19 Aprile 2024

rubrica “Storie dal web” a cura di Francesco Sampogna

La parabola che ci insegna come reagire alle provocazioni

Vicino a Tokyo viveva un vecchio samurai che si dedicava all’insegnamento del buddismo ai giovani. Sebbene fosse già in età avanzata, secondo la leggenda era comunque in grado di sconfiggere qualsiasi avversario.

Un giorno, un guerriero noto per la sua mancanza di scrupoli, passò vicino alla casa del vecchio samurai. Era famoso per provocare i suoi avversari e, quando questi perdevano la pazienza e commettevano un errore, contrattaccava. Il giovane guerriero non aveva mai perso una battaglia.

Conosceva la reputazione del vecchio samurai, quindi voleva sconfiggerlo per aumentare ulteriormente la sua fama. I discepoli del maestro si opposero ma il vecchio accettò la sfida.

Andarono tutti in piazza, dove il giovane guerriero iniziò a provocare il vecchio samurai:

Lo insultò e gli sputò in faccia. Per parecchie ore fece tutto il possibile per far perdere la calma al vecchio samurai, ma egli rimase impassibile. Alla fine del pomeriggio, esausto e umiliato, il giovane guerriero si ritirò.

Deluso dal fatto che il suo insegnante accettasse così tanti insulti e provocazioni senza reagire, i suoi discepoli gli chiesero:

– Come hai potuto sopportare tanta indegnità? Perché non hai usato la tua spada, anche se potevi perdere invece di mostrarti come un vigliacco davanti a tutti noi?

Il vecchio rispose:

– Se qualcuno viene da te con un regalo e tu non lo accetti, a chi appartiene il dono?

– A chi tentò di consegnarlo, naturalmente – rispose uno dei discepoli.

– Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti – spiegò il maestro – Quando non li accetti continuano ad appartenere a chiunque li abbia portati con sé.

Questo saggio racconto ci insegna che dobbiamo misurare le nostre reazioni perché quando ci arrabbiamo con gli altri, in realtà ciò che stiamo facendo è dare loro il controllo della situazione. Molte persone si comportano come camion della spazzatura, disposti a scaricare le loro frustrazioni e la rabbia dove gli viene permesso

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