29 Febbraio 2024

di Alfredo Imbellone

È difficile scrivere di un libro di aforismi senza incorrere nel rischio di dire troppo e dire a sproposito.  Stefano Cazzato nel suo “Preferisco la partner al tutto” (Ladolfi, 2023) ci avverte di nutrire una naturale diffidenza verso i quadri teorici che considera sempre a rischio di essere rimessi in discussione. È una dichiarazione di relativismo che rispecchia il credo dell’autore, docente di filosofia al liceo, autore di saggi filosofici e già misuratosi con la forma dell’aforisma in due precedenti pubblicazioni “Esercizi di realismo” (Manni, 1999) e “Studiò diritto ma poi si piegò” (Ladolfi, 2020) e curatore di una rubrica aforistica quotidiana sul giornale online “La voce del meridione”.  

Come per le barzellette la spiegazione è lo strumento per rovinarne la vis comica, per l’aforisma la dissertazione è l’antagonista linguistico che ne snatura profondamente il senso anziché esplicitarlo. Gli  aforismi si presentano benissimo per quel che sono, aggiunge l’autore nella introduzione alla raccolta: frasi  discontinue, laconiche sentenze, pensieri che si distendono in una manciata di parole, frammenti  occasionali slegati l’uno dall’altro, epifanie dell’attimo, esternazioni sparse, umori dello spirito messi  all’istante nero su bianco, giochi di parole, calembour e paradossi, sguardi obliqui sul mondo, osservazioni  sbilenche e controcorrente, esercizi di cinismo più o meno bonario, dettagli di senso sarcasticamente  ingranditi, semi destinati, forse, a germogliare. 

Tante cose. Nella loro brevità, gli aforismi possiedono una lunga lista di collocazioni possibili e uno stesso aforisma si può prestare polivocamente a più di una lettura. Scomodando il Wittgenstein delle “Ricerche filosofiche”, pensatore caro all’autore del libro, gli aforismi sono giochi linguistici e riflettono la natura multiforme della realtà in cui cambiano continuamente il contesto, gli attori, le regole. Laddove il discorso articolato rimane ingabbiato in una interpretazione, in una direzione, l’aforisma sfugge a tale imbrigliamento, si presta a più percorsi e nel momento in cui lo si incasella passa la palla al prossimo aforisma («L’aforisma mi prende e poi mi lascia per un altro»). 

La raccolta di aforismi di Cazzato appare come un gioco essa stessa e il lettore è invitato esplicitamente a giocarci. Nei consigli di lettura che l’autore fornisce a inizio libro si dà la massima libertà di scegliere i propri punti di partenza, effettuare salti, smontare e rimontare, purché da questa libertà non si tenti di costruire una prigione di senso, perché ogni tentativo in questa direzione sarebbe destinato a fallire, a crollare, a tradire la natura del gioco stesso. 

Il gioco di Cazzato è una cosa seria che non va presa troppo sul serio («L’aforista la sa lunga, ma la fa breve»). Se gli aforismi che suscitano un sorriso, già dal titolo della raccolta “Preferisco la partner al tutto”, catturano il lettore sul terreno del divertissement, spuntano all’improvviso sentenze di grande profondità, per poi passare ad altro per contenuto, forma e sentimento in un continuo rimescolarsi che sembra quasi richiamare chi legge a non accomodarsi nella sua comfort zone interpretativa. 

Accogliendo l’invito a realizzare un proprio ordine degli aforismi della raccolta e fare nostro il gioco di costruzione e decostruzione ecco per concludere una selezione personale, temporanea, precaria: titoli miei, aforismi di Cazzato.

Tempus fugit 

Raggiunto l’adipe si mise a dieta. 

Il fine non giustifica il mazzo. 

Attenzione ai venditori di fummo. 

Ho perso l’ultimo freno. 

Aveva la casa piena di ritagli di giornate. 

Scrivo nei ritagli d’affetto. 

La vita: un coraggio di sola andata. 

Alla fine siamo più depressi che immuni. 

Il futuro è il presente che ha fatto tardi. 

Ho fatto dei programmi per il passato. 

A una certa età ci si pente solo dei peccati non fatti.

Tutto fumo e niente fummo. 

Avevano quasi tutto. Desideravano quel quasi. 

Contro esodo: rientro dalle speranze. 

Ci manca il gas, ma siamo alla canna. 

Pensa sempre a quella 

Amava fare il terzo comodo. 

Quando la vidi restai di sesso. 

Non voglio un’amica, ma un ammicco. 

Mostrava vent’anni di seno.  

Lui si fece in quattro per conquistarla. Lei in otto per resistergli.

Per lei contava solo la bellezza inferiore. 

Molte donne ti cambiano la vita. L’ultima il pannolone.

Ex di niente 

Una mattina mi sono svogliato. 

Da molti anni ormai gli italiani disertano le urne. Non vogliono essere cremati. 

Il confine non giustifica i mezzi. 

Che tristezza una sinistra falce e mirtillo! 

Sinistra: più dell’egemonia poté l’egomania. 

La sinistra: dai partigiani ai party! 

La sinistra: vuole rivedere i matrimoni ma non i patrimoni. 

Politically incorrect 

Ho conosciuto un vegano in carne. 

Nessuno che s’allarmi per il buco nell’io sono! 

Oggi tutto è premesso. 

Anche l’odio vuole la sua parte. 

Bisogna essere all’altezza di certe bassezze.  

Dio è smorto 

Gesù? Un vero Signore. 

Se Dio ha un piano, è ora che lo suoni. 

A volte l’Italia sembra uno stato laido. 

Il nulla è l’officina dell’essere. 

Sé sé seeeee 

Per sembrare qualcuno si atteggiava a nessuno. 

Ci vuole coraggio per dire “ho paura”! 

Onanismo letterario: si autocitava! 

La felicità va e sviene. 

Lessico e bufale. 

Stefano Cazzato, PREFERISCO LA PARTNER AL TUTTO. Aforismi, Giuliano Ladolfi editore, 2023, pp.98, euro 10.00

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