17 Aprile 2024

di Francesco Sampogna

Giovanni Cancellaro nato a Polla il 21 03 1969. Diplomato al Liceo Artistico Carlo Levi, figlio di una famiglia che lavora la pietra per tradizione da due generazioni operante a Padula in provincia di Salerno. Scultore e designer da 27 anni. Creatore e sponsor del Simposio internazionale di scultura per la valorizzazione della Pietra di Padula che si tiene ogni anno durante i mesi estivi. Ha realizzato opere scultoree importanti per il restauro della Certosa di San Lorenzo in Padula. Numerose opere in Italia e all’estero.

Siamo, a Padula, nel paese della Certosa di San Lorenzo. Qui nasce la storia personale di Giovà – al secolo Giovanni Cancellaro – designer presso l’azienda di famiglia. Un’azienda, la Fratelli Cancellaro – lavorazione del marmo – che da due generazioni è specializzata in lavorazione di marmi. Giovà , artista dedito in particolare alla scultura. Erede della tradizione locale. “La chiamata” come lui la definisce, la motivazione, come fosse sacerdote e custode di un mistero. L’intera sua opera scultorea del Maestro, affonda le radici nelle Sacre Scritture, ripercorre la storia biblica dell’uomo utilizzando piani allegorici. Al centro di ogni cosa c’è la pietra, con la pietra che porta racconti millenari, lui parla, dà sfogo alla geologia e alla mineralogia, ai fossili, ricostruisce alfabeti perduti, ma è anche parabola cristologica. La pietra vive, come le sculture sue sculture.

In tempi di pandemia, l’artista di Padula ha rafforzato la sua visione di unione tra i popoli, scolpendo un enorme volto sorridente.

“Dentro la pietra bianca e pura, emergono segni somatici di tutte le tribù del mondo. La pandemia coinvolge tutti. Il materiale proviene dalla pietra di Padula, la stessa della Certosa, una pietra calcarea bianca con all’interno macchioline nere dette pulci, un calcarite di origine fossile”.

L’opera monumentale “Il leone della tribù di Giuda”. Un palese riferimento alla figura di Gesù. Giovà racconta la Bibbia a suo modo, come un libro a fumetti. Sta già lavorando a un’altra opera mastodontica, la Genesi.

Un’opera, un basso rilievo, molto interessante è “Il nostro vecchio continente su una scorza di pietra…” di cui parla Dino Patroni “È un’opera prima di tutto interessante oltre ad essere originale. Giovanni Cancellaro intuisce da vero artista ciò che può tirare fuori dalla materia e perciò dalla scorza di una lastra calcarea fa un suo omaggio all’ Europa di cui l’ artista si sente degno cittadino. Alla compattezza di un’Europa che sa vedere al suo futuro e che desidera ardentemente rimanere compatta, unità come compatta è la materia, la pietra di cui si è servito lo scultore per rappresentare i suoi sentimenti, le sue aspirazioni e le sue speranze di un italiano vero ,ma anche di cittadino europeo. È un bassorilievo questo che merita certamente una collocazione degna del messaggio significativo che ci trasmette questo autore del Vallo di Diano”.

[Dino Patroni – Nato a Salerno nel 1947, si cimenta giovanissimo con le sue prime opere di pittura e scultura. Ancor prima degli studi regolari presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, si forma nella propria famiglia di noti scultori campani, solidificando la sua notorietà artistica come scultore, pittore, ceramista, illustratore ed apprezzato medaglista. Espone le sue opere in diverse città italiane, europee e persino oltreoceano. Dagli anni ottanta ad oggi ha realizzato anche  installazioni in diversi luoghi ed ambienti suggestivi e spesso è stato segnalato, in occasione di mostre personali, su riviste specializzate con note critiche dei più importanti storici dell’Arte d’Italia. È inserito nella Storia dell’Arte del ‘900 per Generazioni – Generazione Anni Quaranta – Tomo II a cura di Giorgio Di Genova, Ed. Bora (Bo). È stato professore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e vive ed opera a Maratea (Pz).]

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