminalità. Caivano docet!

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