28 Maggio 2024

di Mario Fortunato da Cronista di Strada del 22 settembre 2022

‘Cronista di strada’ – il foglio indipendente che veste gli abiti del postino per dare voce alla gente – è stato inviato ai Ministri dell’Interno e della Transizione Ecologica.
In questo numero dal titolo “Sono solo disgrazie?” si tenta di affrontare il delicato problema che unisce, attraverso un sottilissimo filo, la bellezza e la salubrità dell’Ambiente con la Sicurezza.
La necessità di promuovere con ogni mezzo l’ecosistema, la biodiversità e l’attenzione per il verde non deve farci mai dimenticare di garantire il giusto equilibrio tra gli esseri viventi e gli esseri umani.

di Mario Fortunato

Il verde nei centri urbani migliora la qualità della vita. La cura degli alberi aumenta la sicurezza. Appello ai Ministri dell’Interno e della Transizione Ecologica. I Comuni devono dotarsi di mezzi e personale per garantire salubrità e tranquillità. Un piano di gestione affidato alle Comunità Montane e il contributo delle Scuole per effettuare il censimento delle piante ad alto fusto lungo i viali e le strade urbane.

Plaudiamo alla modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione. Provvedimenti che salvaguardando per legge l’ecosistema, la biodiversità e gli animali pongono il nostro Paese in linea con la trasformazione sostenibile tesa a salvare il Pianeta e a garantire la vita alle future generazioni.

Questa giornata storica – da annotare col pennino d’oro nell’album della tutela dei diritti – ci offre lo spunto per affrontare il delicato problema che

unisce, attraverso un sottilissimo filo, la bellezza con la sicurezza.

A ricordarcelo sono le puntuali tempeste di pioggia e di vento che procurano danni enormi alle cose e a volte, purtroppo, anche tragedie.

Sono vive le immagini del tram a Milano finito sotto un grosso albero caduto a causa del forte vento. Ma sono solo disgrazie dovute a calamità naturali o disgrazie che si potrebbero evitare?

È necessario arricchire i nostri centri urbani e i luoghi in cui viviamo di verde e di alberi, ma è ugualmente importante garantire l’assoluta tranquillità. Non si può mandare a scuola un proprio figlio con la paura che gli possa crollare addosso un grosso albero dinanzi alla scuola o su un mezzo pubblico.

  • L’albero: valore e importanza per l’essere umano; durata della sua vita. Il più antico in Svezia, il più alto in California, il più bello in Giappone.

L’albero è da considerare uno dei più grandi amici dell’essere umano. Le foglie degli alberi purificano l’aria che respiriamo perché hanno la capacità di filtrare le polveri sottili, assorbono l’anidride carbonica e ci regalano l’ossigeno senza il quale non si potrebbe vivere.

Nel mondo vengono stimati tre mila miliardi di alberi. La metà di dodici anni fa! In Italia 12 miliardi: 200 per ogni italiano (statistica calcolata dal Corpo Forestale dello Stato utilizzando apparecchiature GIS); 1.360 piante ad ettaro.

Le regioni più alberate sono: Emilia-Romagna con 1.816 per ettaro, seguita dall’Umbria (1.815) e dalle Marche (1.779). Ultime Valle D’Aosta e Sicilia rispettivamente con 708 e 760 alberi a ettaro.

Le specie più diffuse sono: il faggio con un miliardo di esemplari (le cui chiome ricoprono quasi tutti gli Appennini), il larice, il noce da frutto, il pino, il pioppo, il platano orientale, il sorbo e il tiglio.

L’albero più alto del Mondo è una sequoia Hyperion e si trova in California, nel Parco Nazionale di Redwood. Misura 115,66 metri. L’albero più alto d’Italia si troverebbe nella foresta di Vallombrosa nel Comune di Reggello, in Toscana. Si tratta di un abete Douglas di 62,45 metri, chiamato “The Italian Tree King” (Il re degli alberi italiano).

Sul Monte Ingino, a Gubbio, in Umbria, viene realizzato l’albero di Natale più grande del Mondo (dal 1991 entrato nel Guiness World Record). Ha un’altezza di 750 metri, 300 luci verdi che disegnano la sagoma della pianta; ricopre un’area di 130 mila metri quadri. L’albero più antico al Mondo si chiama Old Tjikko; è un abete rosso e si trova in Svezia. Avrebbe 9.564 anni. L’albero più vecchio d’Europa e d’Italia è l’Italus: un pino loricato del Parco del Pollino germogliato prima dell’anno Mille.

  • Ogni famiglia italiana consuma due alberi all’anno solo per la carta!

Ogni anno, nel mondo, verrebbero abbattuti oltre 15.3 miliardi di alberi per favorire l’allevamento, l’edilizia, l’agricoltura intensiva e altre attività economiche.

In Italia vengono atterrati 15 milioni di alberi per motivi industriali/commerciali. In pratica, verrebbero distrutti circa 68.000 alberi al giorno, ovvero l’equivalente a 50 campi di calcio.

Solo per l’utilizzo della carta, secondo Greenpeace, ogni famiglia italiana composta da 4 persone consuma 2 alberi ogni anno.

Uno studio del 2015 realizzato da ricercatori dello European Forest Istitute e dal Governo della Catalogna, pubblicato sulla Stampa, illustra che le tempeste di vento provocano oltre il 50 % dei danni alle piante del nostro Continente. Il volume di bosco distrutto in un anno arriva a 58 milioni di metri cubi. Poco meno del patrimonio forestale di una regione come la Campania.

  • L’età e le malattie facilitano la caduta degli alberi

La pianta è un essere vivente e come tale nasce, cresce e raggiunta una certa età muore.

Giorgio Vacchiano, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie della Statale di Milano, spiega che tra le possibili cause non c’è solo il cambiamento climatico, ma pure l’età media di molti alberi risalente a subito dopo la Seconda Guerra Mondiale (sulla soglia di 70/80 anni di vita). Infatti, l’altezza e le dimensioni rappresenterebbero una maggiore vulnerabilità.

  • Cuneo è al primo posto nella classifica per abitanti: 190 per ogni residente.

Secondo l’Istat che ogni anno svolge un’indagine sul verde urbano, in Italia ci sarebbero 3, 6 milioni di fusti tra strade e palazzi. Il dato si riferisce a capoluoghi di regione e di provincia riferiti al 2017; circa 20.000 sarebbero stati contati nella città lombarda di Monza. La città di Cuneo con 190 alberi ogni 100 abitanti occupa la prima posizione della classifica del 2021 delle città d’Italia. Al secondo posto Modena con 115 alberi per ogni 100 abitanti. Milano è la città con più alberi (450.000), Roma segue con più di 312.000, Venezia si colloca al terzo posto con oltre 300.000. Modena, Trieste e Brescia ne contano più di 100.000.

  • Gli alberi malati possono diventare un pericolo.

Gli alberi hanno necessità di essere adeguatamente curati e osservati. Se ciò non avviene per negligenza degli uomini, possono diventare un vero e proprio pericolo.

In Italia, sarebbero all’incirca dieci le persone morte all’anno per cadute di piante. Nella maggior parte dei casi ciò è riconducibile a una inadeguata o errata manutenzione affidata più delle volte a personale incompetente, al solo scopo di risparmiare.

La cura del verde richiederebbe una vera e propria scuola per gli Amministratori e i tecnici che affrontano tale problematica con superficialità e scarse conoscenze.

Una corretta osservazione della pianta può mostrare gravi malattie in corso già da tempo. I segni chiari possono essere rappresentati da: rarefazione e avvizzimento della chioma, disseccamento di rami, ritardata emissione di fogliame, clorosi (foglie giallognole), microfilia, emissione di rami epicormici lungo il fusto, fessurazione longitudinale della corteccia, produzione di essudati o di resina e necrosi di parti del fusto.

Per una corretta valutazione esistono strumenti specifici che stabiliscono anche l’eventuale pericolosità della pianta. Apparecchi che devono essere utilizzati da specialisti del settore, come il Tomografo sonico e il Resistograph, per fare la valutazione del rischio statico degli alberi presenti in luoghi frequentati dal pubblico.

  • Amore per le piante e sicurezza delle persone.

Le notizie e i dati già indicati esaltano l’esigenza di amare e difendere chi ci aiuta a respirare, ma evidenziano altresì la necessità di promuovere una vera e propria stagione della sicurezza urbana, obbligando (con normativa statale o regionale) gli Enti Comunali a dotarsi di personale e di mezzi adeguati, al fine di vigilare e curare adeguatamente il verde pubblico e soprattutto gli alberi ad alto fusto che da amici della vita possono diventare un grave pericolo.

Un albero che cade in pieno centro cittadino sulle macchine, su un tram che porta della gente, su una biblioteca o dinanzi a una scuola frequentata da bambini non ha nessuna colpa, ma può provocare una sciagura. E, simili disgrazie, non possono essere considerate solo tragedie casuali. Il vento e le tempeste fanno parte degli eventi funesti della nostra vita. Non possiamo liberarcene, ma è nostro dovere attrezzarci adeguatamente per difenderci.

Il Codice civile stabilisce comportamenti da rispettare per la piantumazione, la potatura e, persino, per la raccolta dei frutti degli alberi ai confini. La distanza dal limite stradale non dovrebbe essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e, comunque, non inferiore a 6 metri dal ciglio della strada (bordo superiore della scarpata). Norma, dal 1992, prevista pure dal Codice Stradale. Regola erga omnes che dovrebbe valere per tutti e in ogni luogo.

  • Le proposte di ‘Cronista di strada’: valutazione periodica da parte degli Enti Comunali e obbligo di piantare in altri luoghi gli alberi abbattuti.

Affermando convintamente la necessità di promuovere con ogni mezzo l’ecosistema, la biodiversità e l’attenzione per il verde, occorre trovare il giusto equilibrio tra gli esseri viventi e gli esseri umani.

Si fa appello al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a cercare le giuste soluzioni che possano far andare a braccetto l’equilibrio e la sicurezza.

Cronista di strada’ si permette di proporre: a favore della sicurezza delle persone e delle cose, la valutazione periodica obbligatoria con strumenti idonei da parte di personale specializzato per tutti gli alberi presenti nei luoghi di interesse pubblico (strade, piazze, viali, scuole, palazzi, case eccetera); al fine di tutelare e incrementare il verde e in particolare gli alberi, la piantumazione in altri luoghi, da parte delle ditte appaltatrici/enti, di tanti alberi quanti ne vengono abbattuti per costruire edifici, gallerie, strade, ferrovie eccetera. Obbligo da imporre ai privati che per qualsivoglia motivo debbano estirpare una pianta non malata. Un valido aiuto agli Enti preposti alla cura del verde potrebbe giungere attraverso un piano di gestione affidato alle Comunità Montane e il contributo degli Istituti Tecnici Professionali (Geometra e Agrario), se non altro per effettuare il censimento delle piante ad alto fusto lungo i viali e le strade urbane.

Viva la Natura, Viva la Vita!

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