30 Maggio 2024

Riflessioni domenicali: Il Vuoto! “nessuna garanzia per nessuno”

Editoriale di Francesco Sampogna

Cari, Amici e Lettori di “La Voce del Meridione” – www.lavocedelmeridione.com -, per vicissitudini personali sono costretto a letto, ma questo periodo, oltre ad avermi dato, grazie alla spinta del caro amico di sempre Mario Fortunato, – e di tanti altri che hanno aderito -, dicevo grazie a lui ho riavviato, anzi abbiamo riavviato la pubblicazione di “La Voce del Meridione”, come dicevo a causa del mio blocco momentaneo, mi dedico molto alla lettura e a fare ricerche su internet, tra siti, pagine social, e quant’altro offre il web oggi. E spesso, traggo spunti per riflessioni o trovo riflessioni e post di altri “navigatori del mondo social”, che riprendo, pubblico e ove sento commento. Nelle scorse ore notturne, mentre fuori cadeva la pioggia sul Golfo di Policastro mi sono imbattuto in un post a firma di Ettore Ferrini, postato dal Sig. Valerio Ciccone (fonte pagina social di Facebook). Non voglio entrare nel merito di colore politico o bandiera, ma semplicemente capire se è mai possibile che in Italia le persone per bene vengono messe sempre da parte …

Leggete il post, non conosco ne Ferrini ne Ciccone, non ho mai aderito alla linea politica di Bersani, ma dobbiamo essere onesti con noi stessi, e qui faccio mio il pensiero di Ferrini

“Questo signore, l’unico che io rammenti aver fatto qualcosa di concreto per la gente negli ultimi anni …”.

Leggete amici, in particolare voi giovani che dovete riappropriarvi dell’amore per la politica, la Politica con la “P” maiuscola.

Politica (da Treccani): Attività pratica relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica; arte del governo. Dai diversi ambiti nei quali la vita pubblica si sviluppa derivano le specifiche determinazioni che la p. acquista (internazionale, economica, finanziaria, ecc.).”

Politica …: La parola e il concetto

L’etimo della parola, e la sua stessa struttura, racchiudono il significato della p. e mostrano il segno dell’ambito cui essa specificamente afferisce: la sfera pubblica e comune. P. deriva dall’aggettivo greco πολιτικός, a sua volta derivato da πόλις, città. Era il termine in uso per designare ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, dunque allo Stato (πόλις) e al cittadino (πολίτης). Centro e insieme oggetto della p. è la πόλις, la vita nella città e della città; τά πολιτικά è l’espressione che indica, in generale, le questioni politiche. Quasi tutte le espressioni in uso per designare le questioni pubbliche, il governo, l’amministrazione, il sistema politico sono derivate da πόλις. La città è il luogo dei «molti» (οἵ πολλοί), è anche il luogo che fa di tali molti un insieme, una «comunità» (κοινωνία). Non stupisce allora che la parola πολιτικός («politico») e la parola πόλις («città») condividano la medesima radice πολ- della parola che dice «i molti» (οἵ πολλοί).

Buona lettura ed ottime riflessioni …

Post del Sig. Ciccone Valerio a Firma di Ettore Ferrini: “Chi è nato dopo il 2000 non lo sa ma nel secolo scorso c’era un unico gestore dell’elettricità, un monopolio di fatto, che cessò poco prima che nasceste voi. Nel vostro primo giorno di scuola, nel 2006, avvenne un’altra piccola rivoluzione; la vendita dei farmaci da banco nei supermercati. Un altro monopolio stroncato con conseguente calo dei prezzi. Lo stesso giorno vennero liberalizzate anche le licenze dei tassisti, aprendo il mercato a tutti. Pensate che fino ad allora il numero dei taxi era chiuso e oltretutto c’era pure il privilegio dell’ereditarietà della licenza, ovviamente fu abrogato anche quello.


Vi sembrerà fantascienza ma noi all’epoca pagavamo una tassa per ricaricare i cellulari! Cioè, te pagavi 10 euro per ricaricare un cellulare e ne ricevevi solo 8 di traffico, ne sborsavi 30 e ne ricevevi 25. Non solo, avevi pure l’obbligo di restare fedele all’operatore di telefonia, altrimenti pagavi una penale. E la pagavi anche se chiudevi un conto in banca o se estinguevi un mutuo prima del tempo. Assurdo, no? Pensate che le aziende, tutte le aziende, furono costrette a indicare nelle loro offerte il prezzo “reale”, sì perché prima di quei giorni potevano preparare le loro pubblicità senza indicare eventuali spese, tasse e oneri aggiuntivi, fregando un sacco di gente. Voi a questo punto vi starete chiedendo chi è stato a cambiare tutto questo. È stato un tizio apparentemente ordinario ma con le idee chiare, uno che da ragazzino mentre faceva il chierichetto organizzò uno sciopero per protestare contro il suo parroco sulla destinazione delle offerte. Eh lo so, vi viene da ridere, eppure si levò la tunica, la fece togliere anche ai suoi compagni e organizzò la sua prima piccola rivoluzione. Pensate che a soli quindici anni era a spalare insieme agli “angeli del fango” a Firenze e poco dopo fondò una sezione di Avanguardia operaia.

La famiglia era disperata e di fronte al suo spirito di sinistra, nonché al suo dichiarato ateismo, richiamò suo fratello, sacerdote missionario, perché tornasse a casa a cercare di fargli cambiare idea ma non ci fu verso. Questo signore, l’unico che io rammenti aver fatto qualcosa di concreto per la gente negli ultimi anni si è preso gli insulti dai grillini quando provò a formare un governo con loro e perfino gli auguri di morte quando venne ricoverato, e poi ovviamente è stato umiliato ed estromesso pure dai renziani, che si presero il “suo” partito per poi distruggerlo e abbandonarlo. E ora, mentre si dibatte sul come sia possibile che l’Italia sia finita in mano ai fascisti, a nessuno viene in mente che in mezzo a tutti questi mostri forse sarebbe stato il caso di puntare su una persona per bene.

Auguri a lui ma soprattutto a noi”.
Ettore Ferrini

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