20 Febbraio 2024

“Vicino siami Signore” poesia inedita di Gennaro Scelza

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di Michele D’Alessio

Vallo della Lucania: “Vicino siami Signore” poesia inedita di Gennaro Scelza. Lirica dal sapore spirituale e di fede.


Con immenso piacere, in questi giorni, ho ricevuto una bellissima lirica inedita dal titolo “Vicino siami, Signore” del multiforme poeta e scrittore Gennaro Scelza, cittadino di Angellara (ex Maestro di scuole elementare).

Un poema in versi liberi, inedita, scritta ad inizio marzo 2023. Una lirica intima, personale, molto spirituale, dove l’autore si rivolge “… al nostro Dio vicino e chiede di essere vicini a noi, l’uno all’altro, di non allontanarci tra noi. E in questo momento di crisi, per la pandemia, per la guerra, che stiamo vivendo, questa vicinanza si chiede di manifestarla di più, di farla vedere di più. Noi non possiamo, forse, avvicinarci fisicamente per la paura del contagio, ma possiamo risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza tra noi: con la preghiera, con l’aiuto, tanti modi di vicinanza. E perché noi dobbiamo essere vicini l’uno all’altro? Perché il nostro Dio è vicino, ha voluto accompagnarci nella vita. È il Dio della prossimità. Per questo, noi non siamo persone isolate: siamo prossimi, perché l’eredità che abbiamo ricevuto dal Signore è la prossimità, cioè il gesto della vicinanza.

La poesia “Vicino siami, Signore” inizia così:

Dovunque io vado!
I miei passi misura.
Il mio sorriso ferma.
La mia voce controlla
Il mio sguardo ripiega.
La mia parola frena.

L’autore rivolgendosi al Signore Dio, lo supplica, ovunque si trova, di dimensionare i suoi passi, fermare il suo sorriso e di controllare la voce, quando lo sguardo si abbassa e di fermare le sue parole.
Poi l’autore prosegue la lirica

Per mano prendimi.
Da luoghi oscuri allontanami
Conducimi sugli spazi,
Pieni di luce, di pace, d’amore.

In questa quartina, l’autore invoca Dio, di afferrare la sua mano e di allontanarlo da luoghi malvagi e crudeli e accompagnarlo in universi pieni di luce, pace e amore.
L’autore Scelza conclude la lirica:

Fammi vedere
Giorni splendenti di sole
Ristorante il mio corpo.
Indolenzito dal tempo.


La quartina finale, sono parole di preghiera e di speranza dell’autore, dirette a Dio, di fargli vedere giorni luminosi, calorosi , pieni di sole, che riscaldano il corpo con i dolori del tempo trascorso. La nostra risposta alla fede religiosa, è decisiva perché il dono e la grazia accadano davvero. Questo richiede la nostra risoluzione.

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