23 Luglio 2024

L’ispettorato nazionale del lavoro ha sospeso il procedimento in autotutela nei confronti dei medici di Bari

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di Pietro Cusati detto Pierino

La paradossale situazione dei medici di Bari sanzionati  per non aver rispettato, in piena pandemia, il limite degli orari di lavoro. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha sospeso il procedimento su alcuni medici del Policlinico di Bari, sanzionati  per aver lavorato oltre il limite consentito nel periodo pandemico. L’azione ispettiva esercitata era stata avviata dall’Ispettorato territoriale a seguito delle segnalazioni effettuate da un’associazione sindacale autonoma per lamentare i mancati riposi e il superamento degli orari massimi di lavoro del personale medico nel corso del 2021. Il verbale dell’Ispettorato del Lavoro di Bari è stato annullato in autotutela applicando l’esimente di necessità, stante il notorio stato emergenziale da Covid 19 nei periodi oggetto di contestazione. Secondo  l’articolo 4 della Legge 689/81  “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento del dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”. L’ispettorato del lavoro ha sospeso il procedimento nei confronti dei medici e sta valutando l’annullamento delle sanzioni comminate. Il  Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ‘’ha  dimostrato la sua solidarietà e la sua considerazione per i medici e per il loro contributo”. “La sospensione delle sanzioni da parte dell’Inps, nell’attesa di valutarne l’annullamento, è segno di attenzione nei confronti dei professionisti, e di giusta valutazione del loro impegno quotidiano e dell’abnegazione dimostrata durante la pandemia”.“Un grazie  a tutti i medici  ha detto  il Presidente Fnomceo Anelli , che, lavorando senza risparmiarsi, hanno traghettato il Paese fuori dalla pandemia, assistendo oltre 26 milioni di persone e salvando centinaia di migliaia di vite messe a rischio dalla malattia grave”.  “Sono felice e grato alle istituzioni, è una conferma della sensibilità delle istituzioni. Sono grato al Capo dello Stato che è un padre oltre che difensore della Costituzione”, lo ha detto alla stampa il  primario del pronto soccorso del Policlinico di Bari, Vito Procacci, tra i tre primari sanzionati  dall’ispettorato del lavoro per gli eccessivi straordinari del personale durante l’emergenza Covid. Vito  Procacci aveva scritto  una lettera al Presidente della Repubblica Sergio  Mattarella. “Il mio ringraziamento ha detto Vito Procacci , va anche alla ministra del Lavoro, Marina Calderone”. “Ora  però occorre che le istituzioni accendano i riflettori sulla condizione di grande difficoltà nella quale versa la tutta la Medicina di emergenza-urgenza, non solo pugliese ma italiana. Siamo ridotti al lumicino, gli organici sono ridotti all’osso. Chiedo, quindi, alle stesse istituzioni di avviare una rivisitazione generale del sistema, noi scontiamo pesantemente il peso di carichi assistenziali insostenibili con organici ridotti allo stremo. E nonostante tutto spesso il nostro ruolo non è valorizzato e, a volte, offeso”. Quindi, secondo Procacci, “è necessaria un’azione istituzionale per valorizzare la figura del medico di emergenza-urgenza e degli infermieri che operano nei servizi di pronto soccorso, in modo tale da invogliare sempre più i giovani medici a scegliere questa branca che è la più bella delle medicine, oltre ad essere il più sacro baluardo del diritto alla salute. Le scuole di specializzazione ormai vanno deserte e il rischio serio è di lasciare l’emergenza-urgenza in mano ai gettonisti”.In una nota il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolineando che “lo Stato non può sanzionare i propri medici e operatori sanitari dopo aver loro chiesto e ottenuto un impegno straordinario in un momento di eccezionale emergenza quale è stata la pandemia da Covid 19”. “Si tratta in tutta evidenza di provvedimenti applicati sulla base di norme che sul piano giuridico e amministrativo sicuramente troveranno un fondamento ma non interpretano le necessità e l’emergenza che il mondo e l’Italia ha vissuto. Tali norme, seppur giuste nei loro principi, se applicate per eventi accaduti in momenti drammatici come quelli del periodo del Covid si prestano ad una lettura distorta degli eventi”, Schillaci si dice pronto  “ad offrire tutto il  supporto per trovare le soluzioni più idonee”.

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