17 Aprile 2024

“I luoghi, i personaggi, la storia” da Cronista di Strada a cura di Mario Fortunato del 16 maggio 2023

Reportage realizzato con la collaborazione del cronista Francesco Bondì

L’albero dell’amore

Sacro alla dea Venere, talismano per i fidanzati, unisce ciò che qualche politico vorrebbe dividere. Le ciliegie si coltivano dalla Sicilia al Veneto e hanno il Santo protettore in Brianza.

Storia e leggenda sulle ciliege

In Sicilia si tramanda la tradizione che le dichiarazioni d’amore fatte all’ombra di una sua pianta siano fortunate, in Inghilterra la dea bendata si cerca sognando un ciliegio e in Cina rappresenta la bellezza femminile.

In Giappone, i fiori sono diventati simbolo nazionale, perché sotto una sua pianta furono sepolti dei samurai caduti in battaglia. E il loro sangue avrebbe macchiato i petali originariamente di colore bianco.

Nel Nord Europa la leggenda ricorda che negli alberi di ciliegio sono custodite le divinità protettrici dei campi.

In Finlandia si pensa che il colore rosso sia simbolo del peccato, mentre la nostra tradizione raccomanda di esprimere un desiderio quando si mangia la prima ciliegia della stagione.

Le bambine le utilizzavano come orecchini: sfruttando il peduncolo per adornare le orecchie con due bei ‘diamanti rossi’.

Tra storie e leggende, quando gli acquazzoni della primavera lasciano il posto al ‘mese del Sole’, nel nostro Paese esplode la passione per il frutto accumunato ai baci.

I baci sono come le ciliegie: uno tira l’altro”, perché quando si comincia non si vorrebbe smettere di mangiarle, senza quasi neanche accorgersene…

I luoghi

A Chiusa Sclafani, in provincia di Palermo, tra qualche settimana, avrà luogo la 55^ edizione della Sagra della Ciliegie che come sempre richiamerà migliaia di visitatori da ogni parte della Sicilia.

L’appuntamento è previsto per il 10, l’11 e il 18 giugno 2023.

Il territorio chiusese, nella Riserva Naturale Orientata “Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”, favorisce questo tipo di coltura con una produzione che si attesta intorno ai 4.000 quintali, rappresentando un prodotto di eccellenza. Le ciliegie più gustose sono: la moscatella, la cappuccia e la caddusa, con la “Cappuccia” che ha regalato a Chiusa Sclafani l’appellativo di “paese delle ciliegie”.

Alla Sagra sono collegati eventi culturali, folcloristici e una bella passeggiata con degustazioni di prodotti locali.

Le curiosità

Tante le curiosità legate a questo frutto delizioso, che fa venire l’acquolina in bocca solo nominando o vedendolo esposto sui banchi dei negozi e dei mercati.

• Il termine latino proviene dal greco κέρασος (kérasos), derivante dalla città di Cerasunte nel Ponto (attuale Turchia) da cui, secondo Plinio il Vecchio, furono importati a Roma nel 72 a.C. da Lucullo i primi alberi di ciliegio.

• Le ciliegie che mangiamo oggi sono una varietà del 1600 presente in America del Nord.

• Esistono più di 1000 differenti varietà.

• Un comune albero di ciliegie ne produce ben 7000!

• La Turchia è il paese che ne produce di più: circa 535mila tonnellate all’anno.

• In Italia sono principalmente diffuse due categorie di ciliegie: i duroni, più grandi e scuri, e le tenerine, più chiare e piccole.

Per la Chiesa cattolica la ciliegia ha anche un suo santo protettore: San Gerardo dei Tintori che si festeggia il 6 giugno a Monza.

• Una qualità di ciliegie viene chiamata le Giovannine, perché si raccoglie prima del giorno di San Giovanni.

• La prima sagra dedicata alle ciliegie, Italia, si sarebbe svolta nel 1933 a Marostica che dà il nome ad una varietà autoctona dalla buccia sottilissima.

• In Oriente è un simbolo legato alla femminilità.

• A chi chiede qual è la grafia corretta? Secondo la Treccani è ciliegie mentre ciliege è una variante in voga fino al secolo scorso

• La ciliegia, normalmente sferica, di 0,7-2 centimetri di diametro, può assumere anche la forma a cuore o di sfera leggermente allungata. Il colore, normalmente rosso, può spaziare, a seconda della varietà, dal giallo chiaro del Graffione bianco piemontese al rosso quasi nero del Durone di Vignola.

• La ciliegia più grande del mondo sarebbe stata coltivata in Italia. Un frutto gigantesco di 33,0518 grammi, raccolto in provincia di Torino, che avrebbe battuto il precedente primato di 26,45 grammi. Del record ne ha parlato anche il Guardian.

• La più grande pianta di ciliegio del mondo si trova in Giappone. Le misure: 22 metri e venti centimetri alla base; quasi 11 metri di circonferenza; tronco alto 24 metri; apertura dei rami di circa 28 metri. Si calcola che abbia 600 anni.

“[…] Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno

tra i tuoi capelli,

per poter sentire anche da lontano

il tuo profumo.

Vorrei fare con te quello

che la primavera fa con i ciliegi (Pablo Neruda nella poesia Il Bacio).

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