26 Febbraio 2024

30 maggio 1994, ci lasciava Agostino Di Bartolomei. Il ricordo di Pasquale Scaldaferri.

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di Pasquale Scaldaferri

Il 30 maggio 1994 il calcio italiano perde uno dei simboli più immacolati di lealtà, classe ed eleganza.
In una mattina di primavera inoltrata, nella quiete della ridente Castellabate, un gesto che ottenebra la ragione, stordisce il pensiero e annebbia la mente, spegne per sempre all’età di 39 anni la vita di Agostino Di Bartolomei.

Uomo serio e riservato, introverso e taciturno, rispettoso di compagni e avversari, è stato il capitano della sinfonica Roma di Liedholm che nel 1983 conquista lo scudetto a 41 anni dalla prima affermazione, successivamente indossa per due stagioni la maglia del Milan seguendo il suo mentore svedese, transita per Cesena contribuendo alla tranquilla permanenza in serie A dei romagnoli, chiude l’attività agonistica nel 1990 a Salerno e da capitano della Salernitana scrive la pagina storica del ritorno granata in serie B, dopo 23 anni negli inferi della “C”.
I valori per la famiglia e il sodalizio con l’amata Marisa spingono Ago a trasferirsi nell’amena località cilentana – nel cui camposanto riposa – e oggi sommessamente lo ricordiamo attraverso un fugace incontro nell’autunno del 1984 al “Reggia Palace” di Caserta, vigilia di una gara del Milan in Campania.

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