22 Giugno 2024

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Saranno quattro i salernitani insigniti quest’oggi a Roma con il premio “Giovanni Paolo II”. Si tratta del direttore di “Le Cronache” Tommaso D’Angelo, delle giornaliste Erika Noschese e Monica De Santis ed infine un premio alla memoria di Beniamino Cimini, ultimo sindaco del Regno delle Due Sicilie e primo Sindaco del Regno d’Italia. Il riconoscimento, giunto alla sua 18esima edizione, è promosso dall’Associazione AGLAIA di Scafati e si terrà presso il Policlinico Gemelli della capitale. Il conferimento del premio, su proposta del Comitato d’Onore, Scientifico e Culturale presieduto dall’Ufficiale Generale dottor Francesco Lupo, nasce dal viaggio che le due coraggiose giornaliste hanno affrontato in Europa per raggiungere i confini ucraini all’indomani dello scoppio del conflitto tra Roma e Kiev. Il viaggio ha avuto lo scopo di portare in Italia diversi sfollati e in particolare donne e minori per salvarli dalla guerra in atto, che fin da subito ha dimostrato di essere feroce e senza alcun limite. Intensa e pregna di significato la motivazione addotta dalla commissione: “Per aver tutelato e promosso la Sacralità della Vita in armonia con i principi Cristiani e con i valori ereditati dalla dottrina sociale della Chiesa Cattolica”. Il viaggio, durato circa cinque giorni, ha avuto inizio il 28 marzo: a bordo dell’autobus, diretto prima in Polonia al centro di accoglienza, ha visto a bordo anche la dottoressa Paky Memoli che si è occupata, in particolare, di effettuare i tamponi, prima, durante e dopo la lunga traversata. “Se il viaggio è stato possibile è grazie alla generosità e all’impegno di Antonia Autuori, presidente della Fondazione della Comunità Salernitana, Michela Chechile, allora presidente del Lions Club Branch Salerno Minerva, di tanti consiglieri e assessori comunali ma, soprattutto, della comunità che ha subito risposto presente, raccogliendo cibo e beni di prima necessità, giunti in Polonia a bordo dell’autobus, messo a disposizione dall’imprenditore Raffaele Pisacane che, con la sua squadra di autisti, Rosario Di Ruggiero, Sandro Itri e il collaboratore Agostino Marino hanno accompagnato le giornaliste durante il viaggio. “Siamo felici ed emozionate per questo premio ma il merito è di tutti coloro che hanno scelto di supportarci attivamente, di contribuire – anche economicamente – alle spese, soprattutto a favore dei profughi di guerra ai quali abbiamo offerto ristoro e abbigliamento nuovo prima di ripartire verso l’Italia. Abbiamo dato a quei bambini e a quelle mamme la possibilità di tornare a sorridere ma anche di tornare a vivere, cosa che la barbarie della guerra aveva negato”, hanno dichiarato Monica De Santis ed Erika Noschese. Tanti i bimbi a bordo del mezzo che hanno conosciuto l’orrore della guerra e il calore di un abbraccio, di una parola di conforto ma anche di un semplice peluche per passare il tempo durante le lunghe ore verso il Bel Paese, luogo che per tutti loro rappresentava la speranza, la salvezza e il posto dove ricominciare, gioco forza, una nuova vita. Molti, oggi, hanno scelto di restare in provincia di Salerno mentre altri di far ritorno in Ucraina, dopo diversi mesi, per stare accanto ai loro mariti o ai loro figli in guerra ma anche per poter tornare legittimamente a casa e continuare a vivere e riprendersi la propria esistenza. Tra i profughi portati in salvo, anche un italiano che viveva ormai da anni in Ucraina e che aveva deciso di fuggire dalla guerra. Sergio, questo il suo nome, ha vissuto anch’egli per un periodo nel capoluogo salernitano per poi trasferirsi al nord Italia, sua terra d’origine che aveva lasciato tempo addietro. A bordo del mezzo, c’era dunque un vero e proprio spaccato della guerra, testimoni oculari dei risultati della follia umana che si abbatte su vittime innocenti, sulle vite di piccoli bambini a cui vengono strappate le case, le amicizie, la scuola, la quotidianità, a cui viene strappato il futuro ed anche la libertà di poter sognare. L’Italia e la provincia di Salerno, grazie a tante famiglie dislocate sul territorio che hanno accolto i profughi nelle loro case, aprendo loro la porta senza nulla chiedere in cambio e senza pensarci, hanno dato e continuano ospitalità agli sfollati. Le premiate, che hanno bene in mente gli occhi dei bambini, solitamente accesi e felici, pieni di paura e di angoscia, si sono dette emozionate per il riconoscimento che riceveranno, un premio che evidenzia l’impegno ed il coraggio, ma soprattutto che sottolinea l’importanza, oggi, di un gesto così altruista e messo in atto senza alcun secondo fine, ma con l’unico scopo di fare del bene al prossimo. Da allora ad oggi, la situazione in Ucraina non è cambiata e anzi si è addirittura inasprita, rendendo quel viaggio ancor più significativo. “Questo premio – concludono le giornaliste – può diventare anche un simbolo per un ulteriore e non superfluo grido di pace affinché i combattimenti cessino e le armi finalmente tacciano”.

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