28 Febbraio 2024

di Pasquale Scaldaferri


Sapri, propaggine del golfo di Policastro nel Cilento lucano. L’unica area adibita a spiaggia libera è a sud, in località “Pali”, dopo che con scelta cervellotica, l’amministrazione comunale ha appaltato l’intero arenile a strutture private e lidi balneari, con l’eccezione di tre spicchi angusti di bagnasciuga.


Nonostante la proverbiale attenzione del “Coordinamento Nazionale Mare Libero”, che un mese fa ha individuato pesanti assenze e gravi criticità degli spazi di libera fruizione, la situazione si è ulteriolmente incancrenita.


Il solo spazio free della suggestiva baia saprese è nel degrado più assoluto, in evidente stato di abbandono, mai pulito e trasformato in discarica di laterizi e materiali di risulta.
Eppure basterebbe un minimo di attenzione, come la presenza quotidiana di lavoratori socialmente utili, agenti di Polizia locale, ma soprattutto solerti amministratori più amanti del territorio, per restituire decenza all’area, conferire qualità e civiltà “alla piccola gemma del mare del sud”.


Inquinare spazi e luoghi, offendere il decoro, turbare relax e tranquillità di chi intende godersi la vacanza e, soprattutto, deturpare l’immagine gloriosa di questo segmento della Magna Grecia, non deve essere tollerato da chiunque abbia senso civico e valori morali.

A partire da sindaco e amministratori. Di maggioranza e opposizione.

Con rinnovata stima
Pasquale Scaldaferri

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