30 Maggio 2024

Natale 1919, Agropoli in festa per l’arrivo dell’Energia Elettrica

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Rubrica “Storie dal web” a cura di Francesco Sampogna

103 anni fa, in una Agropoli attraversata da un’atmosfera tragica e luttuosa, originata dalla Prima Guerra Mondiale e dalla “Spagnola”, l’arrivo dell’Energia Elettrica fu salutato con grande entusiasmo dagli agropolesi, giacché portava nella nostra cittadina una ventata di fiducia e di progresso per la vita sociale ed economica.

Nel 1919, il Natale agropolese, grazie al vivo interessamento del Sindaco Francesco Di Sergio, fu illuminato per la prima volta dall’energia elettrica. L’Amministrazione Comunale stipulò il contratto con l’Azienda Idroelettrica Pestana gestita dalla ditta Domenico Maida, titolare della neonata Centrale di Paestum, per la distribuzione dell’energia elettrica in Agropoli. Nelle strade principali furono installati i primi lampioni elettrici, in sostituzione dei precedenti alimentati a gas. L’ultimo lampionaio di Agropoli fu Michelangelo Sarnicola, dipendente comunale tuttofare. Egli aveva il compito di accendere e spegnere i lampioni pubblici a orari prestabiliti. Per accenderli utilizzava una lunga asta con del materiale infiammabile sulla punta; per spegnerli un’asta munita all’estremità di un oggetto di lamiera, simile a un imbuto rovesciato.

Compito che il solerte Michelangelo compì per anni con maestria.   Il primo appalto per la distribuzione dell’energia elettrica, fu vinto dal Cav. Michele Napoli, che si avvaleva della preziosa opera di Oreste Bernardini, elettricista di valente professionalità. Ma in un momento sociale ed economico infelice per Agropoli, infatti da un anno si era conclusa la disastrosa Prima Guerra Mondiale e da soli pochi mesi era stata debellata la terribile “Spagnola”, furono in poche le famiglie che stipularono il contratto per avere l’energia elettrica in casa, la maggior parte continuarono a utilizzare i lumi a petrolio o le lampade a olio. Dal punto di vista economico, le attività commerciali e artigianali beneficiarono notevolmente dell’arrivo dell’energia elettrica, incrementando la produzione e la vendita; inoltre si ebbe anche l’apertura di nuove e moderne imprese, tra le quali: il Mulino Elettrico di Raffaele Messano; il Pastificio Elettrico del Cav. Antonio Scotti; la Falegnameria Elettrica dei fratelli Angrisani; il Teatro Adua, primo nel Cilento, ad avere gli impianti elettrici in sala. L’esponenziale richiesta di energia elettrica mise in crisi la piccola ed obsoleta Centrale di Paestum, provocando, nelle ore serali, un calo di tensione elettrica, con relativi problemi d’illuminazione e continue interruzioni nell’erogazione.

Nel 1953, la Centrale di Paestum fu ceduta alla “Società Idro-Elettrica Lucana”, con sede a Vallo della Lucania. Nel 1954, si ebbe la svolta decisiva per il potenziamento dell’erogazione di energia elettrica in Agropoli. Infatti, grazie ai lavori per la realizzazione del doppio binario sulla linea ferroviaria Agropoli – Reggio Calabria e al costante impegno del Sindaco Vincenzo Urti, coadiuvato dall’Ingegnere Augusto Croce, Direttore della “Società Idro-Elettrica Lucana”, nella rete agropolese fu immessa una notevole quantità di energia elettrica prodotta da una nuova centrale, progettata con i finanziamenti della “Cassa per il Mezzogiorno”. Iniziativa che diede la possibilità di costruire le linee elettriche nelle periferie rurali agropolesi.

Agli inizi degli anni sessanta, Agropoli, in piena crescita, ancora non era dotata di una sufficiente illuminazione pubblica. Numerose le strade al buio. Una testimonianza diretta ci viene fornita dal corrispondente del “Roma”, Nicola Sabino, che in un suo articolo sollecitava l’Amministrazione Comunale a inaugurare gli impianti d’illuminazione pubblica, presenti in alcune strade, ma privi delle lampadine. Tra le strade più penalizzate via A. De Gasperi, arteria di collegamento tra Agropoli e la Stazione Ferroviaria, via San Francesco, via Diaz, via C. Rossi. etc.. Secondo il cronista, la mancanza dell’illuminazione pubblica penalizzava non solo i cittadini, ma anche la vocazione turistica di Agropoli.
Il 18 marzo 1965, con Decreto Ministeriale del Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, la “Società Idro-Elettrica Lucana” con sede in Vallo della Lucania, piazza Vittorio  Emanuele n. 68, fu trasferita all’ENEL (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica). Da quell’anno, il servizio è stato potenziato notevolmente. Agropoli è dotata di un’ottima illuminazione pubblica e in tutte le case c’è l’energia elettrica. I benefici sono stati tantissimi e di grande impatto sul miglioramento della nostra qualità di vita. Purtroppo, dopo circa cinquant’anni, l’erogazione dell’energia elettrica, settore strategico per l’economia italiana, dall’ENEL è ritornata in mano ai privati. Il mancato controllo da parte dello Stato Italiano sui prezzi di vendita dell’energia elettrica, ha provocato degli aumenti che, in questi ultimi anni, hanno penalizzato, non poco, la vita sociale ed economica degli agropolesi e degli italiani.

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