28 Febbraio 2024

“IL DIRITTO AL LAVORO?” – “DAL DIRE AL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE”. AFFERMA UN NOTO DETTO.

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di Rodolfo Bava

Quattro mesi or sono, a Bergamo, il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato quanto segue: “Punto fermo sono la garanzia dei diritti dei cittadini, che al Nord come nel Mezzogiorno, nelle città come mei paesi, nelle metropoli come nelle aree interne, devono poter vivere la piena validità dei principi costituzionali”.

Però, noi oseremmo rilevare che “Dal dire al fare c’è di mezzo il mare”. E, per dirla, con Cicerone: “I fatti sono più difficili delle parole”.

Certo, La Costituzione Italiana elenca quali siano i diritti che garantisce: diritti civili, politici, economici, etico sociali. Fanno parte della prima categoria la libertà personale, l’inviolabilità del domicilio, la libertà di manifestazione e di pensiero. A seguire: il diritto di volare e di essere votato, il diritto al lavoro, alla salute e all’istruzione.

Ma anche l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato nel 1948 la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Tra i diritti tutelati ci sono: il diritto alla vita, alla cittadinanza, al lavoro, all’istruzione, alla salute, allo svago.

Il diritto al lavoro? Non diremmo, dato che in Italia vi siano migliaia e migliaia di disoccupati.

Mentre il lavoro sarebbe l’unica forma di libertà dell’uomo

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