26 Febbraio 2024

Nel corso dei secoli la Donna è stata sempre relegata ai margini della società civile

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di Rodolfo Bava

La donna, nel corso dei secoli, è stata sempre posta ai margini della stessa Società. Addirittura i filosofi Platone, Pitagora ed Euripide la consideravano ignorante, inferiore, incompleta e soggetta alla potestà del padre, prima. E, del marito, dopo il matrimonio.

Sia nel corso del Medio Evo che in quello del mondo cristiano, era il marito a gestirla. Non poteva uscire da casa senza essere accompagnata da un uomo, dato che la sua libertà avrebbe potuto minacciare l’ordine sociale. Grazie al lavoro divennero libere. Le contadine lavoravano i campi agricoli e le artigiane nelle botteghe del marito.

I diritti delle donne sono state ampliate dopo la Rivoluzione Francese, grazie a Napoleone. All’inizio del Novecento le donne fecero sentire le loro voci dopo che iniziarono a lavorare e chiesero di ottenere gli stessi diritti degli uomini. L’industrializzazione contribuì al cambiamento perchè le donne cominciarono a lavorare.

I primi riconoscimenti a favore delle donne cominciarono, in Italia, nel 1948, quando la Costituzione stabilì l’eguaglianza tra i sessi. Oggi giorno, la donna può essere una manager, un a Presidente del Consiglio dei Ministri, una Presidente di Confindustria e via dicendo. Il talento femminile, tutt’oggi, alcune volte, viene mortificato offrendo delle paghe misere rispetto al lavoro che svolgono. E rispetto alle paghe riservate agli uomini.

Ma, di solito, le donne svolgono più ore di lavoro rispetto agli uomini. Circa sei ore in più ogni settimana. L’Unione Europea ha stabilito che le donne percepiscono un guadagno annuo inferiore del 39,6 per cento inferiore rispetto a quello degli uomini. Disuguaglianze da dovere cancella quanto prima. Ma, in altre Nazioni, il rapporto donna – uomo è molto diverso. Senz’altro peggiore. Avremo modo di poterlo spiegare.

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