20 Aprile 2024

Di Francesco Sampogna

Carissimi amici lettori, nelle mie continue letture notturne delle pagine del (nostro amato) web mi sono imbattuto in questa poesia, anzi per me – passatemi il termine – “LA POESIA”, “Se fosse tuo figlio” del giovane scrittore siciliano Sergio Guttilla.

Se fosse tuo figlio …” – Una Poesia, nata, di fronte alle centinaia di corpi delle vittime del tragico naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa.

Dalle storie di Immigrazione che si ripetono da anni da quel 8 agosto del 1981 al Porto di Bari, ricordando le parole del compianto Sindaco Enrico Dalfino Sono persone persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro ultima speranza” e poi a proseguire negli anni sulle coste italiane e sull’isola di Lampedusa. Nasce, come sempre da un momento, da un fatto, da una vicenda, da un sorriso da un amore da un DOLORE! Si perche per Sergio, la poesia nasce dal dolore lancinante che ti prende dall’interno, da un punto che sai ma che non riconosci più dentro testesso, alla vista dell’ennesia tragedia, della morte di bambini e adulti che scappano per raggiungere lidi migliori incontrando la morte. Si era il mese di ottobre del 2013, dopo l’ennesimo naufragio di migranti avvenuto a Lampedusa, e simbolo, indelebile di quel momento è la morte del piccolo con la maglia rossa…

Come e cosa ha fatto l’Italia, l’Europa e il mondo intero, semplicemente gridato all’unisono: “Mai più”!

La realtà, la triste realtà, è che da quel 2013 ad oggi oltre 15.000 persone tra cui tantissimi bambini e adolescenti, hanno perso la vita o risultano dispersi tentando di attraversare il Mediterraneo.

Dalle pagine di un libro che racconta di un incontro tra l’autore e uno di questi bambini edito da Rizzoli “Se fosse tuo figlio” di Nicolò Covoni si legge “La vita è un dono che noi facciamo agli altri. Se credi nel buono che è in lui, qualsiasi bambino torna a fiorire” Un dramma. Un continuo, interminabile calvario di uomini, donne e bambini che tentano il tutto per una nuova vita.

La domanda a questo punto, quale è? Quale può essere?

Perché non ci si muove seriamente? Perché tanta indolenza da parte dei governi? Scambiati per terroristi, portatori di malattie sono tanti, in migliaia che ogni anno, ogni giorno tentano di approdare a lidi più sicuri. Tanti sicuramente non garantiscono sicurezza, basta pensare che oggi fare un giro nelle stazioni delle grandi città è pericoloso, camminare da soli in certi quartieri non ti fa essere tranquillo.

La colpa? Il problema, ancora non risolto, è sempre lì.

Perchè non intervenire diversamente, apriori, scegliere altre forme di aiuto umanitario, intervenire alla fonte, all’origine. Qualcuno mi dirà è difficile, qualcun’altro dirà ci sono i governi locali che si oppongono. Ma perché non ci chiediamo, perché si intervenuto solo in Libia? In Kuwait? In Iraq?

Bene la risposta la lascio ad ognuno di noi … I nostri migranti, i migranti che scappano e approdano in Italia, l’80% circa vuole solo attraversarla per raggiungere i paesi del Nord Europa, territori ambiti dalla stragrande maggioranza degli scampati al “dio Nettuno”. I vari Governi nazionali, in uno con la UE e le Associazioni Internazionali sia Politiche che Militari (i famosi Caschi Blu) oltre che civile, possono fare tanto basta unire le forze e puntare alla risoluzione del problema e non a creare le solite “cure palliative ai mali”.

Ma come sempre chi comanda non è la umanità caritatevole dell’essere, ma il diabolico potere del vile dio Denaro.

In ultimo, il brutto, l’orrore, il più spregevole dei comportamenti dell’essere umano, che va ad offuscare e indebolire il duro lavoro, serio e onesto di quanti credono nel volontariato, nell’associazionismo e nella carità umana, sia esso generato da qualsiasi credo o colore politico,

si parlo dei cosi detti “FURBETTI”.

Si, ci sono stati, ci sono, ahimè ci saranno sempre i “furbetti dell’aiutiamo il prossimo” – direi “aiutiamo noi stessi”basta guardare le ultime vicende, che ci propinano le varie televisioni e testate giornalistiche, collegate ai vari ghetti di immigrati sparsi sul territorio italiano, alle cooperative di immigrati ecc., che stanno facendo scalpore mediatico unico, da far vergogna a chiunque. Si questa volta è il turno di dire grazie “all’onorevole sindacalista con gli stivali, (che in base alle notizie più che il Robin Hood dei poveri della foresta di Sherwood mi somiglia al gatto don gli stivali della famosa favola, che utilizza l’inganno per offrire il potere, in questo caso a se stesso)come da notizie del web in attesa di essere confermate o meno dalle indagini in corso della magistratura.

Riflettiamo amici lettori ed insieme quale Voce del Cittadino diamo VOCE agli emarginati e denunciamo sempre chi lucra sulla povera gente, di qualsiasi razza, genere e sesso essi siano. Denunciamo ogni forma di abuso e di violazione di libertà di ognuno di noi. Tuteliamo attraverso una voce libera ed indipendente i diritti e tutte le libertà.

Dicamo BASTA.

COncludo con un forte desiderio, che mi ha accompagnato tutta la giornata, dopo aver letto e riletto ogni parola della poesia di Sergio Guttilia,“Se fosse tuo figlio…” di dedicarla a tutti i Bambini che ogni giorno lottano per sopravvivere, a tutti quei bambini che non riescono a nascere, a tutti quelli che nascono ma che poi non possono assaporare la gioia della vita, a quanti riescono a sopravvivere e lottano giorno dopo giorno per poter gioire della vita, solo ed esclusivamente a causa della natura del genere umano...

“Se fosse tuo figlio…”

Se fosse tuo figlio
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.

Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.

Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d’acqua salata.

Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
te la prenderesti con il pescatore che non presta la barca,

urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicare la vita.

Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
anche a rischio di odiare il mondo,

i porti pieni di navi attraccate.
e chi le tiene ferme e lontane
e  chi, nel frattempo
sostituisce le urla
con acqua di mare.

Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
perché una rabbia incontrollata potrebbe portarti

a farli annegare tutti nello stesso mare.

Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E sopratutto sicuro.
Non è tuo figlio.

È solo un figlio dell’umanità perduta,
dell’umanità sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.

(Sergio Guttilla)

La Voce del Meridione chiede la candidatura al Premio Nobel per la pace come segue e chiediamo a quanti vogliono aderire alla nostra sottoscriizone dia derire al gruppo social

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Nobel della Pace al Sindaco Enrico Dalfino – “colpevole” di misericordiosa umanità – unitamente all’Isola di Lampedusa e a tutte le altre isole e coste italiane strenuamente impegnate a salvare e ad accogliere i tanti profughi che giungono dal mare”.

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