26 Febbraio 2024

RIFLESSIONI ad ogni guerra: “L’illusione è gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari”

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Rubrica: L’Angolo Letterario – a cura dott. Carlo Contaldi

Le considerazioni da fare ma soprattutto da tenere sempre in mente nei riguardi di una qualsiasi guerra e di un fatto storico come questo dell’olocausto sono molte.

L’aforisma di Gramsci pone molte riflessioni: una evidente, sotto gli occhi di tutti, anche ai meno attenti è quella sulla collettività : più è forte la coscienza collettiva di un gruppo, di una popolazione, minore è l’illusione ; vi è un legame di proporzionalità indiretto.

E’ evidente, poi, che la coscienza collettiva presuppone quella individuale esse si accrescono solo se vi sono i presupposti culturali, sociali ed educativi giusti. D’altronde non è possibile parlare di presupposti sociali senza dar forza ai ricordi; portare alla propria coscienza i ricordi è un modo per rafforzare la memoria e la coscienza individuale spesso offuscate da gramigna culturale; gramigna volutamente introdotta anche subdolamente sia da personaggi politici che da colossi economici o come si usa oggi dire i i tycoons della finanza, i tycoon del petrolio ovvero i magnate, coloro che “muovono le sorti”.

L’altro aspetto, poi, da considerare nella citazione gramsciana è quello dell’ illusione.

Il termine illusione potrebbe essere benevolmente sostituito con due parole: felicità e incoscienza o meglio non consapevolezza.

In effetti togliere l’illusione è quasi come togliere la felicità, come diceva Ibsen, scrittore norvegese, Henrik Ibsen:

non si può strappare l’illusione dal cuore umano perché essa è sempre un seme di felicità.”

A volte siamo illusi da personaggi del mondo economico a pensare che quel cambiamento sarà risolutivo ed efficace dunque ci invogliano ad adottare uno stile di vita diverso o nuovo, per migliorare la nostra società …molti di noi sono spinti ed invogliati a credere in questa nuova proposta (non chiamiamola illusione) da una voglia di nuovo di “felicità incoscia” ma…

Sarà vero?

Ecco allora che per far fronte a queste sottili imposizioni (volutamente non chiamo ancora dittature) bisogna rafforzare quella che è la coscienza prima individuale poi collettiva, ma come? Io credo con la personale riflessione e con una attenta valutazione dei fatti al fine di accrescere la consapevolezza per poi non essere ingannati o peggio ritrovarsi “nemici costruiti” sotto casa.

Parlo di quelle riflessioni libere e sciolte da vincoli come ho sempre sostenuto in particolare per le riflessioni eseguite a calce dei testi delle mie poesie “ riflessioni in poesie” . D’altronde per poter riflettere e mantenere salde le coscienze possiamo ricorrere a vari espedienti; sono molte le cose che possono farci riflettere: un film, un libro o anche delle poesie sempre e solo con lo scopo di accrescere la nostra visione di cultura ma anche la ns memoria e la nostra consapevolezza nelle cose.

In conclusione non dimentichiamo le sofferenza della gente d’ogni guerra, della Shoah; non dimentichiamo la memoria e soprattutto non dimentichiamo di “Riflettere”.

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