20 Febbraio 2024

Il Divario Nord-Sud nel diritto alla salute: La cruda realtà dietro le dichiarazioni del Presidente De Luca

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Riceviamo e Pubblichiamo

Il recente rapporto della SVIMEZ sui divari Nord-Sud nel diritto alla salute offre uno sguardo impietoso sulla situazione sanitaria del Mezzogiorno, mettendo in discussione la narrazione ottimistica del Presidente della Campania, De Luca. Nonostante le possibili etichette dispregiative che potrebbero essere lanciate anche nei nostri confronti, come “disturbati mentali” o “analfabeti di ritorno”, i dati regionalizzati di spesa sanitaria rivelano una realtà sconcertante. A fronte di una media nazionale di 2.140 euro per abitante, i livelli di spesa sanitaria corrente e per investimenti risultano significativamente inferiori nelle regioni meridionali. In particolare, la Campania si distingue per essere tra le regioni con le spese più basse: 1.818 euro per abitante in spese correnti e appena 18 euro in spese per investimenti. Questi dati riflettono un disinvestimento strutturale nel sistema sanitario, con conseguenze dirette sulla qualità e sull’accessibilità dei servizi. I livelli di assistenza risultano essere più carenti e i servizi sanitari di minore qualità in Campania, come indicato dall’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute per il 2021. Ad eccezione di poche regioni come Puglia, Abruzzo e Basilicata, le regioni del Sud risultano inadempienti nel garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), fondamentali per garantire un’assistenza adeguata. In particolare, la Campania si colloca tra le regioni più critiche, con percentuali di adempimento inferiori al 60% in tutti e tre gli ambiti di assistenza (prevenzione, distrettuale e ospedaliera). Il Rapporto 2023 del CREA Sanità conferma queste disparità, evidenziando performance molto eterogenee tra i Servizi Sanitari Regionali, con particolare insoddisfazione per il Sud. L’indice composito del CREA, basato su indicatori di appropriatezza, efficienza nella spesa, equità e outcome, rivela livelli di performance estremamente bassi per la Campania, inferiore al 32%. Questo riflette una gestione inefficiente delle risorse e una mancanza di risultati tangibili nel miglioramento della salute della popolazione. Le differenze si estendono anche alla soddisfazione degli utenti, con un marcato divario tra il Sud e il resto del Paese. Mentre la percentuale di soddisfazione nazionale per gli accertamenti specialistici si attesta intorno al 41%, la Campania    registra un preoccupante 17%. Questo suggerisce una mancanza di fiducia nel sistema sanitario regionale e un accesso limitato ai servizi specialistici. Il recente report della Corte dei Conti aggiunge ulteriori elementi alla discussione, evidenziando disuguaglianze finanziarie significative tra le regioni. Nel decennio 2010-2019, le regioni del Centro-Sud hanno accumulato un saldo negativo di 14 miliardi di euro, mentre le regioni del Nord hanno registrato saldi positivi. La Campania, in particolare, si distingue per un saldo negativo di quasi 3 miliardi di euro, evidenziando una gestione finanziaria problematica e una crescente dipendenza dai trasferimenti statali. Tralasciando, per carità cristiana, l’analisi del dato relativo alla mobilità sanitaria determinata in conseguenza di malattie oncologiche, i dati presentati nei vari rapporti sottolineano una realtà allarmante: il divario Nord-Sud nel diritto alla salute è una questione urgente che richiede interventi mirati e un impegno concreto da parte delle istituzioni. La retorica ottimistica non può mascherare i gravi problemi strutturali che affliggono il sistema sanitario del Mezzogiorno, e solo con un’azione coordinata e impegnativa sarà possibile garantire a tutti i cittadini un accesso equo e di qualità ai servizi sanitari. La sanità differenziata esiste già ora senza, alcun bisogno dell’autonomia regionale ancor più rafforzata, gli italiani del meridione lo sanno, è ora che la sanità torni allo Stato.

IL SEGRETARIO REGIONALE IdM CAMPANIA: Gianfrancesco Caputo

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