17 Aprile 2024

di Mario Fortunato da “Cronista di Strada”

Nell’ottobre del 1922 la salita al potere del fascismo – grazie alla remissività del re Vittorio Emanuele III e con il beneplacito dei Socialisti e dei Popolari – regalerà alla nostra Nazione più di vent’ammi di dittatura, i caduti e le macerie della Seconda Guerra Mondiale, le vittime (rebubblichini e partigiani) di due anni di guerra civile. Lutti e rancori non ancora del tutto cancellati.

Cent’anni fa: ‘La Marcia su Roma’ (‘Il Secolo della Luna’, pagine 70 e 71)

Il 28 ottobre 1922 ha luogo la manifestazione eversiva con lo scopo di sovvertire lo Stato democratico, in crisi da alcuni anni. Alcune decine di migliaia di sostenitori del fascismo si dirigono verso la Capitale, mentre Benito Amilcare Andrea Mussolini se ne resta a Milano, in attesa degli eventi.

La “marcia” è preceduta da una grande adunata di camicie nere (il 24 ottobre a Napoli), durante la quale Mussolini ammonisce pubblicamente: “O ci daranno il governo o lo prenderemo calando a Roma”. Nello stesso giorno, vengono nominati i quadrumviri che dovranno condurre la marcia: Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi e Michele Bianchi; Dino Grandi è nominato capo di stato maggiore del quadrumvirato.

Viene stabilito anche il segnale che dovrà dare il via alla marcia: “Insomma, fascisti, a Napoli piove, che ci state a fare?” Frase pronunciata da Bianchi, la mattina dopo. Il quartiere generale è l’Hotel Brufani di Perugia, con le squadre che confluiranno a Foligno, Tivoli, Monterotondo e Santa Marinella”.

Ritardi e rifiuti“

Solo alle 6 del mattino, del giorno 28, il governo guidato da Luigi Facta decide di proclamare lo stato d’assedio che il re Vittorio Emanuele III si rifiuterà di firmare. Alle 8 di sera, del 29 ottobre, Mussolini partirà, in vagone letto, alla volta di Roma, per rispondere all’incarico di formare il governo; giungerà nella capitale alle 11.30, del giorno dopo, a causa delle soste nelle stazioni, prese d’assalto dai fascisti che vogliono salutare il loro leader”.

Decisivo il voto di socialisti e popolari

Nonostante i fascisti abbiano solo 35 parlamentari (il 17 novembre), il Parlamento, eletto l’anno precedente, accorda la fiducia a Mussolini con 306 voti a favore e 119 contrari. Il Senato del Regno (il 29 novembre) gli dà la fiducia con 196 voti favorevoli e 19 contrari. Un anno dopo gli concederà i pieni poteri. Il Duce durerà in carica fino al 25 luglio del 1943”.

Cent’anni dopo: la destra torna al potere

Il 13 ottobre 2022 Ignazio Benito Maria La Russa viene eletto Presidente del Sentato. Di orinigini sicicliane, dagli anni 70 ha ricoperto incarichi dirigenziali nel Fronte della Gioventù di Milano e nel Movimento Sociale Italiano. È stato Vice Presidente della Camera dei Deputati e Ministro della Difesa nel governo Berlusconi. Non ha mai nascosto la sua appartenenza alla destra storica. Il 15 settembre 2022, a una settimana dalle elezioni, durante un dibattito televisivo ha affermato: “Siamo tutti eredi del Duce”. Personalmente rifiuto questa parentela.

Giorgia Meloni di Roma, nel 1992, a 15 anni, aderisce al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del partito Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale. Nel 2022 conquista lo scranno più ambito di Montecitorio assumendo l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. La fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia non ha veramente niente a che fare con il fascismo?Per molti, 100 anni non sono bastati a cancellare i disastri e gli orrori causati fal fascismo. Ma è doveroso annotare che a Sant’aAnna di Strazzema – comune in provincia di Lucca tristemente noto per la strage dei nazisti, supportati da collaboratori fascisti (12 agosto 1944) – nelle ultime elezioni politiche Fratelli d’Italia ha registrato il 32,29%, collocandosi come primo partito e lasciando al 18, 4 % il Partito Democratico.

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