17 Giugno 2024

Redazione

“No” a nuova fermata del Frecciargento: «Se la politica avesse davvero interesse a migliorare la situazione dei trasporti, dovrebbe impegnarsi concretamente a far istituire nuovi collegamenti».

Il senatore Francesco Castiello. Lancia una proposta che viene immediatamente bocciata dalla vicina Calabria. Far fermare nel Cilento il Frecciargento Bolzano Sibari? L’Associazione Ferrovie in Calabria, l’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino e il Gruppo Jonia-MagnaGraecia si sono pubblicamente opposte alle richieste.

Fanno sapere le associazioni, «la necessità di significare che il treno in questione è l’unico collegamento veloce predisposto al servizio di aree depresse del territorio calabrese». Di fatto l’Arco Jonico Sibarita e Crotoniate non dispone di altri servizi, tantomeno di Intercity. Mentre l’Alto Tirreno invece con i servizi Frecciarossa hanno fino a cinque fermate nel breve tratto fra Maratea e Salerno. Ciò ha, sminuendo il significato stesso di treno veloce, dilatando di non poco la percorrenza per Roma.

Già nel luglio 2020, il senatore Castiello, in occasione dell’arrivo di Frecciarossa ed Italo a Reggio Calabria, chiese ulteriori 6 fermate aggiuntive per servire il territorio cilentano. Una scelta anche allora contestata dai calabresi considerato che ben 9 fermate in pochi chilometri risultano eccessive per un treno ad alta velocità.

Le varie Associazioni, hanno chiesto ragguagli circa «le motivazioni del tardivo interessamento riguardo il treno Sibari-Bolzano, da parte del senatore Castiello. Con rammarico è stata constatata la mancata premura da parte del Senatore in atto istituzione del servizio a mercato allorquando, ritenuto infruttuoso da parte di Trenitalia, fu necessario un contributo da parte della regione Calabria (tuttora in essere), per permetterne la messa in esercizio».

«Se la politica avesse davvero interesse a migliorare la situazione dei trasporti, dovrebbe impegnarsi concretamente a far istituire nuovi collegamenti. Appare insensato, d’altronde, rimpinguare di fermate aggiuntive le corse  dei treni Freccia esistenti. Vieppiù, gravandole di una dilatazione dei tempi di percorrenza», scrivono associazioni e comitati.

Il loro auspicio è che si ponga fine alla «mercificazione politica che utilizza il Freccia Sibari-Bolzano, in barba a qualsivoglia principio di equità tra territori serviti».

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