19 Aprile 2024

Riflessioni ed analisi su un concetto interessante, quello di abito, abitudine, habitus, attraverso il pensiero di Pierre Bourdieu, tra l’agire del soggetto e le strutture sociali.

di Pasquale Martucci

Nella società attuale si presta particolare attenzione ad un concetto che a lungo è stato poco considerato: quello di abito/habitus/abitudine. Eppure, nell’“Etica Nicomachea”, Aristotele lo considerava il carattere morale prodotto sia dalle nostre virtù che dai nostri vizi, aggiungendo che gli abiti sono acquisiti e non innati: si tratterebbe di inclinazioni naturali perfezionate con il comportamento/integrazione. Qui l’abitudine è esercizio/ripetizione: se ci esercitiamo ad essere coraggiosi esercitiamo la virtù del coraggio, e ciò accade nella fase che va dalla nascita alla maturità, perché poi gli abiti sono più difficili da modificare e l’età matura è meno portata a cambiare. Infatti, è l’educazione, quella assimilata da giovani, che fa acquisire ai cittadini buoni abiti.

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