17 Aprile 2024

di Mario Fortunato da Cronista di Strada del 21/09/2022

I parchi dell’acqua sono infrastrutture green che tutelano il territorio e le persone che ci abitano dai cambiamenti climatici. Fungono da vere e proprie barriere in caso di forti temporali, riutilizzando l’acqua piovana a scopo ricreativo e valorizzando i luoghi che li ospitano. La Brianza con i parchi di Arcore e quello di Bernareggio – Carnate – Ronco Briantino, inaugurato lo scorso 18 settembre, si pone all’avanguardia in questo settore.

Vasche volano

In un mondo in cui il clima diventa incontrollabile – a causa degli irrefrenabili disastri ambientali perpetrati quotidianamente dall’uomo – uno dei pochi modi per difendersi è cercare di ridurne gli effetti.

Per proteggersi dalle frequenti alluvioni, rispondono a tali requisiti i ‘bacini articiali’ realizzati con lo scopo di raccogliere e mitigare le acque dei canali.

Rischio idrogeologico in Italia

Il nostro Paese è soggetto a innumerevoli rischi naturali ed antropici: in base all’ultimo rapporto Ispra il 93,9 per cento dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni ed erosione costiera. Complessivamente 1,3 milioni di abitanti corrono il pericolo di frane e 6,8 milioni sono a rischio alluvioni.

Pertanto, tutte le località sottoposte a rischi idreogelogici dovrebbero dotarsi di simili opere. Se ciò non sarà fatto in breve tempo, i disastri che si ripetono puntualmente non potranno considerarsi solo calamità naturali.

Il Parco dell’acqua di Bernareggio-Carnate-Ronco Briantino

Per una casuale circostanza, a pochi giorni dall’ultima disastrosa alluvione verificatasi nelle Marche, in Brianza è stato inaugurato il Parco dell’acqua che servirà i Comuni di Bernareggio-Carnate-Ronco Briantino. L’importante infrastruttura, progettata alcuni anni fa, superando la vecchia visione delle vasche interrate, aggiunge al bacino di mitigazione un magnifico spazio verde dotato di percorsi pedonali e ciclabili, canali, panchine e tavoli per il pic nic.

La struttura realizzata da BrianzAcque su una superficie di oltre 20 mila mq è costato più di 2 mln di euro, di cui circa 1,200 a carico della Regione Lombardia. Ha ottenuto il sostegno dei vari Enti Comunali e sovracomunali (tutti rappresentati nel corso dell’inaugurazione).

Ad impreziosire l’opera, il laghetto permanente alimentato dal pozzo già realizzato da BrianzAcque per irrigare il vicino campo sportivo.

Costituirà l’habitat per diverse specie di anfibi e volatili. Il Parco dell’acqua è situato all’interno del Centro sportivo CTL3. A poco più di 100 metri è possibile visitare anche l’opera in rete metallica realizzata da Eduardo Tresoldi.

Quarant’anni fa il primo progetto per il Misa

Il fiume Misa esondato nella giornata di giovedì 15 settembre, creando devastazione e morte nei comuni di Arcevia, Barbara, Ostra, Trecastelli e Senigallia, è un corso d’acqua a carattere torrentizio lungo 45 chilometri. Sfocia a Senigalia ed era esondato: nel 1940, 1955, 1976 e 2014. Il primo progetto di una cassa di espanzione che potesse mitigare gli effetti del torrente risale al 1982!

I ritardi della politica Da anni vengono richieste leggi adeguate per la messa in sicurezza del territorio. Finalmente, il 21 gennaio 2022, il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi ha approvato il Disegno di Legge Delega per dotare l’Italia del Codice della Ricostruzione, ma l’iter legislativo non ha potuto compiere i dovuti passaggi per la definitiva approvazione in Parlamento, a causa dell’interruzione della Legislatura

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