19 Aprile 2024

dal web a cura di Sampogna Francesco (https://www.libroparlato.org/italo-calvino/)

Grandissimo intellettuale e celeberrimo narratore del Novecento, Italo Calvino è stato uno dei più importanti scrittori di tutta la letteratura italiana.

Il suo impegno culturale, oltre che politico e civile, è stato notevole e ha permesso di trasmettere diverse correnti letterarie sviluppatesi in quegli anni: nelle sue opere, comprendenti romanzi, racconti e saggi, compaiono infatti numerose tendenze dell’epoca, da cui l’autore è sempre però riuscito a mantenerne anche una certa distanza per svolgere anche un percorso più personale. Per le sue opere gli sono stati conferiti numerosi premi letterari ed ancora oggi rappresentano una pietra miliare della letteratura italiana.

La vita di Italo Calvino

Italo Calvino nacque a Santiago de las Vegas, una cittadina di Cuba, nel 1923 da genitori italiani. La sua famiglia gestiva una Stazione Agronomica sperimentale per la produzione di canna da zucchero.

La famiglia fece poi ritorno in Italia nel 1925 stabilendosi a Sanremo, città originaria del padre di Calvino. Qui trascorse la sua infanzia e la sua gioventù in modo sereno. Negli anni tra il 1929 e il 1933 si avvicinò al fascismo, in seguito all’obbligo imposto dal regime di diventare balilla. Si trattò però di un’esperienza non particolarmente drammatica. Nel 1934 iniziò a frequentare il liceo statale Gian Domenico Cassini a Sanremo, dove non assistette alle lezioni di religione su richiesta dei genitori poiché questi non praticavano la fede religiosa. L’avvicinamento con il mondo letterario avviene grazie alla lettura da parte di Calvino de “Il libro della giungla”, opera di Rudyard Kipling. Contemporaneamente si dedicò al disegno di vignette e fumetti e si interessò al mondo del cinema.

Negli anni successivi, a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, per l’autore fu difficile continuare a coltivare queste sue passioni nel clima culturale che aveva sempre caratterizzato Sanremo e fu lui stesso ad individuare nell’estate del 1938 la fine della sua infanzia e fanciullezza. Fu però in questi anni che scoprì il suo interesse per la scrittura, iniziando a comporre poesie, brevi racconti e testi teatrali, e continuò inoltre a dedicarsi al disegno di caricature e di vignette. Queste ultime furono poi pubblicate nel 1940 sul “Bertoldo”, rivista umoristica del giornalista Giovannino Guareschi. Terminati gli studi presso il liceo si iscrisse alla facoltà di Agraria presso l’Università di Torino sebbene continuò a coltivare i suoi più grandi e reali interessi, ovvero la letteratura, il cinema e il teatro. Sul “Giornale di Genova” furono infatti pubblicate alcune recensioni di film che Calvino aveva scritto. Nel 1942 scrisse il lavoro teatrale “La commedia della gente” in vista di un concorso del Teatro nazionale dei Gruppi universitari fascisti di Firenze. Allo stesso tempo iniziò a raccogliere e a pubblicare i suoi racconti giovanili sotto il titolo di “Pazzo io o pazzi gli altri”, i quali però non ottennero un particolare riscontro da parte dei lettori. Nel 1943 si trasferì alla facoltà di Agraria e Forestale di Firenze e nell’agosto dello stesso anno fece ritorno a Sanremo.

Qui trascorse un periodo di diversi mesi nascondendosi, con l’intento di sfuggire alla leva della repubblica di Salò fondata dopo che fu proclamato l’Armistizio di Cassibile, in cui l’Italia proclamò la resa agli Alleati e concluse l’alleanza con la Germania nazista. L’orientamento politico di Italo Calvino non fu mai particolarmente definito in tutti questi anni: fu infatti solo nel 1944 che l’autore si definì anarchico, nonostante partecipò a spedizioni partigiane comuniste e ne ammirò sia l’organizzazione sia la forza di spirito che caratterizzava i loro partecipanti. Questa sua esperienza nelle fila partigiane diventò la base per il suo primo romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” e per la raccolta di racconti “Ultimo viene il corvo”. Successivamente aderì al Partito Comunista Italiano, diventandone partecipatore attivo anche con interventi politici e culturali su quotidiani e periodici. In questo periodo si iscrisse alla facoltà di lettere di Torino ed iniziò a scrivere alcune delle sue opere. In particolare nel 1946 scrisse il suo primo romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” con l’obiettivo di concorrere al Premio Mondadori per un inedito. Si laureò nel 1947 ed iniziò a collaborare con la casa editrice Einaudi come curatore dell’ufficio stampa, incarico che portò avanti fino al 1961 quando divenne poi consulente editoriale esterno. Inoltre collaborò anche con l’Unità e con Rinascita, riviste italiane del Partito Comunista, e nel 1949 pubblicò “Ultimo viene il corvo”. Nello stesso periodo scrisse numerosi interventi di carattere politico-sociale e di saggistica letteraria su più riviste culturali, tra cui ad esempio “Cultura e realtà” e “Il Politecnico”. Iniziò anche a pubblicare alcuni racconti sulle varie riviste, tra i quali “La formica argentina” e le prime novelle di “Marcovaldo”. Nel 1952 vinse il Premio Saint Vincent con la sua opera “Taccuino di viaggio in URSS”, nella quale l’autore fece un resoconto dell’Unione Sovietica dopo averla visitata nel 1951. Tra il 1955 e il 1958 ebbe una relazione con l’attrice Elsa de Giorgi, a testimonianza della quale esiste un epistolario in parte pubblicato dalla stessa donna. Nel 1956 pubblicò “Fiabe italiane”, un’opera a cui si dedicò intensamente rimaneggiando e raccogliendo antiche fiabe popolari.

Tra il 1957 e il 1958 partecipò alla produzione del “Cantacronache”, scrivendo i testi per alcune canzoni. Negli anni successivi fondò “Il menabò”, rivista letteraria, con Vittorini e pubblicò alcuni racconti e romanzi tra cui “Il cavaliere inesistente”. Italo Calvino accrebbe così ancora di più la sua fama, che si era già affermato grazie ai suoi interventi e alle altre precedenti pubblicazioni. Seguì con interesse la corrente letteraria neoavanguardista de il gruppo ’63, anche se non ne condivise l’impostazione di base. Nel 1964 vennero pubblicate le prima “Cosmicomiche”. Nello stesso anno fece ritorno all’Avana dove sposò Esther Judith Singe (soprannominata Chichita), una traduttrice argentina che aveva conosciuto anni prima durante un ciclo di incontri letterari. Nel 1964 la coppia, insieme con il figlio della moglie, fece ritorno in Italia e si stabilì a Roma, dove nel 1965 nacque la loro figlia Giovanna. In seguito alla morte di Vittorini nel 1966, Calvino scrisse e pubblicò il saggio “Vittorini: progettazione e letteratura”. Dal 1967 al 1980 si stabilì con la sua famiglia a Parigi per lavoro e successivamente ritornò nuovamente a Roma. Grazie alle influenze parigine pubblicò la raccolta di racconti “Ti con zero”, con cui vinse il Premio Viareggio del 1968 ma che Calvino stesso rifiutò non riconoscendo più un valore particolare a queste manifestazioni letterarie. Nel 1972 vinse il Premio Feltrinelli per “Gli amori difficili”, pubblicato nel 1971 per la collana “Centopagine” di Einaudi, e nel 1974 iniziò anche una collaborazione con il Corriere della Sera (conclusasi nel 1979). In questi stessi anni pubblicò due lavori autobiografici, “Ricordo di una battaglia” e “Autobiografia di uno spettatore”. Nel 1975 iniziò per lo scrittore un periodo caratterizzato da numerosi viaggi che saranno anche di ispirazione per alcune sue opere. Nel 1976 ricevette a Vienna il premio Staatspreis für Europäische Literatur da parte del Ministero dell’Istruzione austriaco. Nel 1979, in seguito alla morte della madre, nacque il “Fondo Mario Calvino ed Eva Mameli Calvino” grazie alla donazione dell’intera biblioteca dei genitori che Calvino fece alla biblioteca civica di Sanremo. Allo stesso anno risalgono la pubblicazione di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” e l’avvio della collaborazione con il giornale “La Repubblica”. Nel 1985 venne colpito da un ictus e venne trasferito presso l’ospedale Santa Maria della Scala di Siena, dove subì un’operazione al cervello. Sebbene inizialmente riuscì a riprendere conoscenza, le sue condizioni cliniche peggiorarono ed Italo Calvino morì qualche giorno dopo in seguito ad un’emorragia cerebrale.

L’evoluzione dello stile di Calvino

Nella produzione letteraria di Italo Calvino si assiste alla presenza di più stili, suddivisibili in 3 periodi successivi principali:

  • Una prima fase collocabile nel movimento neorealista – il punto di vista è oggettivo con una lucida rappresentazione della realtà
  • Periodo fantastico – la struttura è tipica dell’invenzione fantastica e del fiabesco. Si riscontrano 2 livelli di lettura nella narrazione: immediata funzione ed allegorico-simbolico. Sono quindi presenti spunti di riflessione per invitare il lettore a trovare l’equilibrio adatto nella sua vita
  • Periodo combinatorio – la letteratura viene vista come un gioco combinatorio, in cui il meccanismo stesso che permette di scrivere riveste un ruolo fondamentale. Lo scrittore rende così visibile ai lettori la struttura della narrazione, in modo che questi possano acquisire maggiore consapevolezza

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