4 Marzo 2024

Pensieri e parole … da Medjugorie (2° parte)

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di Filomena Giudice

Si parte. Ci libriamo in volo per Dubrovnik, questo è l’aereoporto dove atterreremo.

Trovo posto facilmente ed essendo l’areo con alcuni posti vuoti chiedo di prendere posto vicino al finestrino devo assolutamente fermare con il cellulare con tutte le immagini possibili questo viaggio. Per fortuna è una bellissima giornata e nell’azzurro del cielo piccoli assaggi di nuvole sembrano interrompere l’ infinito del cielo Ci alziamo in volo con grande facilità e dopo un breve volo atterriamo in aeroporto e nulla di paragonabile a quello di Napoli.

Esco con grande gioia e troviamo l’autista che ci dovrà accompagnare a Medjugorie, inizio a parlare come mio solito!!! prima gaffe non parla italiano! andiamo bene!

Vabbé figuriamoci se questo mi ferma!

Ahhh !! Dimenticavo un piccolo problema, per problemi tecnici io e mia sorella abbiamo dovuto fare un unico bagaglio e date le condizioni della mia mano destra non posso aiutare mia sorella (santa Giuliana) che per tutto il tempo si è trascinata dietro il bagaglio!

Prendiamo posto su un autobus datato (non stiamo a guardare il pelo) che ci farà arrivare a destinazione. Accanto a me c’è una signora di nome Antonietta di soli 80 anni (sic!), che si siederà accanto a me anche al ritorno. E’ già quasi ora di pranzo ed ognuno ha provveduto a preparare un pranzo a base di panini, per me ho preparato panino con frittata! Iniziamo ad uscire dall‘aereoporto e scopriamo le a bellezze della costa croata che sono da togliere il fiato.

La costa è molto simile a quella cilentana , frastagliata e rocciosa interrotta da sfumature di verde! Siamo tutti incantati.

Nel frattempo si sono fatte le tre del pomeriggio ed una signora, Eva che proviene da Camerota , recita con grande partecipazione e fede la coroncina della divina misericordia. (coroncina breve che viene recitata alle tre del pomeriggio di suor Faustina Kovalska).

Sono molto contenta questa signora attraverso la voce riesce a far comprendere la sua fede profonda! Più avanti capirò il perché.

Capisco che ogni persona che sta viaggiando verso questa destinazione non è venuta senza un profondo perché . Ognuno porta dentro di sé un bagaglio di dolore di sofferenza che attraverso questo viaggio spera possa diventare più leggero.

Forse io sono quella che “è più leggera”.

Anche se anche io, ho la mia valigia di dolore , di sofferenze , che con il tempo ho imparato ad alleggerire, e soprattutto ad accettare come intoppi naturali della vita. Ci fermiamo per strada per una sosta ed ammiriamo il panorama senza il filtro del vetro del finestrino, le strade sono in ottime condizioni e comunque sono in tanti i turisti che fanno il bagno in queste acque incontaminate.

Canali si fanno strada all’interno e sembra irreale che le case vi si affaccino con annessa la barca che galleggia sulle rive, quasi come ognuno di noi, nel nostro paese mette la propria macchina presso casa!

Paesaggi interrotti da salici piangenti e battelli che solcano questi canali transitabili.

Un paesaggio davvero inconsueto per noi.

Ci avviciniamo sempre di più alla nostra destinazione.

Dopo aver superato le due frontiere della Croazia e Bosnia Erzegovina cominciamo a vedere le montagne dove si trova Medjiugorie. Ecco vari cartelli ci danno il benvenuto ed è bellissimo vedere la chiesa di san Giacomo che con i due campanili si staglia contro l’azzurro del cielo.

L’ho vista tante volte in tv, in foto, ma vederla con i propri occhi ti da un piccolo colpo al cuore! Ci siamo!

Arriviamo in albergo si chiama Marinko, uno strano nome che ho scoperto “casualmente“ attraverso radio Maria chi sia questo personaggio.

Marinko era un pastore cugino di una dei veggenti che a dire di Viska (una di loro) ha ricevuto un bacio, dalla Vergine durante un’apparizione, avvertito da lui come una piccola scossa elettrica, perché ha fornito ai primi pellegrini acqua e tutto quello che aveva, e tutto questo attenzione, senza essere pagato!

Sono piccole e strane coincidenze che ognuno può spiegare come meglio crede.

L’albergo è davvero familiare, le camere accoglienti discrete, ed anche il vitto è gradevole. Bene sono davvero contenta!

Dopo le prime attività doverose, ci rifocilliamo e siamo pronti ad aprirci a questo nuovo mondo. Eccoci Medjugorie!

Premetto che ci siamo in una bolla sospesa, dove si dimentica il cellulare perché difficile da usare per comunicare, solo in albergo è possibile usarlo tramite il wi-fi.

Il nostro albergo si trova a pochi metri dalla parrocchia e come prima cosa andiamo all’adorazione eucaristica che si fa all’aperto.

Tante panchine poste in cerchio davanti al Santissimo, dove sono sedute, alcune inginocchiate, tantissime persone che mi colpiscono per la diversità di cultura, età, provenienza ed etnia.

Tutti sono riuniti in preghiera davanti ad un cerchio di ostia consacrato, più grande rispetto a quella in uso nelle nostre chiese.

Sono tutti raccolti in silenzio, quasi irreale ed interrotto da canti di adorazione, sotto la luce della luna che si staglia stupenda nel cielo di velluto blu!

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